6 giugno 2011

Antiossidanti? Potrebbero non bastare...

Recenti ricerche nella medicina antiage, in particolare eseguite nel regno unito e negli Usa indicano che la tradizionale supplementazione in antiossidanti, ovvero in vitamine A, C, E, Zinco, Selenio ed altri composti che solitamente si trovano negli integratori commerciali potrebbe non bastare per rallentare l'invecchiamento. La metodologia antiossidante tradizionale infatti si basa sulla inibizione dei cosidetti ROS (Reacting Oxigen Species), più comunemente conosciuti come radicali liberi. Essi operano attraverso l’ossigeno che respiriamo il quale va a combinarsi con materie di scarto nell’organismo e forma così composti tossici. Chimicamente essi sono formati da molecole instabili, cioè molecole a cui manca un elettrone disponibile (spaiato). A causa di questa loro proprietà i radicali liberi nell'organismo umano reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano. I ROS sono causa di danni cellulari di varia natura (ad esempio sui globuli rossi arrivano a causare emolisi, ovvero rottura delle cellule) agendo principalmente sugli acidi grassi che formano i lipidi di membrana provocando degradazione dei lipidi, degrado delle proteine in aminoacidi modificati e degrado degli acidi nucleici (dei mitocondri in particolare).

In realtà però esiste un meccanismo più subdolo alla base dell'invecchiamento cellulare: la Glicazione (o Glicosilazione). Si tratta di un processo per cui nel nostro organismo si ha una reazione non enzimatica degli zuccheri con gli amminoacidi che compongono le proteine e tutto ciò va a formare i cosidetti AGE (Advanced Glycation Endproducts) che sono il risultato finale di questo processo. L'accumulo di questi materiali di scarto nell'organismo diminuisce la funzionalità renale e nervosa, aumentando anche il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari e tumori. Secondo le più recenti teorie gli AGE sarebbero coinvolti nel naturale processo di invecchiamento come e più dei radicali liberi e sarebbero essi stessi alla base della proliferazione dei ROS in un effetto a catena per cui gli AGE attiverebbero la produzione di ROS e viceversa. La formazione degli AGE è facilitata da alti livelli di glicemia e questi prodotti sono i maggiori responsabili delle patologie associate al diabete. Fatto per cui oltre alla integrazione di antiossidanti una persona che vuole ridurre drasticamente gli effetti nefasti dell'avanzare dell'età dovrebbe assumere anche un antiglicante.

La buona notizia è che in commercio di antiglicanti ve ne sono e sono già disponibili come integratori, uno di essi è la Carnosina. Si tratta di un un dipeptide e come tale è formata dall'unione di due amminoacidi, chiamati, rispettivamente, istidina e Βeta-alanina. Ricercatori Australiani hanno confermato sperimentalmente la capacità della carnosina di aumentare in vitro la longevità dei fibroblasti umani. La carnosina riuscì ad aumentare il massimo numero di divisioni cellulari da 50 a più di 60. Tale parametro è uno dei pilastri della teoria dell'invecchiamento di Haflick che durante i suoi studi dimostrò che il numero delle replicazioni di fibroblasti appartenenti a varie specie animali era proporzionale alla lunghezza massima della vita dell'animale stesso. La Carnosina, inibendo la produzione di acido lattico è molto usata dagli atleti, in particolare ciclisti e bodybuilder, ed è infatti disponibile come integratore per sportivi. Un fatto positivo è che la dose come antiglicante è significativamente inferiore a quella che usano gli sportivi: bastano 250 Mg al giorno, meglio se in unione con un multivitaminico che contenga vitamina E con la quale la Carnosina ha un effetto sinergizzante confermato dalle ricerche della British Longevity Society. In alcuni integratori invece della Carnosina è presente la Beta-Alanina ovvero il suo precursore che sembra abbia effetti del tutto simili alla Carnosina.

Personalmente l'anno scorso ho fatto uso di questo integratore per qualche mese non rilevando alcun effetto collaterale negativo.

2 commenti:

Estropico ha detto...

Non c'e' dubbio che gli antiossidanti non bastino... purtroppo! Sul tema della carnosina segnalo che, almeno secondo alcuni [1], ne sono necessari almeno 1000 mg al giorno, altrimenti essa viene rapidamente eliminata da uno specifico enzima.

Ciao,
Fabio

[1] Carnosine: exceeding scientific expectations (l'articolo contiene anche altre informazioni utili sulla carnosina)
http://www.lef.org/magazine/mag2011/jan2011_Carnosine-Exceeding-Scientific-Expectations_02.htm?source=search&key=carnosine

Andrea ha detto...

Segnalerei anche la benfotiamina come antiglicante,più economica ripetto alla carnosina.