20 aprile 2009

Il domani sbagliato


"Fare previsioni è difficile, soprattutto sul futuro" (Niels Bohr)

Piu' precisamente: e' difficile fare previsioni corrette. E' invece facilissimo buttar lì una previsione (ne troverete piu' d'una su questo blog!) per poi dimenticarsene... Se si realizzera', ce ne ricorderemo e diremo a tutti "ve l'avevo detto!" Se invece non si avverera', faremo finta di niente... Wrong tomorrow ("Time vs Pundits") si proprone di render la vita difficile ai futurologi monitorandone le previsioni e pazientemente aspettando di vedere quali si dimostreranno corrette e quali no. Sulla prima pagina del sito noto le previsioni di due "pundits" (esperti) di cui parlo spesso da queste parti, Kevin Kelly e Ray Kurzweil. Per verificare la previsione del primo (il Dow-Jones supera' i 50.000 punti entro il 2010) dovremo aspettare altre 40 settimane, per quella del secondo (l'arrivo della realta' virtuale immersiva), altre 91... Hat-tip a OvercomingBias, che segnala anche Pundit Watch (qui la sezione Technology).

Io invece segnalo che chi volesse controllare come se l'e' cavata Kurzweil con le previoni per il 2009 puo' controllare qui: Chapter Nine: 2009 (il nono capitolo di The Age of Spiritual Machines - qui invece la traduzione italiana del primo capitolo, su Estropico). Secondo Slashdot ha correttamente previsto la diffusione dei computer portabili e del wireless, l'arrivo degli oggetti digitali e il dibattito sulla privacy, ma sarebbe stato troppo ottimista sulla fine del disco rigido rotante e sull'arrivo della carta digitale, per non parlare del controllo verbale dei computer.

Chiudo con un'ultima segnalazione: il bellissimo PaleoFuture (dal quale ho preso l'immagine qui sopra), dove troverete previsioni (giuste e sbagliate) dal 1880 agli anni '90.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Nell'edizione italiana di "La singolarità è vicina" il capitolo sul 2009 non c'è.

In Italia il libro è uscito nel 2008, ma sarebbe stato comunque interessante leggere quel capitolo, come occasione di rapido confronto con le idee dell'autore.

L'autore (o l'editore) ha dato motivazioni plausibili?

Estropico ha detto...

Infatti ho scritto che il capitolo sul 2009 è in The Age of Spiritual Machines... :-)

Ugo Spezza ha detto...

Volevo fare una osservazione: questo articolo "Space Colonies of the Year 2000 (1979)" ipotizzava nel 2000 dell colonie spaziali.

Si tratta di una previsione futurologia errata, d'accordo. Ma il futurologo che all'epoca l'ha abbozzata è tacciabile di ciarlatanismo? Direi di no. Il perchè è semplice, sono passati 21 anni tra il 1979 e il 2000, l'uomo era gia andato sulla Luna ben 10 anni prima (1969) e NON ci sono stati durante questi 21 anni problemi tecnici di alcun tipo per pianificare la realizzazione di una stazione spaziale lunare prima e di un accampamento sperimentale con costruzioni a bolla ad atmosfera modificata su marte in un secondo tempo. Anzi, la tecnologia si era nel frattempo evoluta e quindi i costi si sarebbero abbattuti.

Eppure siamo ancora qui, a bivaccare su questo pianeta tutt'altro che sicuro. Basterebbe un asteroide di 80 Km di diametro per cancellarci dall'universo e consegnarci alla storia. Perchè?

Perché non c'è la volontà politica, andare nello spazio costa, quei soldi è meglio usarli per lo sviluppo industriale e per prendere voti da questo o da quel settore ove verranno elargiti. Non esiste una politica di esplorazione spaziale. No. Non è quel futurologo che ha sbagliato! Sono le organizzazioni politiche che hanno fallito!

Ugo Spezza

giuseppe ha detto...

Ugo,
il problema nell' H+ sono, come spesso in altri campi, i soldi.
Gli USA andarono sulla Luna per motivi di prestigio internazionale, battendo l'allora URSS. Finita la guerra fredda finiti i soldi.
Piuttosto dobbiamo cominciare a parlare di priorità. d io credo che le priorità siano piuttosto nell'"inner space", o spazio interno fatto di medicina, mind uploading, tecniche di senescenza avanzata, crionica piuttosto che di spazio (che a me, comunque piace, moltissimo).
Cominciamo dall'Uomo e poi il Cosmo.
Giuseppe Vatinno

extropolitca ha detto...

Giuseppe, se il problema sono i soldi, il modo corretto di affrontare il problema è di investire la dove ci sono maggiori rendimenti.
Brian Wang ha un articolo (anzi più di un articolo) sull' economina della singolarità, anche di una singolarità mondana, come la chiama lui, dove non è stata ancora sviluppata la nanotecnologia avanzata o una IA.
Se si riuscisse a implementare la tecnologia edilizia robotica la crescita economica conseguente sarebbe di un'ordine di grandezza.
Si potrebbero costruire case in giorni e non in mesi/anni, a prezzi fino a 1/10 di quelli attuali. Gli altri 9/10 possono essere spesi in altri modi. Dato che una casa costa anche 10 anni di lavoro per una persona normale, questo significa che 9 anni diventano disponibili per altre cose come pagarsi una cura longevica o una vacanza in orbita.

Se potessimo far si che la crescita economica sia intorno ad un 10% costante (come nell'Italia del Miracolo Economico) in un secolo la dimensione dell'economia crescerebbe di 10.000 volte rispetto a quella attuale. Ogni italiano medio avrebbe l'equivalente in moneta corrente di 10 milioni di € al mese.
Se la crescita fosse "solo" del 5% all'anno, in un secolo l'economia sarebbe solo 125 volte quella attuale. Cento volte inferiore a quella con il 10%. E tutto dipende dalle politiche economiche dei governi.