21 maggio 2009

Il potenziamento che uccide...



Il potenziamento umano e' una forma di suicidio dorato per tecnofili. Questa l'idea centrale della presentazione del Dr. Susan Schneider del Penns Center for Cognitive Neuroscience, nel video qui sopra. Non e' esattamente un messaggio gradito ai transumanisti, anzi e' un'attacco diretto, mirato in particolare a uno dei temi a noi piu' cari, quello del mind uploading. Ma proprio per questo e' un messaggio da prendere seriamente in considerazione. La Schneider comincia bene: e' il 2025 e, essendo un tecnofilo, decidi di avvantaggiarti dei vari potenziamenti fisici e cognitivi che stanno cominciando ad apparire (un impianto retinale per il collegamento a internet e piu' memoria grazie a nuovi circuiti neurali). In pratica, diventi un cyborg. Nel 2040 allunghi le tue aspettative di vita con terapie nanotecnologiche e, arrivato il 2060, hai ormai accumulato talmente tanti potenziamenti da poter essere considerato un essere postumano. Sei ormai sullo stesso livello di una superintelligenza artificiale, dato che l'unica differenza fra voi e' l'origine. Sembra la realizzazione di una variante del sogno transumanista, ma secondo la Schneider si tratta invece di un incubo, perche', gradualmente e senza nemmeno accorgertene, ti sei suicidato... L'idea e' che quell'essere postumano del 2060 non saresti piu' tu, in quanto esso sarebbe radicalmente diverso dalla persona che eri prima di intraprendere il percorso del potenziamento. Il problema e' che il Dr. Schneider da' semplicemente per scontata questa conclusione, mentre il realta' essa e' tutt'altro. La presentazione prosegue con un'interessante esposizione delle varie teorie dell'identita', con particolare attenzione a quella piu' diffusa fra transumanisti, e in genere accettata dai filosofi, cioe' quella della continuita' psicologica (una persona e' la somma delle proprie memorie, delle proprie esperienze e della propria personalita') per poi passare ad un'altra teoria cara ai transumanisti, quella della "computational theory of mind" (la mente e' un programma che puo' "girare" sia su un substrato biologico che su un subtrato artificiale). Al proposito, la Schneider cita Ray Kurzweil, il quale ha dichiarato che una persona, e' una "traccia" ("pattern") simile a quella creata dall'acqua di un ruscello che scorre fra le rocce. Le molecole di H20 cambiano in continuazione, ma il "pattern" rimane lo stesso per ore, giorni o anni. Questo "patternismo" e' problematico per la Schneider, che si chiede (e questa e' una domanda assolutamente legittima e importante) quali cambiamenti, quali modifiche del pattern siano compatibili con la sopravvivenza dell'individuo in questione e quali no. L'uso di nanorobot per la manutenzione cellulare e per rallentare o fermare il processo dell'invecchiamento non sembra un problema, da questo punto di vista, ma se si decidesse di cancellare dalle proprie memorie una relazione, alla Se mi lasci ti cancello? Senza una profonda comprensione dei meccanismi dell'identita' personale (e questo e' un messaggio che ogni aspirante postumano dovrebbe prendere molto seriamente) il percorso verso la postumanita' potrebbe portare all'oblìo personale... Si passa poi a quello che e' considerato un vero e proprio tormentone da molti transumanisti di lunga data e che riassumo riportando il sottotitolo di un articolo su Estropico al proposito (Coscienza soggettiva):

L'anno è il 2030. La tecnologia necessaria a creare una copia perfetta di un cervello umano è disponibile (che si tratti di una copia identica a livello atomico, creata con mezzi nanotecnologici o di un modello su computer, basato su scannerizzazione del cervello originale, poco importa ai fini di questa discussione). La domanda è: se il cervello in questione fosse il tuo, la copia saresti sempre tu?
Anche qui la Schneider salta semplicemente alla conclusione che l'individuo originale e' stato distrutto nel processo e' che l'individuo creato altro non e' che un suo "clone". E nel caso di upload non-distruttivo, il risultato sarebbero due individui diversi. Sulla base di questo, la Schneider sostiene che i transumanisti non possono sostenere che il potenziamento umano sia desiderabile, in quanto la teoria della mente da loro adottata e' insufficiente a risolvere tali contraddizioni. Verso la fine del video, la Schneider dice anche che in suo paper spiega come anche altri tipi di potenziamento cognitivo (meno drastici del mind uploading) siano altrettanto "death inducing" in quanto minacciano l'identita' del soggetto (qui l'abstract: Future Minds: Transhumanism, Cognitive Enhancement, and the Nature of Persons). In risposta alle accuse posso solo far notare che io non sono la stessa persona che ero a dieci o vent'anni, o che potrei essere a 100. E che non sono la stessa persona che sarei stato se non avessi avuto accesso ai semplici sistemi di potenziamento disponibili quand'ero bambino (come ad esempio vaccinazioni e sistema scolastico). Ma cio' non vuol dire che il mio io-bambino si sia suicidato... Per quanto riguarda gli scenari piu' radicali, quali il mind uploading, ecco tre consigli per chi volesse approfondire. Innanzitutto, il gia' citato Coscienza soggettiva, dal quale cito un dialogo che mi sembra riassuma l'approccio transumanista (da un romanzo di fantascienza di David Zindell):
Cosa è l'Uomo, allora?
Un seme.
Un seme?
Una ghianda che non ha paura di distruggersi nel divenire quercia...
Il secondo consiglio e' l'ottimo "Staying alive" un affascinante "gioco" online, pubblicato, si badi bene, non da un sito transumanista, ma da una rivista inglese di psicologia (The Philopher's Magazine). Il "gioco" consiste di tre scenari, ognuno con due possibile scelte. Una ti permettera' di sopravvivere e di continuare il gioco, l'altra risulta nel Game Over. Sembra semplice, ma non lo e' affatto...

Infine, un commento di Max More sulla pagina dell'IEET dedicata al video: "Sono d'accordo che potenziandomi potrei causare la fine della mia esistenza, totale o parziale [...ma e' importante tener conto] di come si realizza la trasformazione. Ho esplorato questo tema in dettaglio nell'ultimo capitolo della mia tesi: The Diachronic Self: Identity, Continuity, Transformation."

6 commenti:

franco fiori ha detto...

Pur essendo un estimatore del transumanesimo e dei libri di Kurzweil, ultimamente comincio a dubitare che davvero ci saranno molti cyborg e persone mind uploaded.
Un conto è immaginare queste "ficate" , un'altra cosa è farlo davvero rischiando di perdere qualcosa di essenziale di noi stessi. Potrebbero esistere nel corpo umano energie che non conosciamo come il KI, il corpo astrale, i chakra etc, che magari sono indispensabili per una vita cosciente reale e completa. Si può fare l'agopuntura ad un cyborg o ad un programma software?
Puo' un cyborg o un mind uploaded godere dell'energia solare facendola arrivare all'ipofisi (terzo occhio) attraverso la pupilla?

Franco Fiori

extropolitca ha detto...

L'unica maniera per saperlo è farlo. Un giorno, nel 2030 o nel 2040 (o quando la tecnologia sarà disponibile) qualcuno percorrerà la strada del potenziamento biologico e dell'integrazione con le macchine. In quel momento sapremo se c'è qualche cosa che ci sfugge, oppure no.

Per quel che riguarda le obiezioni della Dr. Susan Schneider, la mia risposta è la stessa che un importante psichiatra italiano ha dato ad un suo collega che metteva in dubbio che un paziente psichiatrico che assume dei farmaci per la sua condizione sia realmente "se stesso": fino a che la persona che assume i farmaci [usa i potenziamenti] vive meglio di quando non li assume, per me non è un problema".

Painlord2k ha detto...

Se serve il Ki o altro, lo sapremo nel 2030 o nel 2040, quando avremo la tecnologia dei potenziamenti biologici e cibernetici.

Per i dubbi della Dr. Susan Schneider, basta ricordare che i pazienti psichiatrici, già oggi, assumono dei farmaci che li "potenziano" e li rendono visibilmente differenti nelle capacità e nella personalità. Mi pare che, in questo caso, i timori etici siano stati superati facilmente sia dai pazienti che dal resto della società. Forse perché il costo di non superarli sarebbe piuttosto elevato.

franco fiori ha detto...

ma prendere un farmaco non è come diventare un cyborg o come diventare un programma software o come avere nanobot nel cervello che possono andare in cortocircuito e friggerti i neuroni.

E comunque infatti i farmaci fanno malissimo e causano malattie; tutti i farmaci alterano l'equilibrio organico e di conseguenza anche la coscienza e lo stato d'animo (che non dipendono solo dal cervello ma anche dal fegato e dalle vene e da tutti gli organi in generale)

E i cellulari e i cavi dell'alta tensione e i dispositivi elettromagnetici in generale causano cancri e malattie di vari tipi, figurati se li mettiamo dentro al corpo cosa fanno alle cellule.

Ugo Spezza ha detto...

Discussione molto interessante, poiché tocca un nervo scoperto. Posso dire innanzitutto (cosa che tutti qui hanno dimenticato...) che la pratica del Mind Uploading si regge solo su una teoria MECCANICISTICA della mente come ad esempio il funzionalismo (la mente è un software). Riguardo a chakra e corpo astrale nessuno finora ha mai dimostrato la loro esistenza. Tuttavia anche io ho dibattuto su una simile eventualità qui:

http://www.futurology.it/Articolo%20Il%20problema%20delle%20NDE/Il%20problema%20delle%20NDE.htm

Articolo che anche G. Vatinno ha trovato interessante ma che non è affatto chiarificatore del problema. Cito comunque 3 punti.

Punto (1): Riguardo al fatto che il nostro "io" si troverebbe disadattato dopo un Mind Uploading in una memoria artificiale, ciò è molto probabile, e può essere anche che nel substrato di memoria artificiale la nostra mente avrebbe difficoltà percettive e di adattamento non da poco rispetto al ben adattato corpo biologico ma ricordo che a questo c'è una sola alternativa: LA MORTE.

Va detto inoltre che se nel substrato artificiale (il corpo cyborg) potessero sorgere inizialmente di problemi ricordo però qui che stiamo parlando pur sempre di un hardware+software "non biologico" e quindi suscettibile di molti miglioramenti e successivi upgrade che in un organismo biologico sono invece impossibili da realizzare.
Per questo ritengo che i trasferiti nei corpi cyborg attiveranno regolari sistemi di upgrade e manutenzione dei loro sistemi (Cyborg 1.0, 1.6... 2.8 ecc.) tali da rendere man mano il nuovo sistema di interazione col mondo esterno molto simile a quello di cui disponevano nel corpo biologico.

Punto (2) - Il mio "io" biologico muore dopo il mind uploading: anche se il mio "io" dovesse morire nel trapianto di mente verso un substrato di memoria artificiale dall'altra parte ne sarebbe rinato uno identico, con gli stessi ricordi, memorie, facoltà, emozioni di me stesso. Certo non sarei "io" ad essere sopravvissuto ma se dovessi scegliere un modo di morire questo sarebbe senz'altro il migliore pensabile.

Punto (3) - Il mio "io" artificiale diverrebbe man mano talmente diverso da essere un'altra cosa. Come dice Fabio il mio io a 15 anni (con le tempeste ormonali che intercorrono a quella età) era molto diverso da me. Se lo potessi vedere in un film ora lo troverei irrazionale, infantile, illogico: questo accade perchè da allora mi sono evoluto. Riguardo infine al tipo di trasferimento di personalità. questa è una scelta personale, ad esempio, personalmente propenderei esclusivamente per una emulazione "pura" della mia mente e priva di potenziamenti. In seguito, dopo molti anni, potrei anche provare qualcosa, ma con assoluta prudenza.

Ugo

Anonimo ha detto...

Personalmente non credo che esista un 'terzo occhio' o energie sconosciute che caratterizzano e differenziano nella sua personalità l'essere umano ma d'altra parte, con gli anni, ho sempre più ritenuto possibile che semmai ci sarà un 'terzo occhio' questo sarà il frutto dell'evoluzione transumanista.

Eventualmente disporremo di due 'terzi occhi'!! Tanto meglio!!

L