11 giugno 2010

Fringe: alle frontiere della (fanta)scienza


"Stiamo vivendo in un periodo incredibilmente avanzato di risultati scientifici, quasi incontrollabili, e che continuano a spingere in nuovi luoghi la nostra versione quasi bizzarra di quella che è la fantascienza". (J.J.Abrams)

A volte la scienza riesce a rendere il nostro mondo un posto più strano di quanto pensavamo come nella serie tv Fringe ideata da J.J. Abrams (già creatore di quel capolavoro che è Lost), Alex Kurtzman e Roberto Orci. Dopo averne visto con entusiasmo la prima stagione non potevo tralasciare di dedicargli una breve recensione. La trama, che cattura il telespettatore in una corsa sfrenata per le scienze che tradizionalmente si trovano sul margine della scienza ufficiale, si struttura in episodi ognuno autoconclusivo ma nell'intero arco della serie si dipana pian piano un unico filo narrativo che unisce in sottotraccia tutti i vari episodi.

Fringe, letteralmente significa “frangia” ma è da intedere più propriamente come confine a indicare quelle conoscenze scientifiche che superano e spostano l’orizzonte della conoscenza e della tecnologia oltre il normale confine a cui siamo abituati.

Tutto inizia con un volo internazionale 627 proveniente da Amburgo che atterra regolarmente all’aeroporto di Boston ma con equipaggio e passeggeri che sono tutti morti. Perché questa strage, cos'è successo? Un mistero carico di morte che si rivelerà ben presto solo il primo terribile tassello di un mosaico molto più grande che sarà chiamato lo "Schema". L'enigma del disastro aereo porta alla creazione della "Divisione Fringe" dell'FBI che dovrà indagare una sempre più bizzarra e tortuosa serie di incidenti e fenomeni apparentemente inspiegabili che si stanno verificando in tutto il mondo.

Nella squadra del FBI svettano i tre protagonisti principali: Olivia Dunham, una giovane agente dotata di una tempra eccezionale che dovrà rivolgersi allo scienziato "pazzo" ma geniale Walter Bishop (forse il personaggio più riuscito) per iniziare a fare luce su questi misteri. Peter Bishop, figlio ribelle di Walter accompagnerà i due contribuendo con la sua perspicacia e sarcasmo a svelare la matassa di eventi oscuri.

Non mancano poteri forti e occulti, grandi organizzazioni che agiscono al di sopra e al di fuori della legge per fini non facilmente comprensibili come la Massive Dynamic, la più potente multinazionale al mondo in grado di sfruttare pericolose ricerche militari e non, al cui capo c'è William Bell anch’egli uno scienziato, in passato collaboratore stretto di Walter Bishop e del quale ne è l’alter ego oscuro e perverso della scienza che piega le proprie potenzialità per ottenere potere e profitto.

Fin dove può spingersi la frontiera della scienza, della tecnolgia, della mente e della realtà? Tra oscure cospirazioni aziendali, droghe che alterano la mente, telepatia, chimica in grado di trasformare l'organismo umano, fisica quantistica, esperimenti genetici, strane creature costruite in laboratorio, nanotecnologia, controllo della mente, teletrasporto, la serie tv rappresenta un originale esplorazione di quello che il futuro prossimo venturo forse ci sta preparando. Una delle questioni presenti in questo serial sci fi è se l'uomo riuscirà a controllare il progresso esponenziale della tecnologia, un chiaro accenno al concetto di Singolarità Tecnologica richiamata in una scena importante dell'episodio pilota (Il Laboratorio del Dottor Bishop).

Fringe ci pone di fronte a fenomeni scientifici che travalicano la realtà conosciuta mettendo alla prova la nostra logica razionale e la stessa capacità di adeguarsi della ragione. I recenti sviluppi nel mondo della scienza sono quella "fonte meravigliosa e inquietante" di cui si nutre l'immaginazione esplosiva della serie tv che ci conduce in ogni episodio "ai confini della realtà" e a indagare su che cosa significa essere umani.

Direi che gli ingredienti speciali che rendono Fringe così coinvolgente e appassionante sono: il modo avvincente in cui nella serie tv si mescola scienza, tecnologia e paranormale, le battute esilaranti tra il personaggio del dottor Bishop e suo figlio Peter, l'ambientazione in un futuro prossimo abbastanza credibile in cui gli elementi fantastici trovano quasi sempre una spiegazione scientifica, e la caretteristica di thriller fantascientifico che ci fa riflettere con originalità sugli aspetti positivi e negativi a cui possono portare le ricerche scientifiche e tecnologiche.

Fringe è infatti una riflessione intelligente sul pericolo di esperimenti e tecnologie che possono finire nelle mani sbagliate di multinazionali, gruppi terroristi, scienziati senza etica, etc., Il principale tema di fondo costituisce forse l'originalità maggiore di questa produzione: scienza e tecnologia possono essere orientate per il bene o il male e lo scienziato ha una responsabilità di questo potere. Il merito di questa splendida serie tv sta nel trasmetterci lo stupore riguardo le possibilità incredibli della scienza e della tecnologia come poche opere di fantascienza hanno saputo fare.

E infine una curiosità: nella sigla della seconda stagione è menzionata la Crionica, un termine certamente conosciuto per chi segue questo blog ;-)

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