10 dicembre 2009

Esercizio fisico e telomeri

L'esercizio fisico intenso attiva la telomerasi, la quale a sua volta stabilizza i telomeri. Questo il messaggio di uno studio condotto su atleti professionisti dall'Universita' della Saarland, in Germania. Uno dei ricercatori ha dichiarato che questa e' una prova diretta che l'esercizio fisico ha effetti anti-invecchiamento e ha ipotizzato che l'impatto benefico sul sistema cardiovascolare sia una conseguenza del suo impatto a livello molecolare. I telomeri degli atleti esaminati si sono dimostrati piu' lunghi (e quindi piu' efficienti) dei telomeri del gruppo di controllo (individui sani, ma non sportivi). David parlava proprio l'altro giorno dei fortunati portatori di "geni mutanti che allungano la vita", i cui telomeri sono protetti, ma questo studio ci dice che, anche se e' ovviamente impossibile scegliersi i genitori, possiamo pur sempre ottenere un certo livello di controllo sull'invecchiamento. Le cattive notizie? Gli atleti studiati avevano una media dai 70 agli 80 chilometri di corsa alla settimana... Quello che non capisco e' esattamente il tipo di esercizio fisico di cui stiamo parlando. Da una parte l'articolo parla di endurance il che implica maratone e simili (esercizio aerobico), ma gli atleti in questione facevano parte del German National Team of Track and Field (atletica leggera), il che implica eventi sia aerobici che anaerobici. Sarebbe interessante vedere studi simili su altri tipi di esercizio fisico e su atleti non professionisti, per capire quale sia il livello minimo di attivita' necessario ad attivare la telomerasi, dato che contrariamente agli atleti professionisti, la maggior parte di noi ha anche altre cose da fare nella vita, e il tempo libero e le energie non sono infiniti... Ad ogni modo, tutto cio' ci riporta a quanto ho scritto nel post di ieri sulla restrizione calorica: "la differenza, in termini di aspettative di vita, fra coloro che praticano regolarmente una qualche forma di esercizio fisico e coloro che hanno uno stile di vita sedentario e' di circa 10 anni." E' certamente poco rispetto a quanto prevediamo per la rivoluzione biotecnologica del futuro prossimo, ed e' nulla rispetto a quanto promette la nanomedicina di un futuro un po' piu' lontano, ma l'esercizio fisico resta, almeno per ora, il piu' efficace elisir di lunga vita a nostra disposizione. Un fatto, questo, che mi sembra sia spesso trascurato da molti longevisti.

Picture credits: Endurance, by Frodrig

5 commenti:

gaetano ha detto...

l'esercizio allunga la vita? Si, ma quale? Alcune esercitazioni non sono propriamente salutari, anche se i praticanti dichiarano il contrario, i runners di lunga percorrenza ad esempio, producono grandi quantità di radicali liberi e depauperano continuamente le risorse a disposizione. Un maratoneta no è proprio bello a vedersi, non me ne vogliano, Si cerca sempre di misurare le cose i modo quantitativo, quanti chilometri fai? quanti chili sollevi? ecc. Per ottenere effetti salutari, rilevabili in modo empirico, dato che studi seri non se ne fanno, è avere un tipo di attività mista e aciclica, mi spiego meglio, allenare il corpo in momenti diversi con attività diverse, esercizi di forza, aerobici, anaerobici, per lo sviluppo delle capacità coordinative ecc. in questo modo con un tempo di lavoro inferiore ai minuti necessari per correre i 70 km la settimana dello studio si ottengono maggiori risultati con minori stress per il corpo e si maniene giovane quello che serve e cioè il sistema nervoso. Il processo di allenamento può effettivamente provocare delle condizioni favorevoli alla longevità, ma a patto di saperlo controllare.

Anonimo ha detto...

La biotecnologia e la medicina del futuro permetteranno grandi cose, è lecito aspettarselo. Tuttavia, chi vuole cominciare la battaglia contro l'invecchiamento oggi, deve utilizzare le armi che sono a disposizione oggi. L'esercizio fisico (adeguato) è un'arma già disponibile: oltre allo studio citato, mi pare che l'esperienza quotidiana stessa lo dimostri, già a quarant'anni si vede una differenza tra chi è sedentario e chi no.

Più che altro va identificato quale possa essere l'esercizio fisico "adeguato".

Il problema dello sport professionistico non è soltanto che richiede tanto tempo ed energie. Gli atleti professionisti spesso riportano al termine della propria carriera anche una serie di traumi che, ai fini del longevismo, non sono proprio l'optimum.

Ho letto tempo fa, forse in questo blog, di esercizi "cross" tra lavoro aerobico e anaerobico, tuttavia anche questi non mi sembrano l'optimum: mi sembrano adatti forse a chi è giovane, ma passata una certa età prefigurano sicuramente sforzi eccessivi.

gaetano ha detto...

Gli atleti professionisti non fanno testo, in quanto professionisti sono deputati all'eccesso, quindi nella loro breve vita sportiva devono produrre il massimo e pagarne poi le conseguenze a fine carriera.
L'allenamento è un processo distruttivo, e spesso si va oltre il bisogno.
Utilizzare questo processo per rigenerare in soggetti "normali" è possibile, considerandoli appunto normali, progettando esercitazioni adatte. Ad esempio come non si fanno esercitazioni prettamente lattacide con un preadolescente, gli enzimi non sono ancora pronti all'uso, le modulo su un cinquantenne sempre se tutti i sistemi funzionano a dovere. E come i lavori per l'equilibrio sono indicati per chi a patologie neurodegenerative, forse è utile inserirli nelle routine per potenziare il sistema nervoso e mantenerlo giovane. Giusta misura, buon senso e tanta ricerca. poi tutto è possibile a patto di non scimmiottare gli atleti.

Anonimo ha detto...

"l'esercizio fisico resta, almeno per ora, il piu' efficace elisir di lunga vita a nostra disposizione."

In realtà sono fondamentali due cose:
alimentazione & attività fisica.

Inoltre ci sono molte altre cose da non sottovalutare come l'igiene del sonno, la riduzione dell'esposizione all'inquinamento, i controlli medici, ecc.

"Quello che non capisco e' esattamente il tipo di esercizio fisico di cui stiamo parlando."

Butto li un idea forse un po' provocatoria. E se il migliore esercizio fisico fosse il più naturale, quello a cui siamo evolutivamente più legati, ovvero il semplice camminare (magari a passo spedito)?
D'altra parte è un'attività che può essere compiuta praticamente da tutti, non genera traumi o sollecitazioni eccessive allo scheletro ed alle articolazioni, non sottopone il cuore a carichi eccessivi, ecc.

gaetano ha detto...

pienamente d'accordo su alimentazione e movimento, si parte da qui per la longevità. Sul tipo di movimento è più complicato, perfetta la camminata però all'interno di un programma motorio più vasto. Da sola non intacca abbastanza metabolismi. Noi umani abbiamo bisogno di simmetria, essendo asimmetrici, quindi cerchiamo di razionalizzare tutto ed estremizziamo l'una o l'altra attività. Però se analizzi le attività naturali, ad esempio quelle di un gruppo di cacciatori raccoglitori ti accorgi che gli spostamenti sono di diverso tipo, cammina, corre, scatta, cammina, striscia ecc. Solo un sapiente mix, individualizzato, di attività motorie e cognitive possono aiutare a vivere meglio e di più. L'esempio dei cacciatori raccoglitori è dovuto alle origini che ancora determinano il nostro futuro. Gli esercizi di forza accoppiati a esercizi cognitivi possono essere una spinta elevata per migliorare il livello di fitness negli anziani e via via vanno a sostituire i lavori prettamente aerobici che come dicevo prima possono accelerare l'invecchiamento per i tanti radicali liberi prodotti.