7 ottobre 2009

La fontana genetica della giovinezza

Manipolando i geni dei topi di laboratorio, gli scienziati hanno scoperto un modo per imitare i ben noti benefici anti-invecchiamento della restrizione calorica, permettendo ai topi di vivere più a lungo e in migliore salute. Questa scoperta, pubblicata su Science, offre un promettente farmaco per la lotta contro i numerosi problemi di salute connessi con l'invecchiamento. Si spera quindi che la scoperta contribuirà allo sviluppo di terapie farmacologiche per malattie legate all'età.

"Questa ricerca apre la strada a potenziali approcci farmacologici per curare le malattie legate all'invecchiamento nell'uomo", spiega Domenic Withers, professore di diabete ed endocrinologia presso l'University College di Londra.

Il professor Withers e colleghi hanno in pratica bloccato nei topi la produzione della proteina S6K1 (la proteina S6K1 è utilizzata come risposta del corpo ai cambiamenti dei livelli di cibo consumato), notando una riduzione delle malattie legate all'invecchiamento. Gli effetti della disattivazione di S6K1 erano simili a quelli della restrizione calorica, anche se meno pronunciati.

Negli anni '30, gli scienziati hanno scoperto che un apporto calorico ridotto, con la giusta quantità di vitamine, minerali e altre sostanze nutritive, porterebbe a una maggiore durata di vita dei ratti e dei primati. Secondo gli scienziati le prove dimostrano che la restrizione calorica potrebbe avere effetti benefici sulla salute degli esseri umani, tuttavia non è chiaro se la restrizione calorica aggiunga anni alla vita umana.

"I topi modificati sono vissuti più a lungo e più snelli, più attivi e generalmente più sani. Abbiamo aggiunto 'vita ai loro anni' così come 'anni per la loro vita" dice il professor Withers.

Scienziati hanno confrontato i topi modificati con quelli normali nei 600 giorni - che sono pari a mezza età negli esseri umani. Essi hanno scoperto che le femmine di topi modificati erano più magre, e avevano ossa più forti. In media, le femmine di topi modificati hanno vissuto 160 giorni in più rispetto a queli normali - in altre parole, la loro durata di vita è aumentata del 20 per cento.

"Siamo improvvisamente molto più vicini ai trattamenti per l'invecchiamento di quanto pensassimo", ha detto il dottor David Gems, uno degli autori dello studio. Fonte: Technology Review

Via Beyond Human

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