28 luglio 2009

Potenziamento cognitivo: metodi, etica, sfide regolatorie, di Nick Bostrom e Anders Sandberg

Due dei nostri transumanisti preferiti hanno pubblicato un paper su uno dei nostri temi preferiti... Non potevo ignorarlo!

Traduco liberamente l'abstract:

Il potenziamento cognitivo si presenta sotto forme diverse. Alcune di queste hanno implicazioni a breve termine. Allo stesso tempo, tali tecnologie sollevano una serie di questioni etiche. Per esempio, interagiscono con il concetto di autenticita', di cosa costituisca una vita degna di essere vissuta e di quale sia il ruolo della medicina nella nostra vita. Inoltre, sia i metodi di potenziamento cognitivi correnti che quelli previsti presentano delle sfide di public policy e regolamentazione.

...e traduco-riassumo qualche frase significativa:

Ad oggi, ogni sostanza farmaceutica presente sul mercato che offra un qualche livello di potenziamento cognitivo e' stata sviluppata per il trattamento di specifiche malattie o condizioni (quali la sindrome da deficit di attenzione e iperattivita', la narcolessia o il morbo di Alzheimer). Gli effetti cognitivamente potenzianti di tali medicinali in soggetti sani sono un effetto collaterale casuale. Il progresso in quest'area potrebbe essere accelerato se fosse permesso alle aziende farmaceutiche di concentrarsi direttamente sullo sviluppo di sostanze nootropiche destinate all'impiego in popolazioni sane, invece di dover procedere indirettamente, dimostrando che i medicinali in questione sono efficaci nel trattamento di condizioni riconosciute.

Il sistema medico-farmaceutico odierno non riconosce ne' la legittimita', ne' il potenziale dei medicinali potenzianti. Una conseguenza di tale mancanza e' la tendenza verso la medicalizzazione e "patologicizzazione " di una crescente serie di condizioni in precedenza considerate come normali. Se una parte significativa della popolazione potesse quindi ottenere dei benefici dall'uso di medicinali che migliorano i livelli di concentrazione, per esempio, sarebbe necessario diagnosticare tale segmento come affetto da sindrome da deficit di attenzione e iperattivita' per poter offrire loro i medicinali necessari. Tale modello sara' sempre meno adeguato di fronte alla diffusione dei medicinali potenzianti.

I finanziamenti pubblici per la ricerca non corrispondono ai benefici (personali e sociali) di molte forme di potenziamento cognitivo. Al momento esistono solo finanziamenti per gli approcci educazionali (per quanto non sempre adeguati) e non per per gli approcci farmacologici. Visti i potenzialmente enormi benefici previsti anche per modesti potenziamenti cognitivi, tale area di ricerca merita sostanziali finanziamenti.

Uno studio stima che un punto di quoziente di intellenza (QI) in piu' risulti in reddito del 2,1% piu' alto per gli uomini e del 3,6% per le donne (Salkever 1995). Livelli di intelligenza piu' alti sono correlati con la prevenzione di una vasta serie di problemi sociali ed economici (Gottfredson 1997; 2004) e con uno stato di salute migliore (Whalley and Deary 2001). Modelli economici creati per stimare l'impatto della perdita di pochi punti di QI causati dalla presenza di piombo nell'acqua potabile predicono effetti significativi e sembra logico presumere che altrettanto piccoli aumenti di QI avrebbero effetti altrettanto significativi. Al livello di societa', l'impatto di molti, relativamente minori, potenziamenti individuali potrebbe essere profondo [...] e potrebbe anche avere un impatto importante sullo sviluppo tecnologico, sull'economia e sulla cultura tramite l'innalzamento ulteriore del QI di coloro gia' dotati di alti QI.

Resta la sfida culturale rappresentata dal de-stigmatizzare l'uso delle tecnologie di potenziamento. Oggi, l'assumere un medicinale e' visto come un atto da fare a malincuore, e l'uso di medicinali a scopo non-terapeutico e' visto come sospetto e possibilmente come abuso. Il tentativo di potenziare le proprie capacita' cognitive e' spesso interpretato come l'espressione di un'ambizione pericolosa. Eppure il confine fra terapie generalmente accette e potenziamento si sta spostando. La terapia del dolore non e' considerata sospetta. La chirurgia plastica e' sempre piu' diffusa. I libri di psicologia cosiddetta fai-da-te sono molto letti. Sembrerebbe che l'ambiente culturale circostante i mezzi di potenziamento sia piu' importante per la loro accettazione di quanto lo sia la loro capacita' stessa di potenziare. Per sfruttare al meglio queste nuove opportunita', la societa' ha bisogno di una cultura del potenziamento, con norme, strutture di supporto e una comprensione diffusa del potenziamento che lo porti nel mainstream culturale.

La messa al bando delle tecnologie potenzianti creerebbe un incentivo al mercato nero e ne limiterebbe gli impieghi socialmente utili. La legalizzazione incoraggerebbe la ricerca e l'uso portando, sul lungo termine, a tecnologie meno costose e piu' sicure. Anche così, pero', in assenza di finanziamenti pubblici, alcune tecnologie utili potrebbero rimanere troppo costose per molti. I sostenitori del diritto al potenziamento possono avanzare ragioni basate sull'eguaglianza, o su motivi di interesse pubblico. I benefici del potenziamento cognitivo per la societa' potrebbero persino essere talmente significativi da giustificare dal punto di vista della ottimizzazione paretiana il loro finanziamento da parte dello stato, così come oggi e' finanziata l'educazione pubblica.

Il documento:

Cognitive Enhancement: Methods, Ethics, Regulatory Challenges (Pdf)
Nick Bostrom and Anders Sandberg
Future of Humanity Institute
Faculty of Philosophy & James Martin 21st Century School
Oxford University
Preprint: Forthcoming in Science and Engineering Ethics (2009)

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