17 giugno 2009

Project Natal


Ogni Gamer, come il sottoscritto, di fronte ad un video quale quello linkato sopra in genere ha un'unica reazione (e aggiungerei molto prevedibile): un turbinio di emozioni che puntualmente si ripresenta ogni volta che (in genere 20-30 die) lo si guarda e riguarda :) Allontaniamoci quindi dai "soliti" temi con infinite implicazioni sociali/economiche/etiche/scientifiche/morali per entrare nel futuro del puro divertimento. L'E3 è la fiera per eccellenza del mondo videoludico, dove le varie compagnie presentano i prodotti che sono in procinto di uscire sul mercato o che stanno per essere iniziati. Del progetto protagonista di questo post se n'è parlato molto in rete, ed ora è arrivato il momento di proporlo ufficialmente anche qui su EstropicoBlog: Project Natal, questo il nome di un nuovo modo di concepire i videogiochi, molto al di là dei "gymnastic-controller" del Nintendo Wii, dato che di controller non se ne parla proprio, o meglio: il sistema si basa sul riconoscimento vocale e spaziale del corpo del giocatore che diviene quindi egli stesso un controller. Il dispositivo che permette ciò è aggiuntivo alla consolle ed ha dimensioni molto compatte: è dotato di una telecamera, di sensori vocali e di movimento, oltre naturalmente al software che gestisce il tutto. Ogni gioco, da quanto emerge su internet, contemplerà una sessione iniziale di qualche secondo che consisterà in uno scanning spaziale del corpo (viso e varie espressioni facciali annesse) del gamer e di eventuali mezzi (skateboard per esempio); dopo questa fase ci si potrà dimenticare di ogni "aggeggio" esterno e concentrarsi unicamente sui propri movimenti, il più possibile precisi e realistici. Ricordo comunque che si tratta attualmente di un prototipo, ma che non tarderà a diventare realtà molto presto e, visti i movimenti necessari per giocare, dubito che il gaming sarà ancora etichettato come una delle cause principali di aumento di peso tra i giovani. Io, che non son amante delle consolle rimanendo fedele al pc gaming dovrò, o farci un pensierino o attendere una computer-version che probabilmente uscirà, dato che gli antagonisti di Microsoft già si sono messi all'opera per rispondere nella maniera adeguata. Bruno Lenzi

P.S. La parte più carina del video? Il gioco di Formula Uno.. :)

7 commenti:

Giacomo ha detto...

Grande Bruno!!

ho trovato il project natal in un altro forum, e volevo mandare una mail per chiedervi se vi interessava parlarne

ho aperto estropico e l'ho trovato

questo blog non mi delude mai :)

Giacomo ha detto...

Riporto una discussione che ho avuto su un altro forum:

TV ad alta definizione: si vedono le gocce di sudore sulle facce dei cantanti;
audio ad alta definizione, con dolby surround: ti sembra di essere veramente lì dove succede l'azione;
videogiochi con una grafica sempre più simile al fotorealismo, specie da distanza, con intelligenze artificiali sempre più affinate, con interattività completa senza bisogno di joypad (project natal)

il concetto di entertainment sta cambiando? il concetto di "sto giocando" si sta avvicinando sempre più a "sto vivendo un'esperienza di vita parallela così perfetta, da un punto di vista sensoriale, da avvicinarsi a quelle che vivo nella vita reale"?

un film non potrà mai influire con la percezione del reale. Motivo? facile: non ci interagisci, non ti da risposte... è la moderna versione del cantastorie antico

un videogioco ad alta definizione, proiettato su uno schermo ad alta definizione, con un audio ad alta definizione, con un'intelligenza artificiale evoluta, e col quale interagisci semplicemente muovendo le mani (vedi il link all'inizio di questa discussione) è tutto un altro discorso

10 anni fa ti sedevi davanti ad un film 3d e cosa avevi? star wars the phantom menace.
Ti sedevi davanti ad un videogioco e cosa avevi? Silend Hill.
Fate una ricerca su google e guardate le screenshots, giusto per avere un'idea di quanto sembrano cubettosi oggi

Oggi hai quello che si vede sul sito del project natal, in uno schermo ad altissima definizione e dimensione, così che una testa ha le dimensioni di una testa, un audio che sembra che le cose ti succedano a fianco, e non hai in mano un joypad che devi avere una laurea per usarlo. Anncora di più: non hai cavi.
Tu parli e il computer ti risponde, e la voce viene da attorno a te, ed è coordinata con una bocca che ha le dimensioni e la forma di una bocca (guardatevi, dal sito del project natal, il video della demo di Milo), non una cosa spixellata con suono midi

Il tipo di esperienza è molto più vicino alla realtà da un punto di vista percettivo

la domanda è: come sarà tra 10 anni?
la seconda domanda è: sei un bimbo di 3 anni, e cresci con questa tecnologia...
la terza domanda è: sei un adulto di 50 anni e ti trovi catapultato in questa tecnologia...

classificherei projectnatal dandogli un bel futureshock 0,5 (non 1 perchè già la Playstation, con eyetoy, aveva fatto qualcosa di simile)

Bruno Lenzi ha detto...

Ciao Giacomo,
grazie per l'intervento entusiasta :) Si fa quel che si può per mantenere il blog al passo con la frenetica realtà del progresso :)
Il tuo secondo post apre interrogativi molto interessanti.
Indubbiamente l'entertainment (non solo videoludico) è al passo con lo sviluppo che c'è un pò in tutti gli altri campi.
Lo stesso "film" ha sì un livello di partecipazione da parte dell'utente minore rispetto al gioco, ma anch'esso ha le sue innovazioni, in primis Alta Definizione e 3d.
Non è detto tuttavia che questo scenario in futuro rimarrà tale.
Un primo abbozzo di connubio tra "fiaba senza parecipazione" e gioco (almeno per il motore grafico" e struttura) è stata fatta da THE PATH (http://tale-of-tales.com/ThePath/). Allo stesso modo è possibile, come è successo con i cellulari che pian pian hanno iniziato ad integrare tv, fotocamere, radio etc.. etc.. andando quindi a "sfiorare" campi riservati ad altri dispositivi, che la prossima evoluzione nel Gaming e quindi anche nel Cinema sia di connubio.
Riflettendo un pò, son pochi i casi in cui i giochi, oltre ad una grafica da urlo o ad effetti speciali appunto "speciali", abbiano avuto anche una trama avvincente (sparatutto in primis dove la durata media è di 12-14 ore). Nel Cinema è vero che ci son film che basano tutto sugli effetti speciali e sulla grafica, ma è anche vero che ci son prodotti (soprattutto di basso budget) che hanno come unico asso nella manica la trama. Un incotro tra gaming e cinema (prendendo il meglio da entrambi, quindi grafica ed effetti speciali, audio annessi, dal primo e un'ottima trama dal secondo) è possibilissimo, nonchè auspicabile ed anzi inevitabile quando altri aspetti saranno stati potenziati per benino.
Qualora volessimo abbandonare quest'ipotesi, il futuro del gaming dubito si concentrerà come in quest'ultimo decennio, solo sulla grafica, sulla fisica, sull'IA. Punterà maggiormente su giocabilità (progetto natal), su facilità di accesso (http://www.onlive.com/), su nuovi generi, su maggiore cooperazione (gaming online), su maggiore interazione (realtà virtuale o virtualità reale) quindi più sull'innovazione che sul potenziamento, almeno questo è il mio parere.
Per rispondere brevemente alle tue domande:
1) Alcuni punti trattati sopra
2) Vedo ragazzini/e di 7-8 anni che hanno una dimestichezza impressionante con le nuove tecnologie, roba che ho iniziato a toccare all'età di 13-14 anni, quindi penso non avranno problemi. E' anche vero che io all'età loro avevo molti più amici (nonostante non passassi molto tempo fuori casa) e capacità di avviare rapporti, tuttavia non è detto che la loro condizione sia peggiore.. chiamasi "evoluzione sociale".
3) Benchè in numero minore ci sono 50enni che giocano, ma naturalmente non hanno i riflessi e la prontezza intellettiva per affrontare sessioni deathmatch, "ripiegano" più su puzzlegame, giochi di logica, giochi strategici dove più che i riflessi è la riflessione che paga: ad ognuno il suo, probabilmente molti ragazzini "skillati" negli sparatutto perderebbero contro loro in uno strategico.

Sinceramente collocherei project Natal ad uno stadio 0.1 massimo 0.2. Parlerei di 0.3 con Emotiv (http://emotiv.com/INDS_1/inds_1.html)

A prestissimo,
Bruno

Giacomo ha detto...

Salve Bruno,

anzitutto volevo ringraziarti per i link a the path e emotiv: come al solito estropico apre orizzonti

probabilmente sono stato troppo veloce ad assegnare uno 0.5FS, hai ragione, ma la considerazione che mi ha spinto a farlo è stata questa: project natal sarà presto sugli scaffali.

voglio dire: sono assolutamente daccordo che emotiv sia un prossimo passo (sono le cose che leggi nei libri di Gibson!), ma la diffusione di massa di una tecnologia applica dei cambiamenti sociali...di massa.

e non ho dubbi che un colosso del Marketing come Microsoft creerà un esigenza...di massa. Chiunque può comprare una XBox 360. Il Natal sarà compatibile con l'attuale versione...secondo me massimo a Natale sarà negli scaffali.
A quel punto i cambiamenti culturali saranno massivi: certo che i ragazzini di 7 - 8 anni saranno più skillati degli adulti ad interfacciarsi con questa nuova tecnologia. Io sono molto incuriosito dal come ci interfacceremo a questa tecnologia, e non parlo solo di comportamenti devianti, solitudini, o pensare che un'AI possa sostituire un amico in carne ed ossa, ma anche di normale day by day.

come dici tu: sono incuriosito dall'evoluzione sociale che una tecnologia del genere apporterà, quando (non credo sia il caso di parlare di "se") verrà diffusa in massa (il che, credo, avverrà entro il 2009).

Bruno Lenzi ha detto...

A contribuire alla sua diffusione, caro Giacomo, ci sarà per fortuna anche la concorrenza Microsoft: è proprio grazie a queste strategie di mercato che una tecnologia, d'apprima costosa e elitaria, diventa a basso costo e di massa.
Ti aspetto di nuovo sul blog quando natal sarà commercializzato per scambiare due chiacchiere su come questo nuovo modo di giocare portera (forse) cambiamenti nel quotidiano.

Il lato positivo è che, mentre per Crionica, mind-uploading,staminali,genetica dobbiamo attendere un pò prima di vedere se le nostre teorie sono state azzeccate, qui si tratta probabilmente di mesi :)

Ciao,
Bruno

David ha detto...

A proposito di questo post mi è venuto in mente un passo di un libro: McLuhan, il grande sociologo, nel suo Understanding Media affermò che: "ogni invenzione o tecnologia è un'estensione o un'autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti o nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo."

Mi chiedo allora quale conseguenza tale tecnologia videoludica possa avere sul nostro corpo. Non avere più controller in mano ma *essere* il controller credo che all'inizio possa dare un po' la sensazione di essere "nudi". Qui cmq si tratta di qualcosa di molto simile alla Realtà Virtuale ma senza caschetto e altri dispositivi da indossare quindi la sensazione sarà forse meno immersiva e forse + strana all'inizio ma alla lunga l'uomo si abituerà a interagire in modo sempre + "immateriale" con questo strumento tecnologico fino ad assorbirlo culturalmente e mentalmente. Ecco, per rispondere all'interrogativo posto all'inizio prendendo a prestito la riflessione di McLuhan, mi viene da dire che questa tecnologia alla lunga rappresenterà un'estensione del nostro corpo... e quindi un altro passo verso il transumanesimo. :)

Bruno Lenzi ha detto...

Impeccabile intervendo David, come sempre :)

D'altronde come il progresso (in questo lato ludico) può introdurre nuovi modi di interazione con la tecnologia, quindi nuovi concetti d'interattività non vedo perchè non possa rimodellare anche l'idea di "estensione" ed "amputazione": ciò che a prima vista sembra il secondo, in realtà...

Non molto diverso da ciò che in futuro saranno, ad esempio, quelle che noi oggi chiamiamo protesi.

Bruno