24 giugno 2011

I simboli dell'immortalita' (1)

Quella qui sopra e' una versione moderna di quello che e' probabilmente il piu' famoso simbolo dell'immortalita', l'uroboro (qui una versione orientale, su Estropico, qui sotto una versione 'classica' e qui la pagina di Wikipedia). Il cerchio formato dal serpente/drago che si morde la coda rappresenta un ciclo che riparte dopo essersi concluso, ma, deliziosa ironia per un simbolo le cui origini sono nell'antico Egitto, potrebbe anche ricordare il 'mangiare se stessi' tipico dell'autofagia, una delle strategie longeviste rivelate dalla scienza moderna, o della medicina rigenerativa.



Si noti che l'uroboro appare in molte culture e tradizioni diverse, e il suo significato e' spesso sottilmente diverso - per i dettagli si veda per esempio la pagina di Wikipedia (inglese), molto piu' ricca di informazioni della versione italiana.

Come ultima immagine di questa parzialissima selezione, ecco l'esplicita Allegoria della vita umana, di Guido Cagnacci. La sabbia nella clessidra scorre, la cera delle candele si scioglie, e l'unica speranza e' rappresentata dall'uroboro, qui probabilmente inteso come simbolo di una metafisica rinascita (ma nulla vieta, a chi volesse, di vederlo come simbolo di una rinascita biotecnologica). Una strana sovrapposizione di religione e transumanesimo? Non poi così strana: entrambi sono risposte a desideri profondamente radicati nell'animo umano (vedi: alcuni post sul tema 'tecnosalvazione').


L'uroboro, pero', e' solo uno dei molti simboli dell'immortalita' prodotti da varie culture nel corso della storia e questo e' solo il primo di una serie di post sul tema - gli altri, alcuni ben noti, altri meno, appariranno (senza fretta...) nel corso dei prossimi mesi.

Immagini, dall'alto in basso: Uroboro "moderno": Ouroboros, by Chad Fust; Uroboro "classico": Popular symbolism;

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