13 giugno 2011

Boncinelli sulla medicina rigenerativa

Allego di seguito un interessante spezzone (in corsivo) di un discorso dell'illustre Bio-Fisico e genetista Edoardo Boncinelli. Esperto del CNR recentemente andato in RAI in una lunga intervista di Corrado Augias.
Che dire del suo discorso? Noi tutti auspichiamo che non solo le sue previsioni per il futuro della medicina si verifichino ma soprattutto che si attuino presto degli investimenti su questa specifica ricerca, ovvero quella sulla medicina rigenerativa. In caso contrario l'invecchiamento della popolazione porterà alla immobilità lavorativa e alla ospedalizzazione di gran parte delle persone nei paesi ricchi, i quali, vista la loro bassa natalità avranno smisurati problemi a gestire il crack finanziario che deriverà dal non poter pagare più le pensioni a un esercito di vecchi. Al contrario, tenendo in buona salute gli ultrasessantennni essi potrebbero ancora dare il loro contributo alla società e vivere una esistenza priva delle piaghe della vecchiaia. La soluzione esiste ed è di seguito; basta solo metterci i soldi!

Esistono e esisteranno sempre le tradizionali terapie farmacologiche e chirurgiche, di cui ci sarà sempre bisogno. Ma accanto a quelle si stanno aprendo oggi due altri grandi capitoli: quello dei trapianti e quello della terapia genica. È difficile dire quale dei due darà di più ma su entrambi i fronti sentirete presto parlare di qualche grande novità. La terapia genica è la possibilità di prendere la cellula che contiene un gene che non funziona, togliere il gene che non funziona e metterle il gene funzionante; oppure lasciare il gene che non funziona, se non da' fastidio, e aggiungervi un gene funzionante. Tutto ciò è presto detto, ma fra il dire e il fare c'è un bel po' di strada. Questa resta comunque la grande speranza nella terapia del domani. 

 

Negli ultimi tre-quattro anni a tutto questo si è affiancata una prospettiva inconcepibile fino a pochissimo tempo fa. Oggi si sa che è possibile, anche se non facile, costruire o ricostruire parti del nostro corpo in laboratorio per poi trapiantarle nel corpo di chi ne ha bisogno. Oggi già si fanno i trapianti di sangue, altrimenti detti trasfusioni, e si fanno i trapianti di organi prelevandoli da donatori che possiedono opportune caratteristiche. Si fa già il trapianto di pelle e molto probabilmente presto si faranno i trapianti di tutti gli organi, non prendendoli da altre persone ma costruendoli in laboratorio a partire da poche cellule prelevate dallo stesso individuo che deve ricevere il trapianto. Ci vorranno quindici, venti, venticinque anni, non sto promettendo cose dell'altro mondo. Io tutto questo non lo vedrò, ma chi è giovane lo vedrà. Può darsi infine che dalla convergenza di questa rigenerazione di "pezzi di ricambio" fatti in laboratorio e della terapia genica si origini una completa trasformazione della medicina di domani. 

Infine ho introdotto l'invecchiamento e la senescenza perché sono argomenti che stanno a cuore a tutti e sui quali si è di recente imparato qualche cosa. Si è capito per esempio che si invecchia per almeno due motivi. In primo luogo, si invecchia perché le parti del nostro corpo si logorano, come tutte le componenti meccaniche di una macchina. A differenza di queste ultime, le parti logore del nostro corpo vengono riparate, ma la prontezza e l'efficienza di queste riparazioni declinano con l'età. Conoscere i geni che sovrintendono a queste riparazioni vuol dire comprenderne il meccanismo e eventualmente coadiuvarne l'azione. Ma non si invecchia soltanto per questo logoramento. Invecchiamo anche perché dentro di noi abbiamo degli orologi biologici che tengono il tempo e che ad un certo momento dicono basta o giù di li'. 

Abbiamo cominciato a fare un inventario di questi geni partendo dagli animali inferiori: il moscerino della frutta, la famoso drosofila, e un vermetto ancora più minuscolo chiamato C. elegans. In queste due specie sono stati individuati geni capaci di prolungarne considerevolmente la vita. Si tratta di specie molto lontane dalla nostra, ma la biologia di questi ultimi venti anni dimostra che ciò che è vero per un moscerino è quasi sempre vero anche per noi. Recentemente è stato riportato da un laboratorio italiano, quello di Pier Giuseppe Pelicci a Milano, l'isolamento di un gene di topo che ne prolunga l'esistenza del 30-35%. La via è lunga ma anche noi abbiamo allungato il passo. 

Quale può essere la conclusione di tutto questo discorso? A forza di studiare e di applicare in maniera intelligente quello che si è imparato si può aiutare i singoli individui e modificare la società e il nostro stesso essere. Come cittadini verremo sempre più spesso chiamati a decidere su che cosa si debba e su che cosa non si debba fare in questo campo ed è auspicabile che dovendo prendere delle decisioni, lo si faccia nella maniera più informata e più razionale possibile. Oggi sapere e tenersi al corrente è indispensabile, per decidere e per poterci prendere le nostre responsabilità.

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