17 aprile 2009

Turchia, Darwin e il creazionismo islamico

Destra religiosa americana, disegno intelligente, creazionismo... Tutti fenomeni ben noti e abbondantemente discussi, così come la loro opposizione alle teorie di Darwin. Meno discusso e' il fatto che Darwin e' visto come il fumo negli occhi, da alcuni, anche in molte societa' non occidentali. Il New Scientist dedica un informativo articolo ad un recente mini-scandalo in Turchia, dove il numero di marzo della rivista Bilim ve Teknik ("Scienza e Tecnologia") e' stato cambiato all'ultimo minuto: il servizio speciale di 15 pagine dedicato a Darwin nel 200mo anniversario della nascita e' misteriosamene scomparso... Cosa sia veramente successo sembra destinato a restare un mistero, ma c'e' chi parla di pressioni censorie dell'agenzia governativa che finanzia la rivista e lo scandalo ha causato proteste da parte di scienziati e dimostrazioni di piazza. Quello che e' invece indiscusso e' che il creazionismo, in Turchia, gode di ottima salute. L'analisi del New Scientist e' molto equilibrata e colloca il tutto nel contesto di un robusto, ma comunque sano dibattito - inevitabile parte del processo tramite il quale una societa' adotta una visione scientifica del mondo. Il problema, pero', e' dove approdera' tale processo, ma la tendenza generale, in Turchia, e' ancora verso il secolarismo, nonostante un governo moderatamente islamico. Una frase dell'articolo sintetizza la situazione: "In tutto il mondo, la gente sta abbandonando la sicurezza delle societa' dominate dalla religione, per l'incertezza delle societa' secolarizzate. L'alienazione che ne deriva alimenta il fondamentalismo religioso e fa' dell'evoluzione l'obiettivo di attacchi mirati alla societa' secolare. Alcune nazioni occidentali sono ancora in questa fase di transizione." La Turchia e' la nazione musulmana che si e' finora spinta piu' in avanti su quella strada, come testimoniato, paradossalmente, proprio da questa battaglia sull'evoluzione - un tema che non e' ancora un campo di battaglia in altre nazioni islamiche, ma che lo sara' man mano che esse si modernizzeranno, come sostiene Salman Hameed del Hampshire College in Massachusetts, un esperto di creazionismo islamico. Chiudo con un mio commento: sospetto che la tanto opposta entrata della Turchia nella UE potrebbe dare una sana spinta nella direzione della modernizzazione e della secolarizzazione di quella nazione e fare da esempio alle altre nazioni islamiche...

2 commenti:

extropolitca ha detto...

Al riguardo dell'entrata della Turchia in Europa, la mia posizione è che la Turchia deve secolarizzarsi prima di entrare in Europa; non deve essere fatta entrare in Europa per secolarizzarsi.
Ricordiamoci che in Turchia sono le Forze Armate il baluardo della laicità dello stato. Ancora pochi mesi fa i pronunciamenti delle forze armate e della Corte Costituzionale hanno messo chiaramente dei limiti all'azione del governo del partito islamico al riguardo dell'adozione di leggi che favoriscono l'Islam (tipo il velo per le donne nelle Università e negli Uffici Pubblici).
Fino a che la Turchia ha bisogno della tutela delle Forze Armate, per non rischiare di ritornare a un predominio della religione sulla società civile, ammetterla in Europa sarà un problema.

Ugo Spezza ha detto...

Un corposo articolo su Darwin a 200 anni dalla sua nascita e sui rapporti tra scienza e religione è presente qui:

http://www.futurology.it/Articolo%20Religione,%20Scienza%20ed%20Evoluzione/Religione,%20Scienza%20ed%20Evoluzione.htm

E ha visto la collaborazione con il Filosofo Bruno Colla.

Riguardo al post purtroppo nemmeno io condivido questo eccessivo ottimismo. Nei paesi musulmani radicali e semi-radicali credo che la scienza non riuscirà ad imporsi. Il controllo che fa l'islam dell'educazione dei bambini è ferreo e quando vengon su non possono essere altro che musulmani ultra-devoti (talvolta, putroppo anche vetero-devoti).

La scienza faticherà non poco ad imporre le sue idee in questi paesi...

Ugo