19 maggio 2011

Il futuro e i suoi nemici, di Virgina Postrel, su Kindle

Segnalo che The Future and its Enemies, di Virgina Postrel e' ora disponibile nella versione per Kindle (anche utilizzabile su iTunes o Android). Non che sia una lettura particolarmente transumanista, ma e' senza dubbio di interesse per chi vuole un futuro aperto in cui le nostre visioni postumane possano svilupparsi a beneficio di tutti gli individui la cui somma costituisce l'Umanita'. Senza dubbio piacera' all'ala "dinamista" (per usare il neologismo della Postrel) del movimento H+. Come descrizione, copio e incollo un paio di paragrafi da un mio vecchio articolo nel quale ho accennato al libro della Postrel (Non vince nessuno se non vinciamo tutti - Globalizzazione, progresso tecnoscinetifico, postumanita'):

[...] anche oggi l'opposizione al libero scambia venga da uno schieramento politico trasversale che include elementi sia della destra che della sinistra. Virginia Postrel, nel suo "The Future and its Enemies" ("Il futuro e i suoi nemici") crea due neologismi per descrivere questi due nuovi fronti opposti: quello schierato contro il libero scambio (per qualsivoglia ragione) e a favore di misure protezioniste è formato da "stasisti", mentre quello a favore dell'eliminazione alle barriere commerciali è formato da "dinamisti" (si noti che i termini sono usati dalla Postrel per descrivere attitudini che non si limitano al libero scambio commerciale).

Le strane alleanze di convenienza apparse nello schieramento trasversale stasista (americano) citate dalla Postrel, includono quella fra l'arci-conservatore Pat Buchanan e il fondamentalista verde Ralph Nader, uniti nell'opposizione al libero commercio internazionale e quella fra certi attivisti anti-immigrazione di destra e frange ambientaliste di sinistra, uniti, per motivi diversi, nell'opporre l'immigrazione negli Stati Uniti. La volontà di controllo sembra essere la corrente sotterranea che unisce tale fronte. "Alcuni preferiscono un passato pre-industriale, altri sognano un futuro burocraticamente ingegnerizzato, ma tutti condividono la devozione alla stasi, a una società controllata e uniforme in cui i cambiamenti avvengono solo se autorizzati da una qualche autorità centrale." Sull'altro lato della barricata, i dinamisti sono invece a favore di "una società in cui creatività ed iniziativa, nell'ambito di un sistema di regole trasparenti, generano progresso in maniera non programmata." (3) I dinamisti sono uniti non da una piattaforma politica comune, ma dalla comprensione del fatto che il progresso scientifico ed economico emerge da processi evolutivi e non da pratiche dirigiste.

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