22 aprile 2010

Prendere seriamente il concetto di singolarita' tecnologica

David Chalmers e' un filosofo presso la Australian National University e direttore del Centre for Consciousness. Ecco cosa ha scritto sull'idea di singolarita' tecnologica e sul fatto che non abbia ancora sufficientemente fatto breccia nelle torri d'avorio accademiche (traduco liberamente):

Si potrebbe pensare che la singolarita' sia di grande interesse per filosofi, scienziati cognitivi ed esperti di Intelligenza Artificiale, ma in pratica non e' così. I.J. Good era un eminente accademico, ma il suo articolo al proposito fu sostanzialmente ignorato. Il susseguente dibattito sulla singolarita' ha avuto luogo principalmente al di fuori delle universita', in luoghi quali forum di discussione online, pubblicazioni di divulgazione scientifica, e convegni organizzati dall'indipendente Singularity Institute. La ragione di tale resistenza accademica all'idea puo' forse essere attribuita all'altamente speculativa natura dell'idea stessa. Secondo chi scrive tale resistenza e' una vergogna, in quanto il concetto di singolarita' e' importante e dovrebbe essere affrontato seriamente. E le questioni che lo circondano sono di enorme rivelanza sia pratica che filosofica. In breve: se ci sara' una singolarita', sara' uno dei piu' importanti eventi nella storia del pianeta. Una "esplosione di intelligenza" avrebbe enormi potenziali vantaggi, quali la cura di ogni singola malattia conosciuta, la fine della poverta', straordinari progressi scientifici, e molto altro. Avrebbe anche enormi potenziali rischi: la fine della razza umana, una corsa agli armamenti fra macchine da guerra, la distruzione del pianeta. Quindi, anche in presenza solo di una minima possibilita' dell'avverarsi di una singolarita', dovremmo prendere in seria considerazione quali forme essa potrebbe prendere e se ci sia alcunche' che possiamo fare per influenzarne la direzione in maniera positiva.
Qui l'intero articolo (Pdf) nel quale l'autore si occupa anche del ben noto problema riguardante il mind uploading e la coscienza soggettiva (qui discusso su Estropico): The Singularity: A Philosophical Analysis, by David J. Chalmers, sul sito dell'autore.

Hat-tip a Accelerating Future.

2 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

In effetti c'è uno dei più autorevoli futurologi al mondo: Mikio Kaku che ritiene che la singolarità non prenderà forma.

Egli ritiene che nel 2050 saremo ancora più o meno nelle condizioni in cui ci troviamo oggi. Certo ci sarà una maggiore integrazione della tecnologia nella vita quotidiana (vestiti con sensori e automobili autoguidate) ma i robot saranno ancora stupidi come quelli di oggi e i computer non evolveranno verso la coscienza.

Sto facendo un tentativo per contattare questo futurologo e chiedergli il perchè di queste sue ipotesi...

Ugo

Estropico ha detto...

Anche fra i transumanisti non e' difficile trovare degli scettici, il piu' famoso dei quali e' probabilmente Max More, il quale prevede singolarita' "a onda" - vedi:

Max More sulla singolarità tecnologica
http://www.estropico.com/id146.htm

Guardacaso, domani saro' a UK+ 2010 dove More dara' una presentazione intitolata "Singularity Skepticism: Exposing Exponential Errors". Ne parlero' prossimamente sul blog.

Il sito dell'evento: http://humanityplus-uk.com/wordpress/