31 marzo 2011

Gli allarmisti di Fukushima sempre più disperati


The Register ha uno degli articoli meglio ricercati pubblicati al riguardo dell'incidente di Fukushima.

Per riassumerlo, la situazione dell'impianto nucleare è sotto controllo ormai da giorni. Nonostante le grida isteriche della stampa, non ci sono, fino ad ora, danni radiologici misurabili alla salute del personale della centrale o di nessun altro e tutto indica che rimarrà così anche in futuro. Ma i venditori di alberi morti e saponette di tutto il mondo stanno disperatamente tentado di dimostrare che c'è una crisi.

Una lieve esposizione di tre tecnici dell'impianto all'acqua radioattiva è stata riportata come un incidente grave, quando le radiazioni assorbite sono ad un livello inferiore a quello massimo permesso in casi di incidente in una centrale nucleare. I tre hanno ricevuto, al massimo, 170 MSievert, quando la dose ammissibile in caso di incidente nucleare è di 250 mSievert (aumentabile a 500 mSievert in caso di necessità). Oltre quella dose, il lavoratore deve essere ritirato dalla zona radioattiva. In nessuno di questi casi c'è un significativo rischio per la salute. I primi sintomi dovuti all'eccesso di radiazioni iniziano a 1.000 mSievert ma non sono comuni fino a 2.000 mSievert. A queste dosi, per vedere reali conseguenze sulla salute devono essere esposte un enorme numero di persone. Nei decenni a venire è improbabile che i ricercatori siano in grado di attribuire con certezza un qualsiasi caso di cancro al fatto di aver lavorato alla centrale di Fukushima.

Non di meno, nella iper prudente industria nucleare, qualsiasi dose oltre i 100 mSievert spinge i dirigenti a ritirare i tecnici dal campo, almeno temporaneamente. Per di più, i tre tecnici hanno subito delle lievi ustioni alle gambe dovute al contatto con l'acqua radioattiva (e calda), simili alle ustioni che uno riceverebbe stando un po' troppo al sole (che è un'altra centrale nucleare). Questi operai non hanno neanche notato le bruciature fino a dopo aver completato il loro lavoro. Ma, tanto per non rischiare, sono stati spediti a fare dei controlli medici. Quindi, in pratica, non è successo niente. Tre persone hanno subito danni pari a un lieve caso di eritema solare. Ma i reporter hanno diffuso la notizia in giro per il mondo con titoli come "Lavoratori giapponesi ospedalizzati per eccessiva esposizione alle radiazioni". No, per essere chiari, non era eccessiva.

L'acqua dei rubinetti di Tokyo. Due giorni fa i livelli radioattivi dell'acqua potabile dell'acquedotto di Tokyo (per il contenuto di iodio-131) hanno superato i livelli massimi raccomandati per il latte per bambini calcolato per il consumo di un anno intero. Per essere chiari, se dei lattanti bevessero l'acqua dell'acquedotto di Tokyo per un anno avrebbero una minuscola probabilità in più di sviluppare un cancro alla tiroide. Se si tiene presente che lo iodio 131 ha una emivita di 8 giorni, si può capire che in poche settimane scomparirà completamente. Il reattore di Fukushima non sta più producendo iodio 131 da quando è stato fermato due settimane fa e il calore prodotto dal reattore (quello che permetteva allo iodio di fuoriuscire) è a livelli minuscoli rispetto al momento del terremoto. Quindi era irresponsabile per le autorità suggerire di non far bere l'acqua ai bambini. Ma non si può non notare che il sindaco di Tokyo è del partito di opposizione e deve affrontare una difficile rielezione e ha già tentato di usare l'incidente di Fukushima per mettere in cattiva luce i suoi rivali politici. Anche perché il picco di iodio 131 dopo poco era già scomparso (ovviamente).

Nell'articolo ci sono altri esempi di crassa disinformazione da parte di giornalisti allarmisti di professione (non solo sul nucleare ma su un vasto catalogo di argomenti). D'altronde, i MSM (MainStream Media) fanno infotainment, non informazione. Devono tenere la gente attaccata al pagina o allo schermo, per poter vendere la pubblicità collegata. E nulla attrae come il sangue.

Questo è oltre l'ignoranza.

Immagine: fukushima #3 blacksmoke, by daveeza
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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mike Siev.

Che i Media debbano fare allarmismo è superfluo affermarlo. La fiera degli orrori è il loro pane quotidiano. Io aggiungerei che in generale la situazione non mi sembra in ogni caso tanto tranquillizzante...

Anonimo ha detto...

Che tristezza. Mi dispiace molto per i giapponesi e le loro sofferenze. Ma, guardando il nostro paese, temo che questo incidente causerà enormi danni all'autosufficienza energetica italiana. Credo che la popolazione, allarmata dai media, potrebbe votare no ad un prossimo referendum.

Anonimo ha detto...

Questi argomenti vanno affrontati da esperti non a colpi di referendum, sono questioni teniche e incomprensibili per il popolo che quarda a maggioranza l'isola dei famosi.....il grande fratello...per questo che non andrò a votare i referendum in questi casi sono solo spreco di denaro!

Anonimo ha detto...

Quali fonti forniscono i dati dell'articolo? Credete ancora alla Tepco e al governo giapponese? Che siete filonuclearisti si, ma non potete credere a chi ha gia dimostrato di aver mentito...

Estropico ha detto...

anonimo ha detto: "che siete filonuclearisti si, ma..."

E' mio dovere chiarire, nel mio ruolo di gestore del blog, che Estropico Blog e' un blog a piu' voci e che le opinioni di ognuno degli autori non rappresentano necessariamente le opinioni di tutti gli altri.

Ciao,
Fabio

IlPorticoDipinto ha detto...

Gli allarmisti saranno pure disperati, ma probabilmente avevano ragione.
Probabilmente invece di prendere posizioni a priori è bene approfondire e vedere il dettaglio di quanto sostenuto, in ogni caso, indipendentemente dalla "parte" che sostiene un argomento.

Da:
http://www.kurzweilai.net/japan-ups-nuke-crisis-severity-to-match-chernobyl

Japan raised the severity level of the crisis at its crippled nuclear plant Tuesday from 5 to 7 to rank it on par with the 1986 Chernobyl disaster, citing cumulative radiation leaks contaminating the air, tap water, vegetables and seawater.

The new ranking signifies a “major accident” that includes widespread effects on the environment and health, according to the Vienna-based IAEA.