7 aprile 2009

Ragioni per frenare il progresso scientifico

Kevin Kelly ritiene che il progresso tecnologico e scientifico sia un imperativo morale - e spero che una maggioranza dei miei lettori sia d'accordo con lui (e con me - se riusciremo a sfamare il miliardo di esseri umani che ancora soffrono la fame, ci riusciremo con la tecnologia). Ma non tutti sono d'accordo. Allo scopo di comprendere meglio le motivazioni di chi invece vorrebbe rallentare il progresso o addirittura tornare ad un'era meno tecnologica, Kelly ha cominciato a raccogliere quelle che sono le principali obiezioni al progresso tecnoscientifico. Ecco la sua lista:

  • Ha un impatto negativo sulla natura. Per esistere deve danneggiare la natura, distruggendo ecosistemi (miniere, deforestazione, petrolio, etc).
  • Erode la nostra umanita'. Ci separa dalla natura, ci trasforma in consumatori, ci rende "artificiali". La tecnologia ci rende egoisti, infelici, impazienti e arroganti.
  • Ha un impatto negativo sulla tecnologia stessa. Nel senso che il progresso tecnologico e' ormai talmente veloce e talmente fuori dal controllo di Uomo o Natura che potrebbe autodistruggersi tramite tecnologie emergenti impazzite. Il che spiegherebbe il Paradosso di Fermi.
  • E' contrario al volere di Dio. La tecnologia e' una forza del male. Amplifica la violenza (armi, bombe, mine, carri armati, testate termonucleari) e cio' e' parte intrinseca della sua natura.
Manca qualcosa? A me non viene in mente altro. Se avete un'idea non esitate a lasciare un commento (o mandatela direttamente a Kelly, sul suo blog).

2 commenti:

naqevius ha detto...

Salve, credo la paura dell'ignoto sia un'altra componente di rifiuto verso la tecnologia (che porta il nuovo). Gli anziani soprattutto sono attaccati alle vecchie abitudini e non le cambierebbero per nessuna ragione, neanche per una tecnologia che rende il compito più facile.
Come sempre c'è anche chi lo fa per una questione di qualità del lavoro (come la pasta fatta in casa per esempio a discapito di quella di produzione industriale).
L'uomo in generale spesso storce il naso davanti una novità, perchè non la conosce e si attacca al vecchio detto (chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova).
Di nuovo saluti a tutti.

Alberto Armida ha detto...

La lista in questione, più che da "menti illuminate", mi sembra redatta da "menti annebbiate", inzuppate fino al collo da finto moralismo, e indottrinate dal Cattolicesimo (basti leggere l'ultimo punto).
Se si desse credito a queste persone, vivremmo ancora nelle capanne e centinaia di migliaia di persone morirebbero ancora per una polmonite o un'appendicite.
Il progresso scientifico non può e non deve essere fermato!