10 marzo 2010

La povertà scende in Africa

La povetà in Africa sta scendendo... molto più velocemente di quanto si pensi.! (pdf di 38pagine) di Maxim Pinkovskiy, MIT ; Xavier Sala‐i‐Martin, Columbia University

La convinzione comune che la povertà in Africa non si stia riducendo è sbagliata. Usando la metodologia di Pinkovskiy e Sala-i-Martin (2009), abbiamo stimato la distribuzione dei redditi, i tassi di povertà e disuguaglianza e gli indici di benessere per i paesi africani per il periodo 1970-2006. Dimostriamo che: (1) la povertà in Africa è scesa e sta scendendo rapidamente. (2) Se le tendenze attuali continuano, il Millennium Development Goal sulla povertà di dimezzare la percentuale di persone con un reddito inferiore a un dollaro al giorno sarà raggiunto in tempo. (3) La crescita sostenuta che è iniziata nel 1995 ha diminuita la disparità di reddito in Africa invece che aumentarla. (4) la riduzione della povertà in Africa è marcatamente generalizzata: essa non può essere spiegata da un grande paese, o addirittura da un unico insieme di paesi che possiedono una certa caratteristica vantaggiosa di tipo geografico o storico. Tutte le classi di paesi, compresi quelli con la geografia e la storia sfavorevole, hanno avuto una riduzione della povertà. In particolare, la povertà è diminuita sia per i paesi senza sbocco sul mare ché per i paesi costieri, per i paesi ricchi di minerali ché per i paesi poveri, per i paesi favoriti e sfavoriti dall'agricoltura, per i paesi a prescindere dall'origine coloniale e per i paesi al di sotto o al di sopra dell'esportazione media pro capite di schiavi durante il commercio di schiavi africani.

Questi risultati contraddicono il 2008 Millennium Development Goals Report (UN, 2008), che afferma che “sono stati fatti pochi progress nel ridurre l'estrema povertà dell'Africa sub-Sahariana.” Le nostre stime non concordano: il rateo di povertà in Africa nel 2006 era 0.318, 30% più basso rispetto al 1995 (0.428) e il 28% più basso che nel 1990 (0.421). Il che significa che, sebbene il progresso in Africa non è stato per nulla straordinario come quello dell'Asia Orientale, c'è stata una significativa riduzione della povertà e dei sostanziali passi in avanti nel raggiungere gli MDG. Il rateo di povertà nel 1990 era 0.421. Quindi, l'MDG è che il rateo di povertà sia ridotto a 0.210 entro 2015. Il rateo nel 2006 era 0.318, quindi sebbene sia siano stati compiuti progressi sostanziali ci sono ancora 10 punti base da passare. Ma ci sono rimasti altri 5 anni. non sappiamo come sarà il futuro, ma se la povertà continua a scendere con la stessa velocità con cui è scesa tra il 1995 e il 2006, le nostre proiezioni sono che il rateo di povertà di 1$ al giorno sarà di 0.228 nel 2015. Infatti, le nostre proiezioni dicono che l'MDG sarà ottenuto nel 2017: solo con due annidi ritardo.

Il punto principale è che l'Africa si sta muovendo nella direzione giusta e che, sebbene il progresso non sia stato tanto sostanziale e spettacolare quanto in Asia, la povertà sta diminuendo ed è diminuita sostanzialmente. Non dovremmo permettere ad una interpretazione letterale dell'MDG di trasformare delle buone notizie (l'Africa si sta muovendo rapidamente nella giusta direzione) in cattive notizie (l'Africa non raggiungerà gli MDG in tempo).

Il Coefficente GINI per l’Africa: parte da un livello di circa 0.63, e l’indice di diseguaglianza cresce fino a 0.66 durante gli anni tra 1970 e la prima metà degli anni ‘80. Quyindi rimane a quel livello fino all’inizio degli anni ‘90 ed inizia un trend in discesa che lo riporta al suo livello iniziale nel 2006. In altre parole, durante il periodo di crescita economica rapida e positiva (1995 to 2006), non solo le diseguaglianze non sono esplose come detto da quello che affermano che tutta la ricchezza è andata a una ristretta elite, ma sono diminuite sostanzialmente.

Commento:

1) Tutti i rapporti dell’ONU che hanno a che fare con materie politiche controverse o che riguardano campi dove c’è la possibilità di maneggiare sostanziose quantità di denaro e potere sono scritti in modo da suggerire le ipotesi peggiori possibili o impossibili. L’importante è che giustifichino ulteriori finanziamenti a piani governativi, burocrati, ONG, etc.

2) La maggior parte dei giornalisti sono totalmente inaffidabili nel condurre delle ricerche per validare le notizie divulgate da questi gruppi di pressione politica. Al meglio ristampano acriticamente i comunicati stampa, al peggio lavorano attivamente per sopprimere ogni opinione contraria al “consenso” di moda al momento

3) Dati i tempi dell’inizio della crescita economica in Africa, le cause principali più logiche sono la globalizzazione economica degli anni ‘90 e ancora in corso e l’adozione di nuove tecnologie come il cellulare, che hanno migliorato molto il funzionamento delle economie locali, le riforme che hanno liberalizzato i mercati locali ed internazionali, la maggiore produttività agricola e il collasso della pianificazione centralizzate.

Capitalismo, scienza e tecnologia sono alla base di questi risultati.

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1 commento:

Estropico ha detto...

Prossimamente: le prime "tigri" africane...