11 ottobre 2010

Su Estropico: I manga possono diventare realta'. Il postumano anche. Di S.D.


Quali semi dobbiamo innaffiare per far sbocciare il fiore del transumanesimo? Chiaramente noi transumanisti apparteniamo alla categoria dei gruppi umani che si spendono per la realizzazione di uno stato di cose da noi ritenuto migliore. Di conseguenza anche noi “annaffiamo” quelli che sono, in atto, dei semi, ma che in potenza contengono il viatico per il futuro che agogniamo. Ma quali sono, concretamente, i semi che noi annaffiamo? Come si articola la nostra attività di intervento sulla realtà?

Quella che noi portiamo avanti è una campagna di sostegno di idee non convenzionali per la nostra società, ma che noi riteniamo corrette e di buon senso: è un'operazione di advocacy culturale. Questa strategia è sicuramente valida ed utile, poiché per l'affermazione di determinate idee c'è bisogno di farle conoscere e c'è bisogno di nutrirle con un sufficientemente articolato e raffinato apparato argomentativo e speculativo.

In secondo luogo, noi riteniamo che spontaneamente la società produca tecnologia sempre più evoluta e sempre più utile ai nostri disegni; in questo caso la nostra attività si limita a quella di attenti e fiduciosi osservatori. Dunque, in questo caso siamo meramente passivi e non interveniamo realmente sul mondo che ci circonda.

Vi sono poi quelle ricerche particolarmente utili e di frontiera che decidiamo di sponsorizzare e sovvenzionare o addirittura di svolgere in proprio (ad esempio il SENS).

In conclusione, quelle realtà che identifichiamo come sensibili e sulle quali decidiamo che sia utile fare pressione sono la cultura e la ricerca. Più precisamente introduciamo e difendiamo le idee transumaniste e promuoviamo la ricerca che dovrebbe consentirne applicazione pratica. Ma siamo sicuri di non poter fare altro? Siamo sicuri che nella società non ci siano istanze transumaniste inespresse? Siamo sicuri che nel mondo non ci siano macchine sociali in grado di iniziare le rivoluzioni che noi abbiamo in mente se sol qualcuno ne connette le parti nel modo giusto? Magari lì fuori c'è qualche gruppo umano che ha bisogno, per raggiungere i propri obiettivi, di una prospettiva transumanista e non lo sa. Magari le nostre idee, che a tanti suonano utopistiche, per qualcuno potrebbero risultare immediatamente vantaggiose. Suggerire un nuovo paradigma più creativo, libero e spregiudicato a costoro, può essere un vantaggio per loro, poiché offre strumenti nuovi e più potenti, ed a noi poiché aggiunge nuova forza propulsiva alla costruzione dei disegni che teorizziamo. D'altra parte quale forza (politica, religiosa, ideale, militare,etc. ) nella storia si è mai affermata senza fare valide alleanze strategiche?

Ma anche ammesso che simili gruppi umani esistano, come fanno ad avere la forza economica e tecnologica per realizzare progetti che implicano tecnologie futuribili ed applicazioni che oggi sono più fantascienza che scienza?

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2 commenti:

David ha detto...

Condivisibile lo spirito dell'articolo. Ho sempre pensato che alcune "comunità ludiche" come appassionati di videogames, di manga, o di fantascienza siano pronti al cambiamento estetico e tecnologico del postumano in modo molto simile a come ne sono pronti i transumanisti...

In effetti, il "virtuale" nella sua accezione generale e positiva (film, manga, videogames, etc.) riesce a rendere il sogno di "essere altro" più tangibile che mai, quasi a portata di mano. Basta pensare a come è possibile modificare il porprio avatar in mondi virtuali quali Second Life...

Sta a noi transumanisti cercare di convergere in una grande comunità organizzata di appassionati che vogliono vedere realizzati in modo pacifico i propri "sogni virtuali", sperimentando e condividendo le nostre visioni del futuro e le nostre visioni del postumano.

Chiara Nuzzi ha detto...

Questo articolo mi ha fatto riflettere molto, credo che sia proprio così e che possiamo vedere il mondo come un luogo pieno di questi "semi transumanisti"...molto bello!