12 luglio 2009

Il potenziale della Futura Vita, di Ian Pearson

Segnalo questa traduzione del "nostro" Ugo spezza.

Vita artificiale creata dalla tecnologia, esseri umani mutati, menti umane scaricate nei computer, intelligenze artificiali. Questo e altro nella visione del futuro di Ian Pearson.

Introduzione. La tecnologia progredisce rapidamente a partire dai primi anni '90. Il progetto "genoma umano" ha scoperto una parte importante delle informazioni di cui abbiamo bisogno per capire che cosa ci vuole per realizzare un essere umano. La proteinomica, progetto tutt’ora in corso, cerca di costruire un quadro più completo delle interazioni tra le proteine costruite e utilizzate all'interno delle nostre cellule e le loro interazioni con il nostro DNA. Con i rapidi progressi in questi e in altri studi, sembra certo che nel giro di pochi decenni, si sarà in grado di personalizzare sia le forme di vita esistenti che di progettare nuove forme di vita partendo da zero. Ancora più emozionante, sarà per noi apprendere il funzionamento della facoltà chiamate “intelligenza” e “coscienza”, per arrivare, infine, ad essere in grado di progettare una entità artificiale intelligente e autocosciente. Gran parte di questo percorso sarà abilitato per i progressi nel campo della nanotecnologia avanzata, la quale, quando si realizzerà, non solo accelererà i progressi nel settore della Biotecnologia e della Information Tecnology, ma contribuirà a fondere ed integrare tali conoscenze, con conseguenze drammatiche. La dizione « convergenza NBIC » (Nanotecnologia-Biotecnologia-Informatica-Cognitivismo) è usata per descrivere questa molto ampia convergenza della tecnologia, anche se si potrebbe sostenere che la vera convergenza è semplicemente tra la Biotecnologia e l’Information Tecnology, dal momento che la nanotecnologia è invero solo una tecnologia "abilitante" del progresso nelle scienze cognitive a cui seguirà poi la convergenza Biotecnologia-Informatica. Pur con tutte le impressionanti modifiche dei genomi nelle attuali forme di vita prodigati dalla genetica, dobbiamo ancora vedere il primo batterio completamente assemblato da zero dall'uomo. Tuttavia, questo evento è probabile che non tarderà molti anni ad essere annunciato. Lo sviluppo di una vasta gamma di biologia sintetica e forme di vita sintetiche è un inevitabile decorso della ricerca genetica. L’ingegneria della vita diventerà un'altra forma di tecnologia umana. Il settore I.T. (NDT: informatica e micro-elettronica) è in qualche modo il più interessante in questo contesto. Sono ancora in corso discussioni sul momento in cui avverrà che alcuni particolari attività dentro i processori elettronici potranno essere qualificate come “forma di vita”, e un ulteriore dibattito, riguardo il modo in cui questa “vita elettronica” diverrà consapevole e autocosciente. Va detto però che alcuni scienziati (NDT: John Searle e Roger Penrose), relativamente alla vita artificiale e alla intelligenza artificiale avanzata, insistono sul fatto che queste non saranno mai realizzabili. Se questo è vero, il resto di questo articolo è da classificare come pura fantascienza. Tuttavia, sono certo che non solo sarà possibile creare entità artificiali consapevoli e altamente intelligenti interamente sulla base di futuri processi di micro-elettronica, ma che questo potrebbe essere realizzato addirittura entro il 2020, e, inoltre, che saremo in grado di collegare i processi biologici e quelli elettronici per creare forma di vita ibride o rendere ibride quelle esistenti, in parte in campo biologico e in parte nel cyberspazio. Leggi tutto, su Futurology.it

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