24 febbraio 2011

Quello che vuole la tecnologia, di Kevin kelly

La sempre ottima Codice Edizioni ha fatto uscire la versione italiana di What Technology Wants, ultima opera di uno dei più grandi futurologi viventi: Kevin Kelly. Forse è l'evento editoriale dell'anno per chi si interessa dei temi che abitualmente trattiamo in questo blog, ecco la quarta di copertina:

Kevin Kelly appartiene a quella ristretta cerchia di pensatori in grado di cogliere le grandi traiettorie che attraversano la storia, e di svelarne la trama. In Quello che vuole la tecnologia Kelly ci racconta come la tecnologia nel suo complesso non sia solo un guazzabuglio di fili e metallo, ma un organismo vivente e in continua evoluzione, con esigenze proprie e tendenze inconsce.
Guardando alla nostra realtà attraverso gli occhi di questo sistema ora globale per scoprire “ciò che vuole”, Kelly ne traccia la storia, seguendo poi le traiettorie delle principali tecnologie del prossimo futuro per capire dove sia diretto. Perché solo l’ascolto di quello che la tecnologia vuole può preparare noi e i nostri figli alle tecnologie che inevitabilmente verranno, e solo allineando noi stessi con gli imperativi a lungo termine di questo sistema quasi-vivente saremo in grado di godere al meglio i suoi doni. Una visione fiduciosa e trasparente, che travalica la distinzione tra umano e artificiale, tra scienza e umanesimo. Tra quello che la tecnologia vuole e quello che il genere umano ha sempre sperato per sé.

 

Questo è il secondo libro scritto da Kevin Kelly (già autore di Out of Control) che ha mostrato più volte - anche con il suo blog e i suoi articoli - di avere grandi doti divulgative e grande acume filosofico su questioni fondamentali quali il rapporto tra uomo-tecnologia e il rapporto tra biologico-artificiale.
 

1 commento:

Anonimo ha detto...

http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/Biblioteca_delle_scienze/1346834

In edicola con Le Scienze di Marzo

Eternità. Il nostro prossimo miliardo di anni

Un paio di secoli fa, l’umanità aveva cominciato a fare enormi progressi nella comprensione delle leggi di natura, e aveva mosso i primi passi nella tecnologia moderna. Ma davvero nessuno, a quell’epoca, poteva immaginare come sarebbe stato il mondo ai giorni nostri, nemmeno la mente più visionaria e brillante. Perché in fondo, dice Michael Hanlon nell’introduzione di Eternità, il libro inedito in Italia che sarà allegato al numero di marzo di «Le Scienze», il nostro mondo non era cambiato di molto per migliaia di anni.
È divertente, dice Hanlon, provare a speculare sul nostro futuro come specie, sul futuro del pianeta e della vita che lo abita. E inizia la sua avventura dal futuro che conosciamo, o crediamo di conoscere. Dal riscaldamento globale con i suoi potenziali effetti alla rivoluzione medica dettata dal DNA, fino alle nanotecnologie. Ma non si ferma certo qui. Anzi, passando dalle previsioni a breve termine alle visioni a lungo e lunghissimo termine, scatenando l’immaginazione oltre ogni confine temporale, arriva a raccontarci che la nostra scienza sa dirci con un ragionevole margine di certezza che cosa accadrà alla Terra tra un miliardo di anni. A essere sinceri, con molta più accuratezza di quanto non possa dirci su che cosa saranno l’umanità, la scienza e la tecnologia tra appena un secolo.