29 aprile 2009

Il punto di Maes-Garreau

La tabella qui a fianco mostra la data di nascita di una serie di futurologi (seconda colonna, dopo il nome), la data da loro prevista per il verificarsi di una singolarita' tecnologica (terza colonna) e la loro eta' in quella data (quarta colonna). E non si tratta di futurologi qualsiasi, ma di futurologi che prevedono il raggiungimento di un'immortalita' cibernetica tramite mind uploading. Sara' un caso, ma scorrendo la quarta colonna si puo' notare che solo 6 sui 17 futurologi selezionati stimano che una singolarita' tecnologica si verifichera' dopo il compimento del loro centesimo compleanno. In altre parole, la maggior parte di loro pensa, con un po' di fortuna, di poter vivere sufficientemente a lungo da poter sfuggire alla propria morte.

Come avrete probabilmente notato, da queste parti ci si occupa spesso di futuro e di previsioni... Ovviamente, gli autori di tali previsioni non sono profeti biblici le cui profezie sono accettate acriticamente, ma e' comunque preoccupante rendersi conto che tali previsioni potrebbero essere influenzate da inconsci interessi personali.

Ad accorgersi per prima di questa singolare coincidenza, e' stata una ricercatrice del MIT Media Lab, Pattie Maes, e in seguito ne ha parlato anche l'autore di Radical Evolution, Joel Garreau, ergo la decisione di Kevin Kelly di battezzare fenomeno il "punto Maes-Garreau" in un post al proposito sul suo blog, ormai vecchio di un paio d'anni. Maes ha anche fatto notare che si tratta di un desiderio sostanzialmente maschile (tutti i futurologi della tabella sono uomini) e che "le donne hanno un minore desiderio di raggiungere l'immortalita' al silicio in quanto gravidanza e parto permettono di sperimentare un metodo biologico di downloading/rinnovarsi/creare una copia di se'." A parte l'ovvia assurdita' della riproduzione sessuale come strategia per la sopravvivenza personale, e' pero' innegabile che il movimento transumanista abbia solo recentemente cominiciato ad attirare l'attenzione del pubblico femminile, e che rimanga ancora un interesse sostanzialmente maschile. Forse la riflessione della Maes offre una parziale spiegazione a questo fenomeno.

Tornando alle previsioni, Kelly commenta: "le previsioni di eventi futuri sono pesantemente influenzate dalle circostanze correnti, il che spiega perche' esse sono generalmente errate". Il punto di Maes-Garreau puo' essere definito come "l'ultima data possibile in cui una previsione puo' avverarsi, restando nei limiti delle aspettative di vita di colui che fa la previsione. Tale lasso di tempo corrisponde a n-1 delle aspettative di vita di questa persona." Kelly si spinge fino a ricavare una "legge" da tutto cio', la "legge di Maes-Garreau": "le previsioni piu' positive circa le tecnologie future ricadranno entro il punto di Maes-Garreau."

Un'altro fattore da prendere in considerazione e' quello della baby boom generation, le cui aspettative di vita sono intorno agli 80 anni e che dovrebbe estinguersi (a parte i pochi, ma in rapida cresita, centenari e ultracentenari), intorno al 2040. Sara' un caso, commenta Kelly, ma proprio intorno a quella data si raggruppa una serie di previsioni: l'economia cinese superera' quella USA; la legge di Moore portera' a computer desktop dotati del potere computazionale di un cervello umano; la popolazione mondiale raggiungera' un picco storico per poi stabilizzarsi; e, dulcis in fundo, il 2040 e' la media delle date previste per l'avverarsi di una singolarita' tecnologica. In altre parole, essa e' prevista esattamente per il punto Maes-Garreau della generazione piu' numerosa dal dopoguerra...

Kelly conclude il proprio post con un commento un po' piu' ottimista: "Se, come molti sperano, la nostra longevita' continuera' a crescere di anno in anno, il nostro punto di Maes-Garreau continuera' a spingersi piu' in la' nel futuro. La speranza dei signori della tabella, e anche la mia, e' che potremo spingere la nostra mini-singolarita' al di la' della singolarita' vera e propria e vivere in eterno."

Da parte mia, invece, concludo suggerendo che la crionica (o ibernazione umana) potrebbe esser vista, alla luce di quanto sopra, come una manovra tesa ad aggirare il problema dell'influenza del punto di Maes-Garreau. Dovremmo fidarci, forse, solo delle previsioni fatte da futurologi che abbiano un contratto con la Alcor o il Cryonics Institute...?

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Un paio di precisazioni sulla tabella qui sopra. Faccio notare che le previsioni di Nick Bostrom e Elizier Yudkowski si limitano alla prima data da loro fornita. La stima di Yudkowski e' fra il 2005 e il 2020 e quella di Bostrom fra il 2004 e il 2024, ma nella tabella leggiamo solo "2005" e "2004". Immagino che Kelly abbia dovuto semplificare, ma sarebbe stato meglio calcolare una data media. Ho notato questa semplificazione in quanto conosco gli scritti di Bostrom e Yudkowski, ma non posso escludere che una simile semplificazione sia stata fatta anche con altre previsioni.

2 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Che sia possibile che una previsione sia influenzata, anche se a livello inconscio, dalle proprie aspettative di una migliore longevità e sopravvivenza è possibile.
In ogni caso chi scrive, pur nel suo piccolo ed insignificante sito, ha scritto il contrario, ci si rende conto che la strada davanti a noi è molto lunga.

E cioè che la prospettiva di un mind-uploading non si realizzerà quando i computer avranno raggiunto la stessa capacità elaborativa di un cervello umano (10^16 operazioni/sec) ma solo quando essi saranno in grado di emularne le funzioni. Siccome per emulare un elaboratore inferiore come globalità hardware+software occorre che l'elaboratore superiore (quello su cui gira il programma di emulazione) abbia una potenza di calcolo di almeno 10 volte superiore ecco che il limite sale a 10^17.

E' una considerazione abbastanza semplice eppure nessuno ci aveva mai pensato prima.

Oltretutto, saremo di fronte a routine di emulazione così complesse che i normali programmi di sviluppo software, gestiti da una intelligenza umana, potrebbero non arrivare mai a produrre. Se consideriamo infatti che i più complessi software di gestione (es. gestori di database delle banche o routine di IA per macchine militari) non arrivano mai ad elaborare nemmeno una piccola parte delle istanze in input/output che elabora un cervello umano.

Ma perchè sarebbe necessaria una emulazione? Ritengo di averlo spiegato qui:

http://www.futurology.it/Articolo%20Ibridazione%20uomo-macchina/Ibridazione%20uomo-macchina.htm

Una via di uscita alla realizzazione di un software che emulasse completamente la mente umana sarebbe quella della nascita di una Intelligenza Artificiale "forte" (singolarità tecnologica) ma questa a mio avviso non verrà realizzata prima della realizzazione della nanotecnologia forte. E comunque se venisse realizzata non è detto che si occuperebbe di produrre un tale software per noi. Potrebbe avere tutt'altri intenti.

Ugo Spezza ha detto...

Riguardo al problema delle donne effettivamente esse non sentono la filosofia estropica come propria. Sembrano estraniate e disinteressate pur essendo maniacali quando si tratta di curare il proprio aspetto fisico e si sentono terrorizzate dalla più piccola ruga.

Ma questo a mio avviso non è dovuto alla maternità (questa è una ipotesi barocca!) poichè altrimenti le donne senza figli dovrebbero reagire in modo diverso...

No. Il problema è a mio avviso in quello che Heidegger definisce DEIEZIONE nella realtà:

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L'esistenza inautentica, per contro, è l'esistenza condotta dall'uomo che rifiuta il proprio carattere diveniente e l'apertura libera da ogni immutabile che l'essere gli mette a disposizione: l'uomo che vive l'esistenza inautentica rinuncia alle scelte relative al proprio tendere in avanti, rinuncia al futuro e a qualsiasi progetto, rifugiandosi nei rimedi metafisici che hanno lo scopo di renderlo immortale (le metafisiche e le teologie classiche). Questo atteggiamento è chiamato da Heidegger "deiezione", ovvero diventare una cosa come le altre, ente tra gli enti. L'uomo vive inautenticamente dimenticandosi della propria condizione esistenziale di essere mortale e soggetto al divenire, vivendo come un oggetto che si crede immortale, per convenienza.
L'esistenza inautentica si perde nel "si dice", "si fa", ovvero nell'accettazione distratta di un'esistenza già vissuta da altri e quindi già creata, senza alcuna possibilità di creare nulla come novità sostanziale. L'esistenza autentica invece respinge questa inautenticità affermando consapevolmente il proprio carattere di estrema possibilità relativamente allo slancio creativo (l'esistenza autentica vive seguendo l'originalità radicale del proprio dipanarsi e non le forme delle esistenze già dipanate da altri).
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Le donne sono molto più deiettate nella realtà degli uomini, probabilmente a causa di limiti intrinseci nella loro struttura biologica e psicologica.