2 gennaio 2011

Una scommessa fra ottimisti e pessimisti sul Picco di Hubbert

Brutte notizie per i malthusiani: Matthew Simmons era un sostenitore della teoria del picco di Hubbert (o Peak Oil) e aveva scommesso 5.000 dollari che il petrolio avrebbe raggiunto la media di 200 dollari al barile nel corso del 2010. Simmons, tragicamente, e' morto l'agosto scorso, ma giunto in 2011 e' ovvio che abbia perso la scommessa (la media e' stata intorno agli 80 dollari al barile). Qui un articolo sul NYT del vincitore, John Thierry (Economic Optimism? Yes, I’ll Take That Bet). Hat-tip a NextBigFuture.

2 commenti:

ChriX ha detto...

molte tesi pessimiste non trovano riscontri concreti al momento attuale, però i più ottimisti non hanno un pensiero positivo così lungimirante. L importante non credere alle utopie di chi parla di peak oil solo verso la fine del 2080

Anonimo ha detto...

Gli oltre 90$ al barile attuali (nel corso della peggiore crisi economica mondiale dal dopoguerra ad oggi) non mi pare poco. Senza contare il fatto che prima della crisi il petrolio aveva superato i 140$ al barile. Essere positivi non dovrebbe implicare la miopia nè tantomeno la cecità: è ovvio che, tutto ciò che è finito e si consuma, prima o poi si esaurisce. L'esercito tedesco e quello statunitense hanno di fatto riconosciuto la consistenza delle teorie sul picco. La teoria di Hubbert a ben vedere è qualcosa di più di una teoria, è buonsenso con l'aggiunta di un pizzico di statistica, geologia ed economia. Non serve che il petrolio si esaurisca per avere il famoso picco, basta che il ritorno energetico ed economico della sua estrazione collassi e, come l'incidente della BP ci mostra, siamo già assai vicini a questo punto. Essere positivi vuol dire vedere i problemi mantenendo la capacità e la volontà di darvi risposta, non tapparsi gli occhi fingendo che il problema non ci sia.

Un saluto a tutti