5 aprile 2011

Sistemi di intelligenza integrati. Intervista a Barney Pell, fondatore di Powerste e consulente SIAI


Continua, su Estropico, la pubblicazione delle interviste del Singularity Institute: questo mese e' il turno di Barney Pell.

Sono Barney Pell, attualmente fondatore e CEO di Powerset, un'azienda che usa l'intelligenza artificiale avanzata per fornire al mondo un nuovo modo di ricercare le informazioni, un modo che permetterà agli utenti di effettuare ricerche usando il linguaggio naturale, invece di dover parlare in termini comprensibili per un computer. Tuttavia, non abbiamo ancora creato l'intelligenza artificiale generale e stabile, stiamo lavorando alle primissime fasi. Ma stiamo avendo aiuti da alcuni importanti progressi nell'AI che sono rimasti fermi per i trent'anni passati.

Penso che prevedere il futuro sia molto difficile. Noi possiamo al massimo fare analisi in base ai trends. Ci sono stati progressi costanti nell'AI, come mostra la legge di Moore. Ripensando alle prime ricerche sull'AI, dovevi spendere tutto il tuo tempo a cercare di fare entrare ogni cosa all'interno di poca memoria e potenza di calcolo. Quindi l'AI è diventata ora molto più malleabile grazie ai progressi in quei due settori. Un buon esempio sono gli scacchi. Quando la gente ci si cimentò, le prime volte, era uno dei primi grandi problemi dell'AI, e la gente diceva che avremmo avuto un programma di scacchi in grado di battere un campione mondiale (umano) magari entro soli cinque anni. Ma poi cinque anni passarono senza molti progressi, e così per altri 25, 30 anni. La gente si stava quasi scoraggiando, quando finalmente le cose cominciarono a funzionare. C'era stato un avanzamento importante nella Scienza, nella Legge di Moore, c'erano programmi che surclassavano in alcune situazioni campioni mondiali (umani). E' vero, alcuni di questi problemi sono davvero difficili, richiedono molto tempo, ma quel che ci aspettiamo è che la tecnologia avanzi.

Specificamente per la Singolarità, è difficile fare previsioni. Direi che entro un centinaio di anni, è quasi sicuro che avremo computer in grado di lavorare a livelli umani, assorbendo informazioni dal mondo e processandole più in fretta di noi, e il problema è solo se noi riusciremo a stare al passo. Io sono un consulente al SIAI. Il SIAI è un ente no-profit che essenzialmente prevede quali saranno le conseguenze a lungo termine quando una vera intelligenza artificiale arriverà e condizionerà il mondo. Ci sono alcune questioni davvero interessanti. Sappiamo che nei progressi tecnologici la gente ha vari interessi, di tipo accademico, intellettuale, economico. Ma prima o poi quel traguardo tecnologico arriva, e spesso ci rendiamo conto delle conseguenze solo dopo. Il SIAI si occupa di guardare lontano e cercare di fare previsioni e, sebbene le cose sembrino molto al di là dal venire, il futuro arriverà più in fretta di quanto ognuno di noi prevede; ecco, noi guardiamo lontano e diciamo "Di cosa è necessario preoccuparsi già da ora?". Magari ci sono cose da fare per prepararsi, o forse bisogna prendere in considerazione le modalità che servono per progettare questi sistemi di AI, così ci saranno le giuste AI nel futuro, invece che, potenzialmente, quelle sbagliate.

Leggi tutto, su Estropico.org

Immagine: Information, by untitledprojects

Nessun commento: