7 febbraio 2011

Su Estropico: Rendere i Computer ingegneri di se stessi. Intervista a Peter Voss, fondatore e CEO della Adaptive AI


“Che differenza c’è tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Artificiale Generale?”

Il mio settore si chiama AGI: Intelligenza Artificiale Generale, così da distinguerlo dalla semplice AI, visto che la ricerca di oggi si concentra quasi esclusivamente di intelligenza artificale ristretta. [Che cioè] svolge solo alcune funzioni specifiche. Si costruisce un sistema che risolve un particolare problema. Sostanzialmente, l'AI fa questo. Perciò i sistemi AGI sono potenzialmente in grado di imparare uno spettro molto ampio dello scibile. Se hai un sistema che può apprendere come un umano, che può acquisire conoscenza come un umano, puoi pensare ad un sistema che acquisti l’abilità di diventare un buon informatico. Se diventa un buon informatico, può migliorare il suo design da solo. A quel punto ottieni l’automiglioramento ricorsivo. Così il computer diventa abbastanza intelligente da capire la sua stessa progettazione e migliorarla, il che lo renderà ancora più abile a migliorare il suo design e diventare molto in fretta incredibilmente intelligente.

“Quale tecnologia futura ti interessa?”

Una delle cose cui sono molto interessato è la longevità, l’estensione della durata della vita. Vorrei avere l’opportunità, e vorrei che anche gli altri l’avessero, di vivere una vita molto, molto lunga. Diciamo indefinitamente lunga. Così da non avere centomila morti involontarie al giorno. Sarebbe una gran cosa, secondo me. Oggi, tuttavia, non siamo all'altezza di risolvere il problema. Ci stiamo avvicinando molto lentamente, migliorando la scienza medica, la nanotecnologia, e così via. Ma è dura, molto dura. Non siamo abbastanza intelligenti per farlo. Non abbiamo abbastanza gente intelligente per risolvere questi problemi tecnici. Se [però] avessimo computer molto più intelligenti di noi che potessero lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7... immaginate un ricercatore medico AGI. La sua intelligenza surclasserebbe quella di un ricercatore umano, e inoltre potresti copiarlo centomila volte così da avere centomila ricercatori di frontiera all’attacco dell’invecchiamento, dell’inquinamento, delle malattie e di qualsiasi altra cosa. Saranno in grado di risolvere questi problemi molto più in fretta. Penso che sia una grande questione.

“Cos’è l’intelligenza “superumana”?”

Non lo sappiamo. Non siamo abbastanza intelligenti da saperlo. Non è una gran risposta, ma è proprio così. Ciò di cui sono certo è che sarà  molto più intelligente degli umani. Prima di tutto, può raggiungere conclusioni molto difficili, problemi con cui io potrei dover lottare settimane o mesi, prima di risolverli. Comprimerebbe questa durata e sarebbe capace di giungere alle conclusioni entro secondi o minuti. Sarebbe in grado di risolvere i problemi più in fretta. Sarebbe anche in grado di risolvere problemi più difficili, e si potrebbe inoltre cumulare la conoscenza di tante AI intelligenti, che hanno lavorato in settori differenti. Potrebbero condividere questa loro conoscenza quasi istantaneamente, mentre per noi trasferire la conoscenza, le intuizioni, l’esperienza agli altri è un processo molto difficile, e molto noioso. Nei computer può avvenire istantaneamente. Anche questa sarebbe una cosa di gran rilievo. Quindi... macchine che lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a velocità molto superiori, in grado di scambiarsi informazioni, clonarle e copiarle. Quando una persona ha raggiunto un certo livello di esperienza... [io, per esempio,] vorrei poter clonare me stesso con tutti gli anni che ho impiegato ad acquisire faticosamente la conoscenza che mi serve per progettare le AGI. Se ci fossero mille persone in giro con la mia stessa conoscenza ed il mio background, saremmo in grado di fare progressi molto più rapidi. Sarebbe una vera svolta.

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Immagine: Drawing hands - Maurits Cornelis Escher, by guenboul

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