11 settembre 2009

Il gene Cloto tesse i destini degli uomini


Immagine: le tre
Moire della mitologia greca. Il gene Clotho prende il nome da una di esse, quella spesso descritta come colei che tesse i destini degli uomini.

Ho parlato del gene Klotho (Cloto, o Clotho) nel lontano 2005. Sono passati quattro anni e vedo con piacere che ci sono stati dei progressi. Ai tempi, Klotho era arrivato sui giornali grazie ad un allungamento della vita del 20% conferito a topi da laboratorio transgenici, ma gia' da tempo era nel mirino dei gruppi dediti allo studio dell’invecchiamento. Nel 2001 e 2002 era stato notato che il gene e’ presente nel doppio degli ultrasessantacinquenni di quanto lo sia nei neonati, suggerendo un possibile ruolo nel conferire longevita’. Studiosi giapponesi hanno inoltre scoperto che l’assenza del gene, nel topo, causa arteriosclerosi, osteoporosi, enfisema e altre condizioni tipiche della terza eta’. Oggi leggo, su Bioblog.it, che, nel ratto, "aiuta anche a ridurre la pressione arteriosa e a contrastare le complicazioni derivanti dall’ipertensione... [i suoi] effetti sono stati osservati per tutta la durata dell’esperimento, che è proseguito per dodici settimane. 'Una singola applicazione ha permesso di ridurre l’ipertensione', affermano gli autori dello studio... l’utilizzo di Klotho come farmaco è già stato approvato dalla Food and Drug Administration americana. Wang e Sun [i ricercatori giapponesi che hanno condotto l'esperimento] hanno ottenuto la somministrazione utilizzando un virus adeno-associato contenente l’intera sequenza codificante del gene, ma sono al lavoro per produrre una forma idrosolubile della proteina da esso codificata che possa essere assunta dai pazienti in una formulazione acquosa." Ricordo che un ricercatore che volesse sviluppare un intervento anti-invecchiamento si troverebbe di fronte ad una insormontabile barriera burocratica: l'FDA (ma che io sappia e' lo stesso anche al di fuori degli USA) non considera l'invecchiamento una malattia, o una condizione "degna" di intervento. Quindi, una terapia genica o farmacologica come quella qui descritta deve essere mirata a condizioni specifiche (l'ipertensione, in questo caso) se vuole sperare di essere un giorno approvata per l'uso su esseri umani - nonostante il fatto che sia anche promettente come intervento anti-invecchiamento in generale...

L'abstract dello studio, su Hypertension: Klotho Gene Delivery Prevents the Progression of Spontaneous Hypertension and Renal Damage

Nessun commento: