18 febbraio 2010

E' la citta' piu' grande al mondo, ma non ne hai mai sentito parlare

Aggiornamenti e altri articoli su questo tema: Nel 2017 nascera' la piu' citta' piu' grande del mondo. O forse no...; Megacitta' e citta' emergenti: motori di crescita e di globalizzazione; L'esplosione demografica rallenta; Il futuro dell'ambientalismo: urbanizzazione, nucleare, Ogm, geoingegnerizzazione; La ricerca anti-invecchiamento per mitigare la crisi demografica

Partendo dal post futurologico di Giuseppe Regalzi di qualche tempo fa (Il 2010 quaranta anni fa), sono arrivato su un sito che non conoscevo (Demographia.com) che si e' rivelato una miniera di documenti e informazioni demografiche. Spulciando nel sito mi sono imbattuto in questa tabella delle citta' piu' popolose al mondo e con mio grande stupore mi sono accorto di non aver mai sentito nominare la prima in classifica, la cinese Chongquing. Con piu' di 30 milioni di abitanti ha un distacco di circa 16 milioni sulla seconda in classifica, la ben piu' conosciuta Shanghai.

Quello dell'urbanizzazione e' un tema on-topic su questo blog, secondo me, in quanto "la globalizzazione sta creando un mondo sempre piu' complesso e interconnesso. Queste tendenze, insieme all'urbanizzazione, stanno portando ad un nuovo Rinascimento" (vedi qui) e contribuiscono al progresso tecnoscientifico da queste parti auspicato. E nonostante gli ovvii inconvenienti della vita' in citta', gli abitanti del pianeta stanno "votando con in piedi" e la tendenza non sembra intenda rallentare, con conseguenze a volte controintuitive: "verso la meta' del secolo, l'80% della popolazione mondiale vivra' in centri urbani. E anche quando la rapida urbanizzazione e' accompagnata da poverta', un miliardo di squatters stanno emergendo dalla miseria dell'agricoltura di sussistenza e, contrariamente a quanto si pensa, così facendo contribuiscono a creare prosperita' - la loro e quella di chi gli sta attorno. E stanno creando il mondo urbano, il che vuol dire che stanno creando il mondo. Uno per uno, famiglia per famiglia" (vedi qui).

Ok, confesso di aver barato in cima a questo post - cosa non si fa per catturare l'attenzione dei lettori, eh? Chongquing e' una citta', ma non solo: include vaste aree non metropolitane ed e' piu' correttamente descritta come una municipalita' - delle dimensioni dell'Austria... Se volete un sondaggio delle aree urbane principali, lo trovate qui (Pdf), sempre su Demographia.com. Tutto cio', pero', nulla toglie al fatto che esistano ormai dozzine di citta' (Pdf, vedi "Table 6") con popolazioni sopra il mezzo milione (Firenze e' sotto i 400 mila e Genova e Palermo sono sopra i 600 mila, per dare un'idea), il cui nome non abbiamo mai neanche sentito - dozzine di fucine del futuro che dovremo imparare a tener d'occhio.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Esprimo i miei dubbi sul fatto che la globalizzazione "insieme all'urbanizzazione, stanno portando ad un nuovo Rinascimento". L'interconnessione porta al progresso se essa conivolge l'informazione; mi sembra invece che qui l'interconnessione sia intesa come ammassamento.

E poi, che evidenza vi è che "un miliardo di squatters stanno emergendo dalla miseria dell'agricoltura di sussistenza"? O questo è solo quanto ci auguriamo?

Estropico ha detto...

Ammassamento: il solo fatto di essere "ammassati" porta inevitabilmente anche ad un maggior scambio e circolazione di idee e informazione. E' uno dei motivi per cui le citta' sono da sempre le fonti principali di innovazione.

Evidenza? E' l'analisi presentata nel video linkato nel post. Sul fatto che le citta' attirino un'intensa immigrazione dalle campagne (nei paesi in via di sviluppo), non mi sembra ci siano dubbi. Anche se **noi** non vorremmo vivere in una baraccopoli, non vuol dire che molta gente, proveniente da larghe fasce della popolazione mondiale, non trovi l'idea allettante o accettabile, o come minimo meglio, per qualsiasi motivo, del villaggio di campagna da cui proviene. Tutto cio' senza voler negare tutti gli ovvi problemi che l'urbanizzazione spesso selvaggia porta con se'.

extropolitca ha detto...

Il miliardo di squatters ha votato con i suoi piedi, e la votazione afferma che gli slums delle città, con tutti i loro difetti, sono meglio del paesello con tutti i suoi pregi.
Se così non fosse, se ne tornerebbero indietro.

Anonimo ha detto...

@extropolitca:

Secondo questo articolo, in effetti se ne stanno tornando indietro un bel po':
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/cina-disoccupazione/cina-disoccupazione/cina-disoccupazione.html

La questione è complessa e questo articolo dimostra che le cose non sono poi così nette. Il miliardo di squatters che "ha votato con i piedi" in realtà non ha votato: la libera scelta presuppone che chi sceglie sia pienamente informato di tutte le alternative, questa gente invece cerca solo di fuggire dalla fame (la desertificazione che avanza, per esempio) e tira avanti a tentativi.

Estropico ha detto...

Venti milioni di rientri, in Cina, non mi sembrano un gran che, soprattutto nel clima economico corrente. Il resto del commento non mi dice nulla di nuovo, anzi mi sembra confermare che le citta' offrano, in generale, piu' delle campagne, ma sei ovviamente libero di pensarla come vuoi.