3 marzo 2010

L'approccio di Kevin Warwick alla singolarita' tecnologica


Il professor Kevin Warwick non ha dubbi sul fatto che una singolarita' tecnologica (qui e qui, su Estropico) sia all'orizzonte. Quello che lo preoccupa e' che le macchine superintelligenti del 2050 (o quel che sara'...) saranno talmente avanzate rispetto ad Homo sapiens che, se saremo fortunati, ci ignoreranno completamente. Se non saremo fortunati ci tratteranno come noi trattiamo i ratti... La sua strategia, nella speranza di non "restare indietro", consiste nel potenziamento umano, o cyborgazione. Michael Anissimov, su Accelerating Future descrive Warwick come "umano-sciovinista" e sembra preferire l'approccio Friendly I.A. del Singularity Institute (qui su Wikipedia, qui su SingInst.org). Personalmente non vedo i due approcci come reciprocamente esclusivi. Inoltre, la cyborgazione e' gia' realta'. Oggi i disabili sono l'avanguardia della cyborgazione, nel tentativo di superare un handicap. Domani anche i non-disabili ci arriveranno, nel tentativo di migliorare le proprie prestazioni atletiche e/o intellettuali. Il tutto, probabilmente, prima dell'arrivo di una superintelligenza, amichevole o meno che sia. Quindi mi chiedo perche' dovremmo mettere tutte le uova nel singolo, proverbiale, paniere. Gli esseri umani potenziati di dopodomani potrebbero certamente non riuscire a tenere il passo con le superintelligenze, ma i non-potenziati avrebbero sicuramente ancora meno probabilita' di successo...

3 commenti:

David ha detto...

E' da tempo che la penso come K. Warwick, noi non possiamo sapere se le IA forti di domani saranno ostili o amichevoli nè potremo permetterci di diventare una specie secondaria oppure obsoleta. Ecco perchè in questo nostro "velo di ignoranza" circa il futuro credo che l'approccio di Warwick di un upgrade dei nostri corpi sia il più proficuo sulla scena transumanista. Ammiro molto quest'uomo perchè unisce come pochi riescono a fare teoria e pratica (primo il suo esperimento di cyborgazione vera e propria)...

Sia cmq chiaro che non vedo affatto il futuro apocalittico, tutt'altro, tuttavia credo sia inevitabile che le IA ci considerino "inferiori" se ci arresteremo al nostro guscio puramente biologico, in fondo è anche l'atteggiamento di noi umani verso gli altri animali e non solo...

Franco Fiori ha detto...

Non c'è bisogno di diventare cyborg..anche perchè nella rincorsa ad estendere la nostra parte non biologica finiremmo per suicidarci diventando artificiali noi stessi.

Meglio sarebbe costruire IA, robot e computer privi di coscienza e di libero arbitrio, in modo che siano completamente sottomessi e innocui.
Per esempio robot biologici privi di certe funzioni come l'autocoscienza e l'aggressività.

-GUD- ha detto...

Beh second se si creasse un sistema "simile" alle 3 leggi di Isaac Asimov il problema dell'inferirità sarebbe abbastanza arginabile.
Poi qualcuno si ricorda i Borg di Star Treck o i Strogg Del videogioco Quake? in molti hanno gia ipotizzato che il prossimo passo evolutivo sara l'integrazione della parte biologica con una artificiale sia di natura elettronica che meccanica e forse ilprocesso è gia iniziato, chi riesce a stare senza il proprio cellulare? o senza una connessione internet? sempre meno perone e equesti mezzi si stanno integrandoe radicando sempre di più nella nostra vita!
penso che forse in un lontano futuro non prenderemo le sembianze di un Borg ma degli "spinotti" in testa tipo Matrix mi sembra più probabile..