16 febbraio 2011

Nuova frontiera dei videogame: giocare con veri organismi viventi



Quando le scienze della vita incontrano la tecnologia ludica possono nascere cose davvero sorprendenti: i ricercatori dell'Università di Stanford hanno sviluppato i primi videogame in cui le azioni del giocatore influenzano il comportamento di microrganismi viventi in tempo reale. Questi "giochi biotici" coinvolgono una varietà di processi biologici fondamentali e alcuni semplici organismi unicellulari (come parameci) in combinazione con le biotecnologie.

L'obiettivo è avere giocatori che interagiscono divertendosi con i processi biologici, senza impegnarsi nel rigore di un esperimento formale: "Speriamo che i giochi coinvolgano la biologia di una scala troppo piccola da vedere ad occhio nudo, le persone si renderanno conto di quanto questi processi sono sorprendenti e saranno curiosi di saperne di più," ha detto il bioingegnere Riedel-Kruse a capo del team di ricercatori.

"Le applicazioni che possiamo immaginare finora sono, da una parte educative, per le persone che imparano la biologia, ma potremmo forse avere persone che conducano esperimenti reali mediante questi giochi" spiega l'ideatore.

I risultati degli sforzi di progettazione dei ricercatori sono stati presentati in un articolo pubblicato su Lab on a Chip (il primo numero del 2011), pubblicato dalla Royal Society of Chemistry. Il documento è disponibile online al momento qui.

Inizialmente i ricercatori hanno solo voluto vedere se potevano progettare giochi biotici per tutti, così questo primo ciclo di sviluppo ha prodotto giochi abbastanza semplici che sono imitazioni di alcuni videogiochi classici, per esempio, uno in cui si guidano parameci che "mangiano" palline, ribattezzato in PAC-mecium, una sorta di flipper e persino un rudimentale gioco del calcio, mentre sfruttando la crescita di alcuni polimeri con la tecnica della Pcr è stato realizzato PolymerRace, ispirato alle corsa dei cavalli. 

Riedel-Kruse ha sottolineato che i parameci, essendo organismi unicellulari, non hanno nè un cervello nè la capacità di sentire dolore. "Con questi giochi stiamo parlando di microbiologia, forme di vita molto primitive. Non utilizziamo alcun organismo di livello superiore" ha detto. "Visto che molteplici giocatori nei test hanno sollevato la questione di dove esattamente si dovrebbe tracciare questa linea, questi giochi potrebbe essere un buon strumento per stimolare discussioni nelle scuole sui temi della bioetica".

"Vogliamo sostenere che le moderne biotecnologie influenzeranno la nostra vita ad un ritmo accelerato, principalmente nelle scelte personali di biomedicina che dovremo affrontare sempre più spesso", ha detto Riedel-Kruse."Perciò tutti dovrebbero avere una conoscenza sufficiente sui principi fondamentali della biomedicina e delle biotecnologie. E i Giochi Biotici potrebbero promuovere questo". Fonte: Standofrd University

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