9 dicembre 2009

Restrizione calorica: aggiornamento

Funziona su numerosi animali da laboratorio, ma funziona anche sugli esseri umani? E se funziona, offre un'estensione della vita sufficiente a giustificare i non trascurabili effetti collaterali di una riduzione del 30% delle calorie consumate giornalmente? Fight Aging ci aggiorna sugli studi piu' recenti (Human Calorie Restriction Studies Continue Apace): il consenso fra biogerontologi sembra essere che la restrizione calorica (RC) su esseri umani possa offrire un allungamento della vita di qualche punto percentuale e in buona salute, cioe' evitando le malattie tipiche della terza eta'. Un recentissimo studio sugli effetti della RC sembra indicare che esseri umani e roditori reagiscano in maniera simile al taglio delle calorie. Nonostante bassi livelli di infiammazione, e' stato rilevato pero' che circa il 40% dei soggetti praticanti la restrizione calorica dimostra di reagire con un'elevata glicemia all'esame del glucosio a digiuno. Per quanto preoccupante, tale reazione sembra essere collegata ai bassi livelli di testosterone, di fattore di crescita insulinosimile 1, detto anche IGF-1, e di triiodotironina, tutti effetti tipicamente riscontrati nei rodenti sottoposti a regimi di RC in ormai dozzine di studi, e che sono ritenuti utili nell'evitare le malattie tipiche dell'invecchiamento. Nonostante cio', Michael Rose, famoso per aver quadruplicato le aspettative di vita del moscerino della frutta con procedimenti di selezione artificiale, ha creato un modello matematico secondo il quale la RC praticata per l'intera durata della vita allungherebbe le aspettative di vita di circa il 7%, negli esseri umani, cioe' molto meno di quanto faccia nei piccoli animali da laboratorio. Il che, in pratica, vorrebbe dire un allungamento della speranza di vita di 5,5 anni per gli uomini e di 5,9 anni per le donne, in Italia (in base ad alcune stime delle aspettative di vita internazionali). Quella di Rose e' una stima piu' generosa dei 2 o 3 anni stimati da Aubrey de Grey, ma basata, mi sembra di capire, su ragioni simili: le aspettative di vita degli animali su cui la restrizione calorica funziona sono particolarmente brevi e il sopravvivere una singola carestia offre loro un enorme vantaggio: la possibilita' di raggiungere un'altra stagione riproduttiva e di passare i propri geni ad un'altra generazione. Ma negli organismi con piu' possibilita' riproduttive, gli effetti della mancanza di cibo sono meno marcati, ergo la stima di un'estensione della vita molto minore. E a questo punto Fight Aging ci ricorda di un fatto che fa apparire la RC ancora meno attraente: la differenza, in termini di aspettative di vita, fra coloro che praticano regolarmente una qualche forma di esercizio fisico e coloro che hanno uno stile di vita sedentario e' di circa 10 anni.

Image credits: Metzis Tasty Takeaway Hamburger, by Vanessa Pike-Russell

4 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Sarò franco: non credo nella restrizione calorica! I 2-3 anni di prolungamento della vita che de Grey stima sono sicuramente reali ma essi sono dovuti ad un effetto "indiretto" della restrizione, ossia quello che non si va a far innalzare i livelli di colesterolo, trigliceridi, transaminasi ed omocisteina che una dieta sregolata porta con sè.

Una dieta equilibrata, ricca di verdure, di pesce e povera di grassi animali ottiene lo stesso identico effetto. In altre parole moderazione sì, restrizione no!

Quindi secondo me non è necessario vivere la propria vita in un regime coercitivo di restrizione calorica. Uno dei piaceri della vita è il cibo e la vita è gia mesta e carica di problemi di per sè, non vedo alcuna utilità ad infilare da se stessi un'altro spillone nella propria bambola voodoo.

Anonimo ha detto...

"Una dieta equilibrata, ricca [...] di pesce"

Qualche esempio:

http://www.asl2.napoli.it/allegati_home/Il_pesce_azzurro_%C3%A8_un_alimento_di_alto_valore_nutritivo_si%E2%80%A6.pdf

...il suo consumo a scopo alimentare talvolta può nascondere pericolose insidie tossicologiche, per la presenza in essi di contaminanti ambientali del tipo metalli pesanti (Hg, Pb,Cd,). [...] Nella catena alimentare acquatica il piombo (Pb), il cadmio (Cd) ed in modo particolare il mercurio (Hg) si concentrano in maniera crescente negli esemplari posti all’apice di tale catena. Per tale motivo nei grandi predatori, come nel caso del tonno ed del pesce spada, i metalli pesanti si possono accumulare in quantità tale da causare gravi danni alla salute umana, se utilizzati a scopo alimentare

http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/risorse/163/

Un buon indicatore della crescita del carico inquinante da metil mercurio è il numero di provvedimenti sanitari pubblici sul consumo di pesce: tali provvedimenti intervengono quando negli stock ittici locali i funzionari rilevano concentrazioni di un contaminante tali da costituire un rischio di salute pubblica generale o circoscritto a particolari categorie di persone, come i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza. Negli Stati Uniti fra il 1993 e il 2000 il numero di interventi è aumentato di 1,5 volte. Quasi l'80% dei provvedimenti che riguardano il pesce sono da addebitare a contaminazione da mercurio. Nel febbraio del 2001 la Food and Drug Administration lanciò un appello alle donne gravide affinché sospendessero il consumo di pesci predatori, come squali e pesce spada, proprio a causa del mercurio. Secondo studi effettuati nelle Isole Farœr e in Nuova Zelanda, sulle popolazioni che dipendono essenzialmente dal pesce per il fabbisogno proteico incombe un pesante rischio tossicologico da mercurio.

Anonimo ha detto...

In passato ho lasciato un intervento a proposito di riduzione del colesterolo "cattivo".

L'integrazione con EPA e DHA ad elevata concentrazione e priva di contaminanti quali metalli pesanti pare sia utile pure per ridurre drasticamente l'infiammazione.

Nuovamente segnalo prodotti vagliati da un ente autonomo (IFOS - International Fish Oil Standards) che certifica qualità e sicurezza per l'olio di pesce:
www.ifosprogram.com/IFOS/ConsumerReport.aspx


Ho appreso queste informazioni "studiando" una strategia (non solo) alimentare elaborata da Barry Sears che, in poverissime parole armonizza e modula vantaggi di differente diete e stili di vita (per esempio Dieta di Okinawa, del Paleolitico, Mediterranea... ed in un certo senso pure la RC).
Questa ha avuto temporaneo consenso (leggasi "moda") per qualche anno soprattutto per velleità legate al dimagrimento da un lato e per prestazioni sportive dall'altro.
Onestamente mi pare doveroso segnalarla oggi ad un pubblico longevista (magari pure per criticarla o stroncarla definitivamente).


Ulteriori informazioni qui sull'integrazione EPA+DHA:
www.lazona.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=7589


Per la Zona in generale:

www.lazona.it

www.drsears.com

www.zonediet.com

www.medwell123.com/LinkClick.aspx?fileticket=nnmiV21kU%2b4%3d&tabid=107

http://en.wikipedia.org/wiki/Zone_diet


... ditemi la vostra!

Franco Fiori ha detto...

Anche io non credo nella restrizione calorica come strumento longevista, però può essere utile per migliorare la qualità di vita ( riduzione delle patologie, migliore estetica etc ) e le prestazioni psichiche.