14 maggio 2010

Su Estropico: La connessione tra l’Intelligenza Artificiale e la nanotecnologia. Intervista a Christine Peterson

Qualche estratto:

Noi del Foresight Nanotech Institute abbiamo inaugurato un progetto chiamato Technology Roadmap for Productive Nanosystems. Questa roadmap illustra le tappe tecniche, nel cammino verso le potenzialità di produzione nanotecnologica avanzata, che pensiamo meritino seria attenzione, in termini sia delle loro possibilità tecnologiche che dei loro potenziali rischi. È un progetto centrale per noi, ed è così che pensiamo si debba guidare la nanotecnologia. Rendere la nanotecnologia benevola e rendere benevola l’I.A sono due progetti che presentano molte somiglianze. Sono entrambi progetti di lungo termine, ad alto contenuto tecnologico, che implicano un’integrazione tra tecnici e decisori pubblici, e quindi ci sono delle sinergie. Avendo riflettuto a lungo su queste questioni nel ramo delle nanotecnologie, sono ora in grado di proporre alcune idee che il SIAI può spendere nelle sue ricerche sull’Intelligenza Artificiale.

Ci sono molte definizioni di Singolarità. Ma ai fini pratici, una definizione utile e che mi piace usare è quella di un momento futuro in cui il progresso tecnologico aumenta al punto tale che riusciremo a malapena a seguirlo, e forse ce ne sentiremo sopraffatti. Ovviamente, quindi, se c’è un modo di prepararvisi, è compito nostro farlo ora, e questo è parte dello scopo sia del Foresight che del SIAI. Lo scopo di guidare l’Intelligenza Artificiale verso obiettivi benevoli è estremamente difficile e complesso. Richiederà un intenso sforzo collaborativo e di preparazione intellettuale, e ci vorrà un bel po' di tempo. Non sappiamo quando i risultati di questi sforzi si renderanno necessari. Potrebbe essere prima di quanto pensiamo. Sarebbe un’ottima idea iniziare ad occuparsi di queste cose ad un ritmo piuttosto serrato, poiché potremmo aver bisogno di risultati prima di quanto pensassimo. Ritengo quindi importante profondere un considerevole sforzo in questa direzione fin da ora.

Penso sia cruciale che questi sviluppi tecnologici estremamente potenti trovino le prime applicazioni nelle democrazie. In posti dove la popolazione ha almeno qualche controllo sull’esercito, per esempio. Non vogliamo che le nuove tecnologie, potenti come saranno, sorgano in posti dove, per esempio, la democrazia non ha una grande presa perché è troppo giovane o addirittura non esiste. Penso sia difficile stabilire quale sia la nazione più sicura. Ma siamo tutti d'accordo che alcune sarebbero peggiori di altre. Speriamo quindi di accelerare lo sviluppo tendenzialmente nelle società più aperte.

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