26 febbraio 2010

L'approccio open source alla lotta al cancro


"Ha funzionato per il software. Adesso e' l'ora delle biotecnologie". Questo e' uno degli slogan di Pink Army Cooperative, un'organizzazione non a scopo di lucro cui obiettivo e' la cura del tumore alla mammella seguendo una strategie di ricerca scientifica open source. Da Wikipedia: "In informatica, open source [...] indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso. La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea) permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L'open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto."

Come si applica tutto cio' alla ricerca biomedica? Dal sito del Pink Army (traduco liberamente): se i brevetti sono utili in molte circostanze, nel caso dei medicinali anti-tumorali sono un ostacolo e hanno rallentato il passo dell'innovazione nel settore farmaceutico in generale. Se vogliamo riuscire a sconfiggere il cancro non possiamo continuare a nascondere le nostre informazioni e tecniche - dobbiamo condividerle. Dobbiamo metterle a disposizione di chiunque abbia un'idea e lasciare che le usi senza preoccuparsi di essere portato in tribunale. Quindi noi non brevetteremo le nostre scoperte, ma le offriremo ad altri ricercatori, scienziati e dottori.

Commento: questo e' il primo esempio di quella che mi auguro sara' una lunga serie di iniziative simili mirate a curare varie specifiche malattie. Se avra' lo stesso successo che le iniziative open source hanno avuto con il software, sara' sicuramente seguito da altre iniziative tese alla cura di altre malattie, incluse quelle tipiche dell'invecchiamento e, prima o poi, l'invecchiamento stesso...

Immagine: il logo e un altro slogan di Pink Army Cooperative

3 commenti:

David ha detto...

Approccio decisamente condivisibile da parte mia. La cooperativa suddetta ha il mio totale appoggio morale (per quanto possa valere :-)

mmorselli ha detto...

L'open source però, quello relativo ai grandi (e costosi) progetti, ce l'ha un modello di business, che è fatto di pubblicità e servizi professionali a pagamento.

Qui come funziona ? Da dove vengono i soldi per una ricerca privata open-source ?

Estropico ha detto...

*Immagino* che si affideranno alle donazioni del pubblico. E se sembra poco, si ricordi che gli USA sono la nazione con il piu' alto livello di contributi caritatevoli al mondo (vedi sotto).

Gaudiani said Americans give twice as much as the next most charitable country, according to a November 2006 comparison done by the Charities Aid Foundation. In philanthropic giving as a percentage of gross domestic product, the U.S. ranked first at 1.7%. No. 2 Britain gave 0.73%, while France, with a 0.14% rate, trailed such countries as South Africa, Singapore, Turkey and Germany.

http://www.usatoday.com/news/nation/2007-06-25-charitable_N.htm