6 aprile 2009

L'embrione clericale di Labouratorio

Labouratorio ha un paio di articoli [1][2] che parlano di embrione, diritti, transumanesimo, sovrumanesimo, etc.

Mi sorprende che l’articolo sostenga la tesi di dare all’embrione il riconoscimento legale come persona. Non mi sorprende che il motivo di tale scelta sia la paura (diciamo fobia) che i progressi tecnologici permettano di migliorare la genetica degli esseri umani, con la dichiarata possibilità di produrre una società divisa in classi differenti. Non c’è, quindi, nessuna posizione morale o scientifica a supporto della decisione di dare all’embrione i diritti di una persona, solo l’intenzione di usare questo espediente per impedire che un futuro indesiderabile si materializzi.

A questo punto, vediamo questo futuro indesiderabile in cosa consiste:

Il problema risiede nella possibilità dell’ ingegneria genetica di modificare la stessa natura umana.

La possibilità di creare una società inegualitaria su basi genetica tanto cara al passato nazismo e che ora viene rispolverata dai settori filo-scientisti del sovrumanismo. Chi, avendo possibilità economiche per pagare modifiche genetiche, non vorrà un figlio super-dotato?

L’ingegneria genetica permetterebbe di creare una “società inegualitaria”. Suppongo che per “inegualitaria” si intenda una società non libera che vuole mantenere una differenza di diritti e doveri tra differenti gruppi (caste), non una società libera dove persone con differenti capacità fisiche e intellettive hanno gli stessi diritti e doveri.

Dato che sono stati nominati i sovrumanisti e il nazismo, suppongo che la paura sia quella di una società dove si creano volutamente dei soggetti destinati ad appartenere ad una casta lavoratrice, o ad una casta guerriera o a una casta intellettuale. Se non erro, qualche cosa auspicato da Guillame Faye.

La paura evocata è, in ogni caso, irrazionale. Per implementare un sistema come quello temuto, la società deve già essere non libera e sotto il controllo ferreo di chi vuole implementare questa politica. Preoccuparsi dell’abuso della tecnologia genetica in una società tirannica è come preoccuparsi dell’abuso della tecnologia dei gas insetticidi [3] nella società nazista. Sostenere che bisogna dare sanzione legale alla personalità dell’embrione per impedire questo possibile sviluppo futuro è inutile ed irrazionale, dato che se ci sono le condizioni per un simile abuso della tecnologia, non sarà certo una legge a impedirlo, se mai questa legge non venisse abrogata da chi detiene il potere in quel momento.

Ci potrebbe essere la possibilità che l'utilizzo libero della tecnologia genetica faccia evolvere la società verso questo scenario? Personalmente ne dubito, anzi direi che una società capitalista si opporrebbe alla realizzazione di questo scenario, sia volontariamente che attraverso i meccanismi del mercato. Innanzi tutto, la paura che “i poveri” non possano permettersi questa tecnologia è infondata. Potranno permettersela pochi anni dopo che se la potranno permettere “i ricchi”, a meno che i governi non decidano di rendere costoso l’accesso a queste tecnologie (proibendole o scrivendo leggi inutilmente restrittive). Troppo pochi anni per fare una differenza significativa. Se anche una parte dei poveri fosse incapace di pagare per questi interventi, nulla impedirebbe allo stato di finanziarli; in ogni caso, lo stato avrebbe dei cittadini più sani, intelligenti e produttivi, che sono e saranno sempre più la principale risorsa di ogni stato e l’unica vera risorsa che è sempre troppo scarsa. Nulla vieterebbe ad un gruppo di filantropi di finanziare il potenziamento genetico dei figli di persone disagiate; ed infine nulla vieterebbe di offrire prestiti per pagare per il potenziamento genetico dei propri figli (si tratta di uno dei migliori tipi di investimento possibili – un punto di IQ in più, mediamente, si correla ad un 3% in più reddito – e un bambino sano ed intelligente non richiede altrettante spese quante uno malato e stupido). Il costo di un simile intervento, una volta che la tecnologia si sia sviluppata e standardizzata non dovrebbe costare più di una utilitaria (intorno ai 10.000 euro) e probabilmente molto meno (1.000 euro). Anche nel caso più costoso, il prezzo da pagare è una briciola di quello che costa un comune intervento chirurgico attualmente. Tenuto conto del minor numero di malattie, della maggiore produttività e della minore devianza che i soggetti geneticamente potenziati potranno avere, dedicando una parte degli investimenti in sanità attuali a quello scopo permetterebbe di ripagare l’investimento in pochi anni grazie ai minori costi.

Una volta che il problema del costo dell’intervento di modifica genetica è stato dimostrato falso, resta da vedere se i genitori potrebbero accettare o volere che il loro futuro figlio abbia il genoma modificato per essere adatto solo ad un lavoro di bassa manovalanza, quando potrebbero averlo modificato in modo da rendergli possibile una istruzione superiore e l’accesso a lavori remunerativi. Direi che si farebbe fatica a trovare dei genitori simili e, se si trovassero, probabilmente non sarebbero semplicemente adatti ad essere genitori (probabilmente non sarebbero adatti neanche ad allevare un cane). D’altro canto, in una società libera, che domanda c’è di individui geneticamente adatti solo a lavori di scarso valore? Io direi nessuno, per quello ci sono le macchine e i robot; e visto che il loro costo e la loro adozione stanno seguendo una traiettoria simile a quella di Personal Computer e dei cellulari, in futuro non ci sara' richiesta per lavoratori non specializzati, solo per lavoratori intelligenti, preparati e adattabili. Quindi non ci sono motivi razionali per volere dei figli geneticamente disabili.

7 commenti:

naqevius ha detto...

Come al solito si cerca di far credere maligna una tecnologia quando è sempre l'uso che se ne fa a rendere questa buona o cattiva.
E il popolo ci casca sempre...se fossimo già mentalmente potenziati forse questo tipo di accuse non verrebbero credute, e questo rende la tecnologia ancora più desiderabile.

Hill ha detto...

Secondo me il rischio delle "caste genetiche" è minimo (un po' per tutti i motivi elencati nel post), ma esistono anche altri generi di rischi... quello generazionale (la generazione modificata geneticamente andrà, per forza di cose, a "rubare" il lavoro a quella precedente, creando disagio sociale), o tra nazioni (in questo caso, le nazioni più ricche potranno permettersi di finanziare politiche di eugenetica, mentre quelle più povere rimarranno "indietro" e sul piano internazionale subiranno una sorta di concorrenza sleale). Un'ottima fonte d'ispirazione per riflettere su queste tematiche è il film "Gattaca".

extropolitca ha detto...

La questione del lavoro "portato via" è una fallacia economica dimostrata errata un paio di secoli fa. A meno che non si dica che nulla di quello che la generazione precedente è in grado di produrre non è richiesto.
IMHO, sia filantropi che le nazioni più sviluppate hanno interesse nell'aiutare le popolazioni meno sviluppate a migliorare il loro profilo genetico.
Gruppi locali, però, potrebbero opporsi con la violenza a questo, come succede in Pakistan e in Nigeria contro le vaccinazioni antipolio. Potrebbero considerare questo influsso sia una aggressione camuffata alla popolazione (tipo pensare che i figli non sono veramente loro), sia pensare che sia un attacco al loro modo di vita, alla loro religione e al loro potere. Dopo tutto, dei bambini particolarmente intelligenti, volitivi, razionali, etc. potrebbero trovare le consuetudini inaccettabili e sarebbero difficili da controllare e sottomettere.

socialista eretico ha detto...

solo una precisazione: l'articolo sorvola volontariamente sul classico dibattito embrione-persona vs embrione-non-persona onde evitare la polarizzazione nel classico guelfi/ghibellini e prende in considerazione la questione da altri punti di vista(differenza questioni fine vita /inizio vita, conseguenze sociali).

personalmente (sono l'autore dell'articolo) sono favorevole alla possibilità di modifica genetica, integrazioni elettro-meccaniche e via dicendo su adulti consenzienti.

sono contrario a modifiche decise da altri sui nascituri, minorenni...
(tranne nei casi di malattia)

per quanto riguarda la possibilità che pratiche eugenetiche portino ad un uscita dal modello liberal-capitalista di stampo nazi-fascist(sovrumanista ) ...
beh questo è anche dibattito interno ai transumanisti.

possibile? non possibile?
come eventualmente evitarlo?

la presenza di sovrumanisti all'interno dei transumanisti dimostra che teoricamente è possibile (e che qualcuno auspica tale tecnologia per desiderio di potenza e non per libera espressione)

credo siano questioni da tenere in conto. non fosse altro che per impedire il loro successo.

ad esempio la modifica genetica dei figli tramite presto governativo , nelle intenzioni volta a colmare il gap di accesso alle tecnologie per i poveri, potrebbe essere già una creazione di "caste" . con i poveri che vengono orientate a determinate modifiche, da parte dei gruppi politici, funzionali agli interessi dei gruppi dirigenti.
(nel senso: si finanzieranno caratteristiche per sportivi/intrattenimento, lavori tecnici ma non certo di dirigenza )


ciao
socialista eretico

Hill ha detto...

@ Estropolitica
Riguardo alla questione del lavoro "portato via"... intendevo solo dire che sarà percepito in questo modo (così come oggi avviene nei confronti dei lavoratori extracomunitari), non che vi sia un fondamento di verità in tale affermazione. Spesso c'è differenza tra quello che viene percepito a livello sociale e la realtà dei fatti.

Per il resto... mi trovo d'accordo con quanto scritto da Socialista eretico e condivido i suoi stessi dubbi e preoccupazioni.

extropolitca ha detto...

Personalmente, sono favorevole alla possibilità di modificare la linea germinale e i nascituri, eventualmente anche i minorenni, se la decisione è presa dai genitori con il consenso del soggetto.
La stessa cosa, se fosse imposta dallo stato, mi troverebbe completamente contrario.
Un genitore a scarso interesse a voler un figlio con meno del meglio possibile, mentre altri potrebbero pensare di avere dei vantaggi.

Effettivamente, la possibilità di "prestiti di stato" risolverebbe dei probelmi creandone altri.

Il problema della scelta di particolari caratteristiche nel genoma che favorisca tratti di dirigenza o tratti di lavoro subordinato è interessante. Ci sono parecchi articoli al riguardo su www.futurepundit.com e su come si stiano scoprendo sempre più legami tra la genetica e determinati tratti mentali e comportamentali. Come la gente deciderà di modificare se stessi e i propri figli infuturo sarà una scelta interessante, in quanto le strategie di successo saranno molteplici e nessuna appare senza contropartite.
Per esempio, se tutti hanno tratti da dirigente, chi dirigeranno? Esistono tratti da dirigente? Esiste sicuramente il tratto del narcisista che vuole dirigere gli altri e, se ha anche altre capacità superiori alla media, potrebbe essere anche un dirigente efficace. Ma forse un dirigente non narcisista è meglio, sul lungo periodo, per la società nel suo complesso. Ma il discorso diventa lungo e potrebbe essere materia di un articolo specifico.

Anonimo ha detto...

L'umanità nel corso della sua evoluzione ha sempre mantenuto un certo grado di differenziazione, sotto qualunque punto divista.
Tutt'oggi esistono indios, aborigeni o come si voglia chiamarli, popolazioni che vivono in um mondo che noi chiamiamo 'non tecnologico'.
Questa differenza può solo aumentare come sempre ha fatto, tra 20 anni ci saranno i cyborg, ci saranno i bioingegnerizzati e tutte le tipologie di umani che vediamo oggi compresi i masai.
Non credo che una 'società democratica' o comunque progressista debba essere composta necessariamente da persone tutte uguali, quando si parla di nazismo e eugenetica si dimentica di far notare che il nazismo si proponeva di utilizzare l'eugenetica per creare un modello perfetto di umanità che doveva eliminare la vecchia umanità o nella migliore delle ipotesi schiavizzarla.
Avere un cyberimpianto nel cervello che mi permetta di parlare tutte le lingue mentre altri non ce l'hanno non lo trovo scandaloso come il fatto che oggi dispongo di un libro o di un computer mentre l'indios' non ce l'ha. Trovo pericolo pensare che si debba imporre a tutti, indios compresi, la lettura di libri o l'utilizzo di computer.
La differenziazione culturale dell'umanità è una sua grande risorsa, il transumanismo aumenterà questa risorsa aumentando la differenziazione dell'umanità.
Ben altre sono le cause di prevaricazione e sopruso.
Sono a favore dell'eugenetica, che ognuno faccia ciò che vuole, come sempre è stato, che nessuno imponga i suoi paletti.

L