14 settembre 2009

L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia (4) Il contributo di Max More

La settimana teologica di Pistoia dedicata al tema dell'immortalita' terrena si e' conclusa venerdì scorso (e quindi ho tolto "live-blogging" dal titolo), ma c'e' ancora del materiale in arrivo al proposito. Oggi pubblico la mia traduzione del contributo (via email) di Max More e nei prossimi giorni arriveranno quelli di James Hughes e del Network dei Transumanisti Italiani. Un'ultima cosa: ho chiesto al nostro live-blogger se ci sia stata una buona partecipazione (in genere le settimane teologiche non sono aperte al pubblico) e mi ha risposto che circa 200 persone sono state presenti ogni sera: la sala ha 180 posti seduti e c'era sempre gente in piedi!

I post precedenti, sugli interventi di Vaccaro, Aldo Schiavone e Stefano Grossi sono qui, qui e qui, rispettivamente). AGGIORNAMENTO: Ecco la versione originale, sul blog di More.

Perché i cattolici possono sostenere l'obiettivo transumanista dell’allungamento della vita, di Max More

L'onestà intellettuale è estremamente importante per me. Pertanto, devo dire subito di non essere religioso. Come fondatore del movimento transumaneista moderno, sono un razionalista e non vedo buone ragioni per credere all'esistenza di un essere che è onnipotente, onnisciente e perfettamente buono. Allo stesso tempo, ho studiato e capisco la religione in generale e la fede cattolica in particolare. Ho studiato e insegnato filosofia della religione, per molti anni presso il Mount St. Mary's a Brentwood, in California, e ho avuto molte discussioni con molti studenti cattolici della Facoltà di Filosofia. Inoltre, ho un enorme rispetto per San Tommaso d'Aquino - senza dubbio il più grande di tutti i teologi cattolici.

Per Tommaso d'Aquino, fede e ragione sono compatibili e dovrebbero portarci alle stesse risposte, purché usiamo con attenzione il dono divino della ragione. Questa è una parte fondamentale della filosofia Scolastica, e sono attratto dalla sua miscela di sapienza rivelata e di filosofia aristotelica per diversi motivi, il principale dei quali, nel contesto del dibattito qui in corso, è la sua etica della virtù. E' da un punto di vista dell’etica della virtù, nell’ambito dello sviluppo umano, che sosterrò che i cattolici dovrebbero adottare un atteggiamento generalmente favorevole verso il transumanesimo e, in particolare, verso il perseguimento dell’estensione delle aspettative di vita massime.

Sia i teologi cattolici che altri pensatori sono stati a lungo forti difensori della sacralità della vita. Si sono opposti all’aborto e al ricorso al suicidio. L'obiettivo transumanista dell’allungamento della vita è del tutto coerente con questa presa di posizione pro-vita. Devo dire, a questo punto, che io preferisco il termine "vita estesa" (o “vita di durata indeterminata" o "senza età") al termine "immortalità fisica", in quanto sono tutt’altro che sicuro che l'immortalità vera e propria – cioè una vita che duri, letteralmente, per sempre - sia possibile. Anche se vivessimo fino al decadimento, o all’implosione, dell'universo che ci attende in un lontano futuro, la nostra vita sarebbe pur sempre infinitamente più breve dell’eternità. Un trilione di anni non è che una frazione infinitesima di essa.

Anche se riusciremo, come credo accadrà nei prossimi decenni, a comprendere appieno e a controllare il processo dell’invecchiamento, le nostre aspettative di vita continueranno ad essere limitate da fattori quali incidenti, omicidi e guerre. In un mondo senza invecchiamento, è probabile che ci concentreremo sul continuare a ridurre il tasso di mortalità, ma per un qualsiasi dato periodo di tempo – si tratti di un anno, un secolo, o un millennio – dovremo continuare ad affrontare una certa probabilità di morte. Con il termine "morte", mi riferisco ad una morte fisica permanente, la perdita di continuità personale al di là del punto in cui può essere restaurata dalla scienza medica corrente.

L’immortalità fisica intesa letteralmente, quindi, probabilmente non è un'opzione praticabile. Ma l’assenza dell’invecchiameno, o aspettative di vita indeterminate, lo potrebbero essere. Un significativo e crescente numero di gerontologi vede queste prospettive come obiettivi realistici. In parte, è per questo motivo che sostengo che l'immortalità non è veramente l'obiettivo per la maggior parte di noi transumanisti. L'obiettivo sono le aspettative di vita senza limiti. Il nostro obiettivo è di migliorare continuamente noi stessi e di migliorare le nostre capacità, il che rende il decadimento tipico dell'invecchiamento e la morte involontaria nostri nemici mortali. Vogliamo vivere sia ora che in un futuro indefinito. Ma non possiamo essere sicuri che vorremo continuare a vivere in un lontano futuro. Forse, dopo secoli o millenni, sceglieremo di ripristinare il processo di invecchiamento e di permettere che la nostra vita fisica raggiunga la sua fine (e ritengo che la filosofia morale cattolica non vedrebbe ciò come un suicidio, ma come la scelta di passare alla vita dopo la morte.)

I transumanisti vogliono estendere radicalmente la propria vita come parte di una filosofia che afferma il continuo miglioramento di noi stessi, un miglioramento non solo intellettuale ed emotivo, ma anche morale e spirituale. Questo obiettivo mi sembra sia coerente con il punto di vista cattolico sulla virtù e sul dovere degli esseri umani di servire e glorificare Dio. Ciò non sarebbe il caso se ci fossero dei passaggi, nella Bibbia - e in particolare nel testo letterale del Nuovo Testamento – nei quali fosse scritto che vivere più a lungo sia contrario alla volontà di Dio, o ai suoi piani per noi. In realtà, non c'è nulla, nella Bibbia, che rifiuti il prolungamento della vita fisica. La Bibbia sembra essere neutrale su questo tema.

Potremmo persino interpretare [alcuni passaggi della Bibbia] come favorevoli [all’estensione della vita], sulla base dell’età raggiunta da molte persone in essa descritte. Un importante sforzo per combattere l'invecchiamento fisico è gestito dalla Methuselah Foundation (o Fondazione Matusalemme), dal nome di un uomo noto per aver vissuto per 969 anni, superando di poco molti altri, tra i quali Iared (che visse fino a 962 anni) e Noè (che raggiunse i 950 di età). La persona più longeva per la quale esistano documenti affidabili, nella storia moderna, è stata Jeanne Calment, che morì all'età di 122 anni e 164 giorni. La Bibbia cita non meno di 33 persone che vissero oltre l'età di 123 anni. Sia che prendiamo queste età letteralmente o metaforicamente, la Bibbia sembra suggerire che le nostre aspettative di vita attuali non sono lunghe come quelle di persone chiaramente favorite da Dio. E perché una vita di 78 anni dovrebbe essere più privilegiata e accettata delle aspettative di vita passate di 40 o addirittura di 30 anni?

In altre parole, la longevità media degli esseri umani è cambiata molto nel corso del tempo. Non vi è alcun motivo per accettare lo stato attuale delle cose come unicamente giusto o divinamente comandato. La Chiesa cattolica non ha alcuna obiezione alla marcia storica del progresso tecnoscientifico che ha gradualmente ridotto il tasso di mortalità ed esteso la nostra vita. Non solo: i cattolici tendono a sostenere gli sforzi tesi ad alleviare le sofferenze delle malattie e dell'invecchiamento, e la manutenzione e la cura del sano e vigoroso corpo donatoci da Dio.

La Chiesa cattolica non dovrebbe avere problemi nel sostenere l'estensione delle aspettative di vita, non solo quelle medie, ma anche quelle massime. Almeno dai tempi di Pio XII e della sua enciclica Humani Generis, nel 1950, è chiaro che non vi è alcun conflitto tra la teoria dell’evoluzione e la dottrina della fede per quanto riguarda l'uomo e la sua vocazione. Come disse Papa Giovanni Paolo II: "Oggi, più di mezzo secolo dopo la comparsa di tale enciclica, alcune nuove scoperte ci portano verso il riconoscimento dell’evoluzione come più di una ipotesi". Ciò è particolarmente importante nel contesto di questo dibattito, in quanto la durata massima della vita umana è un prodotto di un’evoluzione moralmente arbitraria, non il risultato di un editto divino che sia mai stato a noi comunicato. Invecchiamento, senescenza biologica e morte sono i prodotti dell’evoluzione. Come tali, non hanno uno status morale speciale, naturalistico o divino che sia. L'invecchiamento è essenzialmente una malattia. Risulta dal fallimento dei nostri meccanismi biologici evolutisi per la riparazione cellulare. Siamo stati dotati di capacità razionali uniche sul pianeta. Non vedo alcuna ragione per cui non dovremmo dirigere tali facoltà razionali verso il miglioramento di ciò che la natura ha così meravigliosamente, ma imperfettamente creato. L'obiettivo, naturalmente, non è un periodo prolungato di decrepitezza, ma un lungo periodo di vita sana e vigorosa.

La ricerca anti-invecchiamento mira ad alleviare le sofferenze e le infermità. La senescenza non è una condizione divinamente decretata. Il semplice riconoscimento di queste due realtà sarebbe, da solo, motivazione sufficiente per il sostegno della Chiesa cattolica agli sforzi della ricerca anti-invecchiameno. Ma esistono anche argomenti positivi per la lotta contro le lesioni causate dell'invecchiamento e contro l'inevitabilità della morte biologica. Uno di essi può essere visto nell’esempio di Gesù, il quale più volte ci ha esortato a "fare come ho fatto io". Gesù non dice, di fronte alle debolezze fisiche e alla malattia, "il Padre mio lo ha comandato. Accetta la tua sofferenza e la morte imminente."Al contrario,una parte fondamentale della missione di Gesù fra noi fu proprio il guarire i malati e persino il resuscitare i morti.

Ciò implica che, mentre la sofferenza può avere un valore, il tipo di soffernza involontaria e senza colpa imposta da senescenza e malattia non è di per sé nobile. Possiamo ammettere che la sofferenza può migliorarci e può avere un ruolo importante nella nostra vita, senza per questo accettare ogni tipo di sofferenza. La sofferenza ha molte forme, quindi il ridurre o addirittura eliminare la sofferenza causata da invecchiamento e morte lascia ancora molto spazio per un ruolo salutare o redentivo della sofferenza.

I cattolici, quando confrontati da malattia e sofferenza non esitano a sostenere la ricerca medica, allo stesso tempo accudendo ai bisogni spirituali di chi soffre. Io credo che, man mano che diverrà sempre più possibile prevenire e curare le malattie dell'invecchiamento, la nostra responsabilità morale di portare sollievo in questo modo aumenterà. Estendere la durata massima della vita umana non è parso possibile fino ad anni recenti. Ora che si accumulano le prove che dimostrano la possibilità di combattere efficacemente l'invecchiamento e l'inevitabilità della morte biologica, mi aspetto che la Chiesa sosterrà attivamente, o condurrà, tali ricerche.

Un'ultima osservazione: Dal punto di vista specificamente cristiano, l’allungamento delle aspettative massime di vita, in condizioni di buona salute, al di là del limite corrente di circa 123 anni, avrebbe un altro grande vantaggio: offrirebbe più tempo per sviluppare le virtù, per fare opere buone, per servire Dio, e per salvare anime. Questo, da solo, mi sembra motivo sufficiente per sostenere con forza la ricerca che mira ad ottenere corpi senza età e aspettative di vita indefinite. Pochi, anche fra i più ottimisti transumanisti, si aspettano il che mondo potra’ mai essere perfetto. Nella misura in cui il mondo manterrà tale imperfezione - di gran lunga inferiore alla perfezione al Cielo - una vita più lunga nel mondo fisico potrebbe forse essere considerata come una forma più lieve di Purgatorio. Essa può essere vista come una benedizione divina: la possibilità di continuare a migliorare se stessi, fare opere di bene per riscattare se stessi, per glorificare Dio, e per guadagnarsi un posto in Paradiso.

9 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Ad essere franco trovo questo ragionamento di Max More molto deludente per due motivi:

Primo: contraddice se stesso! Nel suo corposo documento (in larga parte condivisibile) denominato: TRANSUMANESIMO: VERSO UNA FILOSOFIA FUTURISTA, visibile qui:

http://www.futurology.it/articolo_transumanesimo_max_more/transumanesimo_max_more.htm

egli parla di religione in tutt'altri termini. Ora qui, in questa conferenza non solo sembra aver fatto una netta marcia indietro ma addirittura sembra essere quasi andato a prostituirsi verso una dottrina (quella cattolica) che ha e che avrà sempre un diniego assoluto verso filosofie, come quella transumanista/estropica, che pongono la tecnologia al di sopra dei dogmi. Ricordo solo che in tutti i paesi occidentali ove la chiesa impone i suoi comandamenti etici e la sua pseudo-scienza attraverso i mass-media essa funge da freno per lo sviluppo scientifico e pone dinieghi per la ricerca, ad esempio sulle cellule staminali, sugli organismi geneticamente modificati, sulla clonazione e vietando diagnosi pre-impianto, sicura prevenzione per le malattie neonatali, che eviterebbero una vita di sofferenza per molti esseri umani. Ricerche che, al contrario, se eseguite secondo un'etica scientifica, avrebbero portato avanti la cura di diverse malattie e dato una soluzione alla speranza longevista dell'uomo.

Secondo: il suo voler trovare "a tutti i costi" punti di convergenza tra la filosofia transumanista e quella cattolica sembra francamente una forzatura. Il suo discorso su matusalemme che sarebbe vissuto 969 anni è non solo a-scientifico (la scienza afferma che non si possono superare i 120 anni) ma anche ridicolo. La verità è infatti un'altra, quella che all'epoca dei fatti narrati gli anni erano in realtà i cicli lunari (28 giorni) per cui i 969 anni di matusalemme diventano 80 anni il chè (dato che all'epoca la vita media era di 35 anni) rappresenta davvero una età avanzata.

Infine quando dice:

"Sia i teologi cattolici che altri pensatori sono stati a lungo forti difensori della sacralità della vita. Si sono opposti all’aborto e al ricorso al suicidio."

La loro idea di "sacralità della vita" è basata su dogmi e non su una etica scientifica, gli stessi dogmi che vanno (e andranno sempre) ad ostacolare la ricerca scientifica avanzata e a far crepare di atroci sofferenze un poveretto come Welby o a tenere forzatamente attaccata a macchine la povera Englaro, la quale, essendo morta solo dopo 3 giorni dopo il distacco di tali macchine, e non dopo 8-10 come si prevedeva dai protocolli, fa capire
a che stato di prostrazione il suo organismo era arrivato.

Il fatto è che da un punto di vista "etico" la chiesa cattolica è una potenza mondiale e i suoi veti influenzano direttamente i governi, More si deve essere accorto di questo ed ha tirato giù questo documento, che ripeto, non condivido, nel quale butta giù carte false, tenta di mescolare l'acqua con l'olio facendo uso di un potente frullatore, certo, per un po' di secondi i due liquidi sono veramente miscelati... ma si tratta solo di pochi secondi.

Ugo

Estropico ha detto...

Come ho gia' scritto da un'altra parte: dobbiamo decidere se vogliamo fare ateismo militante o se vogliamo diffondere idee transumaniste e longeviste in Italia. Trovo estremamente significativo che More, dichiaratamente ateo come dimostra l'articolo giustamente citato da Ugo (e da me stesso ripubblicato su Estropico), sia riuscito a trovare l'apertura mentale e la flessibilita' necessarie a scrivere un documento del genere. Lo stesso dicasi di James Hughes (buddista) e dei membri del Network dei Transumanisti Italiani (prevalentemente -tutti?- atei) i cui contributi sono in arrivo a giorni sul blog. Per non parlare di Nick Bostrom, Anders Sandberg e Aubrey de Grey che non hanno potuto offrire un loro contributo non per motivi ideologici, ma solo perche' altrimenti impegnati con conferenze, etc, e perche' l'idea e' venuta all'ultimo minuto. De Grey sarebbe stato persino interessato a partecipare di persona e ha offerto la propria disponibilita' a partecipare ad eventi simili in futuro. Si e' gia' confrontato in passato con teologi cristiani e, con un po' di sforzo da entrambe le parti, e' riuscito a trovare terreno in comune sul tema dell'allungamento della vita. Se tutti questi leader mondiali del transumanesimo e della ricerca longevista riescono ad instaurare un dialogo costruttivo con cristiani di varie denominazioni, non vedo perche' non dovremmo/potremmo farlo anche noi...
Ciao,
Fabio
PS: Ugo ha ragione quando cita le obiezioni del Vaticano su cellule staminali embrionali, tecniche riproduttive, etc, ma faccio notare che sul tema degli Ogm il Vaticano e' molto piu' positivo.

David ha detto...

Secondo me va considerato anche il pubblico a cui si sta rivolgendo Max More: che non è la chiesa come istituzione ma dei teologi impegnati in un apertura verso la prospettiva transumanista dell'immortalità terrena.

Il mondo cattolico è ampio e vasto, il discorso di Max More può far breccia soprattutto nella parte cattolica progressista, mentre è molto difficile "convincere" i cattolici conservatori.

Tra l'altro Max More non sta esaltando la religione cattolica, riconosce di essere un razionalista ateo, ma semplicemente dicendo che non c'è per forza incompatibilità tra l'obiettivo longevista e la tradizione cristiana: "In realtà, non c'è nulla, nella Bibbia, che rifiuti il prolungamento della vita fisica. La Bibbia sembra essere neutrale su questo tema".

Quindi proprio partendo da qui che si può sperare i cattolici ripensino alcune posizioni su cellule staminali, clonazione, diagnosi pre-impianto, etc.
Il confronto tra culture diverse non è mai facile, a volte ci sono scontri durissimi, ma ritengo debba essere un "dovere" di ogni transumansita almeno provare a dialogare con chi si dimostra interessato e aperto verso determinati temi come è successo per la settimana teologica di Pistoia.

Poi faccio notare che oltre agli autori transumanisti citati da Fabio (vedi commento sopra) che non hanno paura di confrontarsi con la religione crisitiana c'è anche questo intervento del filosofo Eric Steinhart, Teilhard de Chardin and Transhumanism:

http://jetpress.org/v20/steinhart.htm

(pubblicato online sul Journal of Evolution&Technology).

David De Biasi

Estropico ha detto...

Concordo pienamente col commento di David (qui sopra), ma non tratterrei il fiato in attesa che "i cattolici ripensino alcune posizioni su cellule staminali, clonazione, diagnosi pre-impianto, etc." :-)

D'altra parte, per quanto promettenti, questi sentieri di ricerca sono tutt'altro che gli unici verso le terapie longeviste che prevediamo da queste parti.

extropolitca ha detto...

Personalmente sono agnostico.
Il grosso dei problemi con il la Chiesa Cattolica sta sulla questione dell'inizio e della fine della vita.
Possiamo passare il tempo a combatterli su questi problemi oppure collaborare sui problemi con cui siamo in sintonia. Non credo che ci la Chiesa Cattolica scomparira molto presto o che il suo peso sarà di molto ridimensionato. Il che significa che non vale la pena scontrarsi con essa su queste questioni. Anche perché, non è improbabile che la visione teologica non possa cambiare come è cambiata in passato.

Ugo Spezza ha detto...

Non vorrei sfatare il vostro ottimismo ma vi faccio notare che la chiesa cattolica ha sempre avversato, spesso con tecniche tanto subdole quanto sopraffine, delle teorie (ad esempio quella darwiniana) talvolta aggredendole dall'interno, come farebbe un eccellente servizio di spionaggio tipo kgb.

Ne è un esempio quello che racconta Telmo Pievani qui:

http://progettogalileo.wordpress.com/2008/04/07/intervista-a-telmo-pievani/

un autore da me molto stimato, direttore di pikaia.eu il portale dell'evoluzione e uno dei pochi che hanno capito come stanno le cose. Ovviamente io sono come il medico che ha diagnosticato un cancro e dice: spero di sbagliarmi.

Bugbear ha detto...

da credente transumanista mi sento di citare un articolo che ho letto tempo fa nel blog di una donna molto intelligente:
http://michelamurgia.altervista.org/content/view/124/2/
nel suo articolo "se non c'è l'ateo non ci credo" lei rileva come vada di moda, ad ogni convegno cattolico, avere un ateo, basta che sia un ateo "rispettoso", da assolutamente preferire al cristiano critico.

se vi interessa leggetelo (lei è una penna molto acuta).

personalmente concordo con la sua visione, e non riesco a non vedere l'intervento di Moore come tollerato in quanto proveniente da un ateo rispettoso.

la cosa mi preoccupa, per lo stesso motivo per il quale (da credente), mi preoccupa il modo che ha la chiesa di "santificare le feste", che significa prendere la festa del sole e metterci sopra il natale, col risultato non di cristianizzare la festa del sole (che se fosse riuscito sarebbe già stato discutibile) ma di paganizzare il natale (che è una perdita su due fronti).

vengo al dunque: mi preoccupa il modo in cui la chiesa potrebbe tentare di "cristianizzare" il movimento transumanista (prego ancora una volta di ricordare che chi scrive VA in chiesa), mi preoccupa perche la parte progressista di cui si parlava raramente e anche quella che fa le leggi, raramente e anche quella che fa le encicliche, raramente stila il catechismo della chiesa cattolica.

e dopo tutti i convegni teologici sono le encicliche che parlano alla gente, sono gli angelus di p.zza san pietro che fanno battere le mani, e il catechismo della chiesa cattolica che detta le regole per le quali sei dentro (o fuori).

Pertanto: e una gran cosa che ci sia un dialogo, un'apertura e un capirsi, ma make no mistake, una certa parte della chiesa non osteggera il messaggio transumanista fintantoche l'ateo rimarra "rispettoso" (chi scrive non si riconosce in questa parte, e la osteggia come dannosa alla chiesa e allo stesso messaggio cristiano)

Bruno Lenzi ha detto...

Max More in questo intervento è stato molto diplomatico.
Sapeva da quale pubblico sarebbe stato letto e ha preferito assecondare la parte religiosa togliendo un pò a quella transumanista, ma d'altronde non poteva fare altrimenti, almeno secondo me!
Sbandierare la propria posizione appoggiata dai transumanisti ma non dai (più) religiosi in un contesto come quello avrebbe aumentato l'astio che c'è già ora, per questo vedo di buon occhio "il passo indietro" di cui parla Ugo.
Concordo con David che il discorso di More può far breccia soprattutto nella parte cattolica progressista (si deve pur iniziare da qualche parte) e di certo non si può andar a parlare a persone con ideologie molto diverse (forse neanche troppo) dalle nostre iniziando col dire cosa pensano i vari transumanisti della religione cattolica; non dimentichiamo che siamo noi che vogliamo "attirare" un pò di gente :)
Non mi definisco ateo ma agnostico e reputo la religione (non nell'esistenza di un essere o di un concetto superiori, ma nelle manifestazioni e nelle usanze) come un qualcosa di meramente umano, frutto anch'esso dell'evoluzione e del "periodo storico": quante volte la stessa Chiesa è scesa a compromessi quando qualche anno prima non l'avrebbe mai fatto?
Al di là di questo discorso che sarebbe off-topic posso dire che mi sarei comportato come More se avessi dovuto inserire determinate idee in un certo ambiente, e penso che se si dovesse veramente scendere ad uno scontro dialettico, dubito che i vari transumanisti citati da Fabio avrebbero questa diplomazia: ma questo non è che l'ultimo stadio (e spero non accada), prima c'è molto e con un passetto indietro se ne posson guadagnare molti.
Molto arguto l'intervento di bugbear che si ricollega a quello di extropolitica: potrebbe andar bene all'inizio il "non importa come se ne parli purchè lo si faccia" (riferito al transumanesimo), ma l'atteggiamento che (spero) manterremo sarà quello di proseguire per la nostra strada indipendentemente dalla Chiesa/Politica e quant'altro; non penso il movimento transumanista possa esser così "strumentalizzato" dalla Chiesa (descritto in certi termini magari si, ma sarebbe strano il contrario), così come la Scienza (ben più anziana del transumanesimo) mi pare continui sulla sua strada anche se in toni minori laddove Chiesa/Politica non lo permettono.
Personalmente sono sempre stato interessato a confrontarmi con credenti convinti (lo faccio spesso) senza ASSOLUTAMENTE portarli dalla mia parte ma semplicemente parlando e confrontandoci. Non cerco mai di elevare il discorso ad un livello troppo "astratto" perchè non avrei i mezzi per dire la mia, ma con una buona aprtertura mentale da ambo le parti ne escono discorsi molto interessanti.

David ha detto...

@bugbear e ugo spezza: mi sembra che entrambi siete preoccupati (direi anche legittimamente) dal pericolo "infiltrazione" cristiana nel movimento transumanista. Ma vorrei tranquillizzarvi: il movimento transumanista nasce come aconfessionale e aperto a credenti e non credenti (buddisti, cristiani, mormoni, etc.).

Ora alcuni teologi hanno aperto la porta alla prospettiva transumanista. Di fronte a questo *fatto* cosa dovrebbbe fare secondo voi un transumanista? Rinchiudersi nella sua torre ben corazzata e magari dichiararsi superiore a ogni credente? Questo sarebbe semplicemente malafede intellettuale e cattivo segno di incapacità di dialogo.

Poi la dimostrazione di come un cristiano può perfettamente aderire in modo anche entusiastico a scienza e tecnologia è già parte della storia, vedi: il teologo Pierre Teilhard de Chardin e il filosofo Francesco Bacone.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Teilhard_de_Chardin

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Bacone

David De Biasi