30 agosto 2010

Un'altra sostanza mimetica della restrizione calorica: l'acido ossalacetico

Ci sono due nuovi concorrenti per il Mprize (in passato conosciuto come il Methuselah Prize) - qui i dettagli, sul sito della Methuselah Foundation. Quello che ha attirato la mia attenzione e' Alan Cash, la cui idea e' di usare un agente mimetico della restrizione calorica del quale non ero a conoscenza, l'acido ossalacetico (qui a sinistra, la molecola). La restrizione calorica porta a cambiamenti nel metabolismo e nell'espressione genica i quali, a loro volta, portano ad aspettative di vita piu' lunghe e alla riduzione del rischio di disturbi cardiovascolari, renali, del diabete di tipo 2, dell'Alzheimer e dei tumori. L'articolo cita tre "percorsi molecolari" tramite i quali la restrizione calorica ottiene tutto cio':

1. Una crescita dei livelli di NAD+ rispetto a quelli di NADH nelle cellule
2. Attivazione cronica di AMPK
3. Aumento delle quantita' di NAD+ nei mitocondri

Secondo Cash, tutto cio' puo' anche essere ottenuto con la somministrazione di acido ossalacetico, una sostanza presente nella nostra dieta quotidiana, in cibi come mele, pollo e patate, ma solo in miniscule quantita'. Somministrandolo in dosi piu' elevate ad animali da laboratorio, Cash ha dimostrato la possibilita' di aumentarne le aspettative di vita, mentre altri ricercatori ne hanno dimostrato gli effetti protettivi sul DNA mitocondriale e sui tessuti della retina, del pancreas e del cervello. In studi su esseri umani, ne e' stata dimostrata l'efficacia nel ridurre i livelli elevati di glucosio nel sangue a digiuno e nel migliorare l'insulinoresistenza.

Oltre al Mprize, l'acido ossalacetico e' studiato, a quanto pare, presso varie universita' ed instituti americani, fra i quali il National Institute on Aging Interventions Testing Program e, in collaborazione con ricercatori della University of California, Cash ha pubblicato una serie di risultati con esso ottenuti su modelli animali - eccone due:

Aging Cell: Oxaloacetate supplementation increases lifespan in Caenorhabditis elegans through an AMPK/FOXO-dependent pathway

Open Longevity Science: Oxaloacetic Acid Supplementation as a Mimic of Calorie Restriction. L'intero studio e' scaricabile gratuitamente (Pdf), ma purtroppo non e' linkabile direttamente: e' necessario cliccare su "Click here to view the contents (Year 2009)", poi su "Hot Topic: [Calorie Restriction Mimetics]" e infine sull'icona verde "Download")

Il secondo degli studi qui sopra linkati (del quale consiglio la lettura integrale), e' una review nella quale leggiamo, fra le altre cose, di uno studio condotto su pazienti diabetici nel quale l'acido ossalacetico ha prodotto una normalizzazione dei livelli di glucosio nel sangue, a digiuno, senza effetti collaterali (purtroppo pero' non riesco a rintracciare lo studio online, forse perche' non e' recentissimo, essendo del 1968).

Allo stesso tempo, Cash ha ottenuto l'approvazione per la vendita dell'acido ossalacetico in USA, Canada ed Europa, sotto forma di integratore alimentare, con il marchio "benaGene" (qui il sito web). Come ben sapranno i lettori regolari di questo blog, al sottoscritto si rizzano subito le orecchie appena sente parlare di una sostanza longevista, soprattutto se non si tratta di un qualcosa sepolto nei laboratori di ricerca, ma gia' a nostra disposizione. Correro' quindi ad acquistare il benaGene di Cash? No. O meglio: non ancora. Primo, perche' 50 dollari al mese non sono pochi, soprattutto se si aggiungono ai costi di una gia' lunga lista di altre sostanze (si spera) longeviste. Secondo, perche' prima vorrei almeno vedere i risultati dell'esperimento sui topini dell'Mprize. Questo non vuole dire che altri longevisti non decideranno di puntare su questo mimetico della restrizione calorica, invece che su resveratrolo, metformina, o altri candidati, e che la loro scommessa, perche' di scommessa si tratta, non potrebbe essere quella vincente, ma, personalmente, preferisco riparlarne fra un due-tre anni...

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