4 marzo 2011

Se ci fosse una pillola che fermasse l'invecchiamento, la prenderesti?


Se potessi prendere una pillola che fermasse (o rallentasse) l'invecchiamento, la prenderesti?

"Ovviamente!" risponderanno gli aficionados di questo blog, ma come risponderebbe il grande pubblico? Potra' sorprendere, ma le obiezioni alla ricerca anti-invecchiamento non mancano, da chi ne teme l'impatto demografico (qui una risposta), a quelli del patetico "ma poi non ti annoieresti?" La domanda da porsi e' se queste e altre obiezioni saranno ostacoli insormontabili o se la "pillola anti-invecchiamento" sara' un prodotto di successo (dico "pillola" per brevita': in realta' sembra inevitabile che si trattera' di un insieme di terapie ben piu' complesse di una semplice pillola...)

Mi sono imbattuto in una risposta a questa domanda in un articolo pubblicato su Nature circa un anno fa e intitolato Anticipating the Anti-Aging Pill. Gli autori sostengono che le esperienze della pillola contraccetiva e della terapia ormonale sostitiva (TOS) post-menopausa, offrono due utili esempi di come dei medicinali siano stati adottati dal grande pubblico e di come la loro adozione abbia trasformato la societa', nonostante i ben noti rischi e problemi che portano con se'.

Alcuni fatti su queste terapie:
  • Quasi 200 milioni di donne hanno utilizzato "la pillola" dalla sua introduzione nel 1957
  • Oggi e' utilizzata da circa 100 milioni di donne
  • E' stata descritta come una "pietra miliare della medicina" e come la "prima designer drug".
  • Verso la fine del XXmo secolo, la TOS e' diventata il medicinale piu' utilizzato negli USA, dove e' stata adottata dal 40% delle donne in menopausa
  • E' stata descritta come "uno dei progressi piu' rivoluzionari della medicina", ma anche come "il piu' grande esperimento mai compiuto sulle donne"
Due ulteriori fatti che e' importante notare, ai nostri scopi:
  • L'utilizzo di estrogeno ha rapidamente trovato applicazioni che vanno oltre la TOS, quali la prevenzione dei disturbi cardiovascolari e dell'osteoporosi
  • La pillola anticoncezionale fu dapprima introdotta per il trattamento dei disturbi mestruali, ma ben presto si creo' quella che i ricercatori descrivono come una "curiosa epidemia" di cicli irregolari. Ovviamente, quando un medicinale ha caratteristiche desiderate, il passaparola e' veloce... 
Gli autori dell'articolo ritengono che fenomeni simili potrebbero verificarsi anche con terapie introdotte, per esempio, per controllare i livelli di colesterolo, o per prevenire la demenza senile. Se fosse dimostrato, o anche solo se sembrasse plausibile, che tali terapie potessero estendere le aspettative di vita umane in buona salute, il passaparola di cui sopra farebbe il resto...

Alcuni altri passaggi di interesse dall'articolo citato, che e' estremamente approfondito e ricco di collegamenti e citazioni per chi volesse approfondire e al quale non faccio giustizia con questo breve riassunto:
  • L'obiettivo piu' importante per coloro potenzialmente interessati all'allungamento della vita e' l'incremento della sua qualita' e non solo della sua quantita' (e, aggiungo io, questo e' anche l'approccio di chi, come la SENS Foundation di Aubrey de Grey, mira non tanto all'immortalita' fisica, quanto a mantenere uno stato di ottima salute a tempo indefinito).
  • Alcuni valori, profondamente radicati nella nostra cultura, potrebbero facilitare l'adozione di queste terapie. Per esempio, una delle ragioni del successo di pubblico della TOS e' che mantiene un look giovanile piu' a lungo e, giusto o sbagliato che sia, i canoni estetici correnti accostano spesso bellezza e gioventu'. Un altro esempio e' il concetto, sempre piu' diffuso del cosiddetto "invecchiare bene", un concetto che gli autori dell'articolo in questione descrivono come lo slogan di un vero e proprio movimento, dotato di una ideologia anti-invecchiamento (anti-aging).
  • Le future tecnologie longeviste contribuirebbero anche ad alleggerire l'impatto socio-economico dell'invecchiamento della popolazione nei paesi industrializzati (e non solo), offrendo piu' anni di vita in buona salute e postponendo o evitando enormi costi ai sistemi sanitari nazionali (tipicamente, la terza eta' consuma e' responsabile per la maggior parte di questi costi).
L'articolo si chiude con una vecchia, ma azzeccatissima, battuta: e' difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro... e' quindi impossibile predire esattamente come una terapia anti-invecchiamento potra' essere sviluppata e come sara' accolta, ma i precedenti storici della pillola e della TOS suggeriscono che sara' fortemente promossa (dai produttori) e generalmente adottata dal grande pubblico. E chiunque pensi che tali terapie non siano realizzabili dovrebbe seguire gli sviluppi in campi quali genetica, scienze biomediche e nanotecnologie.

Chi volesse approfondire non perda le numerosissime References in fondo all'articolo.

Foto: Eat Me, by ephotography

7 commenti:

Nino ha detto...

Io penso che il problema sia sempre lo stesso.. sarei il primo a prendere una pillola anti invecchiamento.. sono sempre stato favorevole al longevismo.. tuttavia a mio avviso prima di chiedersi se prenderemo questa pillola dovremo chiederci: ma la nostra attuale società mi permetterà di gioirne di questo allungamento della mia vita?

vale la pena vivere 200 anni o addirittura per sempre in un mondo così iniquo dove per avere quanto basta per la mia sopravvivenza mi seve una cosa chiamata moneta inventata migliaia di anni fa? una società strutturalmente violenta che non ti permette (al momento)di esprimere il tuo potenziale in nome di una cosa chiamata profitto.

Saluti, Nino.

Estropico ha detto...

Potremmo star qui a discutere fino alla morte termica dell'universo se il profitto sia, o meno, uno dei motori del progresso, e di come vorremmo cambiare la societa'... Invece, dico solo che chi rifiutera' le tecnologie longeviste, per i motivi sopra esposti o per altri motivi, lascera' letteralmente il futuro nelle mani di altri.
Ciao,
Fabio

Nino ha detto...

Io invece credo che i due aspetti non siano separati, sono da trattare in modo olistico, una vita lunga merita di essere vissuta in modo pieno soddisfacente e soprattutto equo altrimenti non è vita è soltanto sofferenza prolungata.

Le due cose non si escludono a vicenda anzi si completano..

Ciao, Nino.

David ha detto...

@Nino: abbiamo bisogno di un'estensione della vita che sia quantitativa *e* qualitativa, quest'ultimo aspetto riguarda anche la struttura sociale. In ogni caso l'estensione puramente quantitativa produrrebbe indirettamente già alcuni benefici qualitativi per la collettività: per esempio i finanziamenti pubblici che oggi vengono destinati all'assistenza sanitaria per gli anziani (la cosiddetta terza età), potrebbero invece essere più proficuamente destinati all'educazione scolastica, ai servizi culturali, alla giustizia sociale, etc. La spesa sanitaria oggi rappresenta una quota enorme del bilancio di uno stato, una popolazione con meno anziani e più persone in buona salute, e quindi con meno bisogno di curare le tante malattie legate all'invecchiamento, significherebbe un motore di cambiamento per tutta la società.

Nino ha detto...

Si su questo sono assolutamente d'accordo

Saluti, Nino.

Painlord2k ha detto...

Per dare dei numeri, il bilancio delle regioni italiane è per l'80% gestione della sanità. Di questa spesa, tra il 50 e il 75% viene speso nell'ultimo anno o due di vita delle persone e la maggior parte di questo negli ultimissimi mesi o settimane.
Questo implica che una terapia o insieme di terapie che permetta di invertire gli effetti dell'invecchiamento permetterebbe di risparmiare il 60% circa del budget delle regioni italiane.

Sarebbe da discutere sul fatto che i politici troverebbero modo di sprecare i risparmi ottenuti aumentando gli altri capitoli di spesa. La scuola statale ha dei costi altissimi e una efficenza bassissima che non ha nulla a che fare con i mezzi disponibili, ma con la volontà. Gli alunni non sono particolarmente interessati a imparare, le loro famiglie non li spingono abbastanza e i dipendenti pubblici non sono interessati a insegnare, ma a portare a casa l'assegno con la quantità minore possibile di grattacapi e l'ambiente scolastico spesso non favorisce l'apprendimento. In compenso si aumentano il numero di professori, insegnanti, ore di lezione, etc.

lachimicainversi ha detto...

Interessantisismo post, complimenti per il tuo blog davvero molto ben realizzato, copre un ampio intervallo di "competenze" COMPLIMENTISSIMI!!!!Io la Pillola non lo so ma alla fine penso che la prenderei :-))) avendola a disposizione xchè non usarla?!?!??