23 febbraio 2010

Modulare i processi dell'invecchiamento con interventi nutrizionali

Questa frase, liberamente tradotta dall'abstract dello studio, la dice tutta: sebbene sia ancora necessario identificare il ruolo degli specifici ingredienti e le loro interazioni, i nostri risultati dimostrano, in principio, come un complesso cocktail di sostanze alimentari possa fortemente influenzare i biomarker [dell'invecchiamento - Ndt] e modulare i processi considerati importanti per intervenire sull'invecchiamento. Per quanto la seconda parte di questa frase sia quella che ha attirato la mia attenzione, e che fara' drizzare le orecchie a tutti i longevisti, la prima parte ci ricorda che il diavolo e' nei dettagli... Ad ogni modo, ecco la lista degli ingredienti del cocktail somministrato ai topi da laboratori nello studio in questione: Vitamina B1, vitamina B3, vitamin B6, vitamina B12, acido folico, vitamina E, vitamina D, vitamina C, estratto di te verde, ginseng, ginko biloba, L-Glutatione, magnesio, manganese, acetil-L-carnitina, melatonina, acido alfa-lipoico, N-acetil-cisteina, acido acetilsalicilico (aspirina), potassio, beta carotene, rutina, bioflavonoidi, selenio, cromo picolinato, olio di fegato di merluzzo (Omega 3), estratto d'aglio, coenzima Q10, estratto di zenzero, olio di lino (mi ricorda il mio cocktail personale). Nell'abstract dello studio (vedi sotto), leggiamo che: l'invecchiamento impatta la motivazione, nonche' le capacita' cognitive, sensoriali e fisiche, riducendo così la qualita' della vita. Il declino dell'attivita' fisica e' un affidabile biomarker dell'invecchiamento e del rischio di morte. I topi che hanno ricevuto la miscela di cui sopra non hanno dimostrato il declino dell'attivita' fisica tipico dell'invecchiamento, e hanno invece dimostrato un aumento del neuropeptide Y, un ringiovanimento [in pratica] dei livelli di certe attivita' dei mitocondri del cervello, e un miglioramento dello stato ossidativo. Si noti che questa strategia non offre molto dal punto di vista dell'estensione delle aspettative di vita massime: i topi dell'esperimento hanno goduto solo di "modesti incrementi della longevita'." Ma in attesa delle prime terapie longeviste (probabilmente biotecnologiche), mi sembra assurdo non avvantaggiarsi di quanto la ricerca scientifica sembra indicare sia gia' disponibile, per cercare di raggiungere, come minimo, le nostre aspettative di vita media.

L'abstract: Dietary amelioration of locomotor, neurotransmitter and mitochondrial aging, su Experimental Biology and Medicine. L'intero paper e' scaricabile dalla pagina dell'abstract in formato Pdf.

Nessun commento: