16 dicembre 2010

Su Estropico: Parlare al Web. Intervista a John Smart, fondatore dell'Acceleration Studies Foundation

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Quando l’AI surclasserà gli umani? 
 
Penso che accada già da cinquant’anni. Abbiamo già avuto alcuni successi. Questa cosa che porto al polso, questo orologio digitale con una calcolatrice all'interno, rappresenta per me e per te una Singolarità di calcolo. Come ha detto James Burke, non ci sono mai state tante cose, nel nostro mondo tecnologico, di cui sappiamo così poco. Sta succedendo tutto intorno a noi. Questa cosa che ho in mano mi ha già surclassato nell’abilità di fare calcoli. È un piccolo pezzo di intelligenza che ha superato gli umani in un ambito molto specifico: risparmiare tempo. Ma stiamo collezionando sempre più tasselli di questo tipo. Alcuni studenti universitari hanno creato una rete neurale a quindici nodi, una cosa molto piccola quindi, in grado di trovare le supernove nel cielo notturno, perché è un semplice problema di riconoscimento delle immagini. L'immagine di una stella, nel momento dell'esplosione, diventa bianca e larga; poi, nel giro di una settimana o giù di lì, lentamente sfuma. È così semplice che i telescopi possono essere orientati da un piccolo programma. E così, ora, non sono più gli esseri umani a dare la caccia alle supernovae.

Quando usiamo una carta di credito, questa è monitorata da una rete neurale chiamata
Falcon, creata da HNC, ora Fair Isaac. Si tratta di un progetto da 200 milioni di dollari all’anno. È un grosso progetto, con molta gente coinvolta. Sostanzialmente, impara dai tuoi precedenti acquisti, così se compri qualcosa di nuovo, ad esempio dei Pampers, e negli ultimi dieci anni non l'hai mai fatto, l'intelligenza artificiale lo fa notare ad un umano. Ma non è più un umano il primo a monitorare i dati.

Sono tutti settori dall' AI che hanno surclassato gli esseri umani in aree molto specifiche. Ciascuna di queste è un’area molto ristretta, ma sono comunque cinquant’anni di successi. Così possiamo conquistare, tassello dopo tassello, aree di livello sempre maggiore. Ora, per quanto riguarda il riconoscimento facciale, siamo davvero a buon punto. Alcuni sistemi militari stanno per creare un sistema HNC che individua in maniera univoca qualcosa, lo presenta ad un umano, e a quel punto l’umano può addestrare la rete dicendole: ”No, non è quello che stai cercando. Stai cercando una cosa un po’ diversa”.

La cosa che mi entusiasma di più è quella che chiamo “interfaccia di comunicazione”. Prima, nel 1998, usavamo Altavista, un motore di ricerca molto primitivo. La lunghezza media delle mie ricerche era di circa 1,3 parole. Quanto tempo ci è voluto per raddoppiare la media ed arrivare a 2,6 parole? Sette anni. Nel 2005, la lunghezza media era di 2,3 parole. Quanto tempo ci vorrà per il prossimo raddoppio? Nel
mio saggio, scrissi nero su bianco che ci sarebbero voluti sette anni. Perché quella che stiamo seguendo, secondo me, è una curva esponenziale, che rompe i paradigmi. Osservandoli, i cambi di paradigma mostrano un andamento a 'S'. I primi risultati sono difficili da ottenere, perché non comprendi davvero il sistema, poi cominci a capirlo e più risultati ottieni, più cose riesci a capire, alla fine raggiungi il punto in cui hai ottenuto più o meno tutto ciò che ti serve, non c’è molto di nuovo da ottenere, e così la curva comincia ad appiattirsi.

Quello che ho suggerito è che fare ricerche nel web usando frasi, digitate o parlate, rappresenta un importante cambio di paradigma, che nei primi raddoppi avrà una crescita esponenziale. Quando io e te chiediamo qualcosa, la lunghezza della domanda media è di undici, quattordici parole. Ritengo perciò che passeremo da 2,6 a 5,2 … a 10,4, e ciò entro il 2019. Il che significa arrivare a livelli simili a quelli umani, sia quanto a numero di parole sia quanto a struttura grammaticale e sottigliezze del linguaggio. Secondo me, intorno al 2019 ogni ragazzino avrà un cellulare, perché il loro prezzo sarà crollato. Ogni ragazzo nel mondo imparerà tanto in fretta quanto grande sarà la sua curiosità di scoprire, semplicemente “parlando” a Google. Ciò sarà davvero strabiliante.


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Immagine: Internet's Universe, by CLUC

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