27 gennaio 2011

Un'enciclopedia che ci anticipa il futuro. Di S.D.


Wikipedia festeggia 10 anni. Un sito che sembra la materializzazione di un'utopia, ma che è una stabile realtà del web, ha dimostrato che la volontaria e gratuita partecipazione di tutti, può creare qualcosa di grande ed importante. Quella di Wikipedia è una bella storia e la si può ben considerare una delle più notevoli cose che il web ci ha portato. Inoltre ha anche creato un modello: infatti di enciclopedie sul modello wiki ce ne sono tante. Ne hanno una gli appassionati di Lost per non perdersi nei meandri dei misteri della serie, oppure c'è l'utilissima Wikihow, che è un monumentale insieme di brevissimi manualetti che spiegano come fare letteralmente qualsiasi cosa, dal nodo alla cravatta ad un investimento in borsa. E noi transumanisti abbiamo la nostra wikipedia?

Come apprendo dall'enciclopedica (appunto) conoscenza dell'amico Fabio, ne abbiamo almeno quattro, dei quali una ha quasi raggiunto la ragguardevole quota di 3000 articoli.

Ma forse si può andare oltre una semplice wikipedia transumanista, ipotizzando un'enciclopedia di tutte quelle idee che dal mondo della fantasia e/o della mera teoria, stanno più o meno faticosamente raggiungendo (o in qualche caso hanno già raggiunto) una realizzazione concreta, magari attraverso ricerche pionieristiche.

Vi dico come la immagino io.

Ogni pagina di questa enciclopedia dovrebbe contenere una tecnologia o una prospettiva avveniristica e futuribile, in modo che l'enciclopedia contenga tutte le tecnologie immaginate nella fantascienza o semplicemente discusse, preconizzate da filosofi, scienziati, sociologi, etc. Insomma un'enciclopedia del futuro, del possibile, dell'ipotizzato, del desiderato e del temuto. Non un'enciclopedia dell'attuale, ma una del potenziale. Non un catalogo di tutto ciò che è, ma di tutto ciò che immaginiamo che potrà essere. Ah, quanto è bello immaginare Borges a capo di un'impresa del genere...

Potremmo divertirci a cercare in questo sito, informazioni sulla macchina del tempo immaginata da H.G. Wells e poi, passare a studiare come il filosofo Jeremy Bentham aveva concepito il suo Panopticon, curiosare le specifiche di una spada laser o di una macchina per la clonazione.

Ma una simile enciclopedia non dovrebbe essere soltanto un grande atlante del fantastico...tutt'altro! Di ognuna di queste idee emerse dalla fantasia di artisti o dall'analisi di pensatori e saggisti vari, dovrebbe essere annotato a che punto siamo nella sua realizzazione. Si, perchè, come il diciannovesimo, ma ancor meglio il ventesimo secolo ci hanno insegnato, la scienza e la tecnologia hanno il potere di modificare la realtà e di allargare continuamente il regno del possibile.

Dando un'occhiata su questa enciclopedia si potrebbe scoprire che l'auto volante è stata già prodotta, che il teletrasporto viene realmente studiato ed, anzi, è stato già realizzato limitatamente agli stati quantici di alcune particelle, che l'esercito degli Stati Uniti ha creato una commissione per studiare la fattibilità pratica di una sala ad ologrammi dopo aver visto quella di “Star Trek: the next generation”, che l'elisir di lunga vita viene studiato in modo promettente da numerosi laboratori e che immaginare qualcosa non sia un semplice atto artistico, bensì una prima pietra per edificare il futuro.

Questo “wiki-a-che-punto-siamo” sarebbe certamente un utile momento di documentazione per ogni transumanista, ma più in generale, per chiunque abbia desiderio di informarsi sulla ricerca e di farsi un'idea su quali potrebbero essere gli gli scenari della futura vita sua e dei suoi figli. Io credo, tuttavia, che l'utilità maggiore di un sito così fatto sia di natura, per così dire, pedagogica.

L'essenza del pensiero transumanista è la consapevolezza del dinamismo, del divenire, della trasformazione ed evoluzione come parti costitutive della realtà e segnatamente della vita. Ecco, io credo che creare un grande catalogo di come le tecnologie si evolvano, anzi: di come le semplici idee o fantasie generino una ricerca che le può concretizzare (ed in qualche caso le ha già concretizzate) in produzioni industriali, sia un ottimo viatico per avvicinare il pubblico al nostro tipo di percezione.

Trattare di complesse questioni scientifiche e di ricerche di frontiera può essere poco allettante per l'uomo comune, ma quando queste vengono presentate come studi che permetterebbero la realizzazione di tecnologie fantastiche, ecco che il pubblico che può seguire questi concetti si allarga enormemente, come dimostra il successo internazionale di libri come “La scienza di Harry Potter” di Roger Highfield, direttore delle pagine scientifiche del quotidiano inglese The Daily Telegraph.

Dopotutto, la ricerca scientifica non è altro che il magico ponte attraverso il quale la fantasia raggiunge il mondo reale...

S.D.

Immagine: Encyclopedia Britannica, by BostonTX

2 commenti:

Lorenzo Galoppini ha detto...

Bellissimo articolo questo di S.D.!!! Grazie per averlo postato.
Per quello che può servire, appoggio alla stragrande l'idea proposta.

Estropico ha detto...

Hey, mi sono appena reso conto che l'enciclopedia del futuro di cui parla SD la stiamo creando su questo blog, giorno dopo giorno! :-)

(per quanto in maniera piuttosto anarchica...)

Ciao,
Fabio