18 ottobre 2009

Viaggio allucinante

Ricevo e volentieri pubblico la segnalazione di "Viaggio Allucinante" di Alessio Mannucci. Ecco l'introduzione, dal blog dell'autore: "La nanotecnologia - l'ingegneria su scala atomico-molecolare, nell'ordine dei nanometri - rappresenta l'ultima grande rivoluzione industriale, perché consente di modificare i mattoni fondamentali della materia, gli atomi, allo scopo di creare nanoprodotti con proprietà uniche (ad esempio rossetti più lucidi e duraturi, creme abbronzanti più potenti, vetri autopulenti, camicie che non debbono essere stirate, palle da golf e da tennis super-resistenti), oppure di modificare le cellule, le molecole di DNA, le proteine, gli enzimi (tutti esempi di nanomacchine naturali) per creare dispositivi bio-nanotecnologici (la NASA ad esempio ha in progetto un bio-nanorobot composto da nanotubi al carbonio e biosensori per l'esplorazione di Marte, mentre nel campo della nanomedicina si sperimentano dispositivi molecolari a base di DNA, proteine e molecole organiche per la cura del cancro). Sono in via di sperimentazione anche nanocomputers quantistici, basati sulla capacità degli atomi di memorizzare informazioni quantistiche, e nanocomputers biologici, basati sulla capacità delle basi del DNA di codificare informazioni. Tutto questo però comporta anche gravi rischi, perché il mondo subatomico è regolato da relazioni molto complesse, altamente instabili, e in parte ancora sconosciute. Come nel caso dell'ingegneria genetica, c'è il pericolo di innescare reazioni tossiche e mutazioni incontrollabili. Qualcuno ha perfino prospettato l'avvento di orde di nano-robots intelligenti in grado di auto-replicarsi e di minacciare la sopravvivenza dell'umanità. Eppure, non esiste ancora una regolazione globale del settore, mentre piovono gli investimenti in tutto il mondo. Siamo ormai arrivati al punto di oltrepassare i confini tra scienza e fantascienza, in un regno postumano di possibilità infinite, e di "fantastici" rischi. Di fatto, siamo partiti per un nuovo viaggio allucinante, nel mondo dell'infinitamente piccolo, là dove nessun uomo è mai giunto prima..."

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