13 maggio 2010

Programma Rai su superuomo e cyborg

La trasmissione Rai Voyager ha dedicato una puntata alla prospettiva del potenziamento umano (qui la prima parte, qui la seconda, su YouTube) con interviste ai "soliti" Kurzweil e Warwick, ma non mancano anche le voci critiche. Passando per i famosi esperimenti di Warwick, le nanotecnologie e l'intelligenza artificiale, si accenna ai potenziali rischi delle nuove tecnologie e a come l'approccio migliore sia di cercare di limitarne i pericoli, senza rinunciare ai vantaggi da esse offerti; a come esse saranno, almeno inizialmente, estremamente costose e a come potrebbero creare due societa' distinte (Homo sapiens e Homo cyborg); al rischio della perdita di controllo sull'accelerazione del progresso (un computer crea una versione migliore di se stesso, che poi crea una versione migliore di se stesso, etc, etc). "La sconfitta di alcune malattie, la longevita', l'intelligenza illimitata, chi non desidera questi obiettivi? Ma porteranno soltanto benefici?" Questa frase, testualmente presa dal programma, ne riassume bene il tono, ed e' pienamente condivisibile. Lo studio dei rischi presentati dalle tecnologie emergenti prima che possano verificarsi e' uno dei pilastri del transumanismo (vedi, per esempio, la categoria Rischi esistenziali del blog).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse sarebbe il caso di evitare trasmissioni televisive tanto imbarazzanti come quella roba intitolata voyager...

Franco Fiori ha detto...

Perchè imbarazzante? A me sembra molto bella invece. Non ne perdo una puntata.

Anonimo ha detto...

Io penso sia vergognosa ed imbarazzante, un insulto all'intelligenza umana.

La televisione è inguardabile, trasmissioni come quella la rendono ancora più ottusa ed inutile.


(sempre l'anonimo di prima... Daniele)barba

Bugbear ha detto...

Temo di dovermi associare, per quanto riguarda questo specifico filmato, alle opinioni di Daniele (Anonimo): il tono del filmato è quello di un articolo di Focus (e non aggiungo altro)

l'unico valore che gli si potrebbe dare è quello di portare determinati concetti alle masse, ma i toni catastrofisti dell'intervento finale (che ovviamente viene dato agli oppositori del progetto, così che tutti possano chiudere il film con "A storm is coming", come in Terminator) rivelano solo l'intento sensazionalistico del servizio che è, in genere, privo di dati scientifici, minestronato, superficiale.