22 aprile 2009

Etica orientale, etica occidentale

Mike Treder e' il co-fondatore del Center for Responsible Nanotechnology, nonche' il nuovo direttore di IEET, il braccio tecnoprogressista (cioe' politicamente orientato a sinistra) di Humanity+. In Raising the Issue of Asian Ethics si occupa dei livelli di attenzione prestati alle questioni etiche, legali e sociali (Ethical, Legal and Social Issues: ELSI) in varie parti del mondo, rappresentati graficamente nell'immagine qui sopra. A sinistra vediamo Cina e Giappone, con il piu' basso livello di interesse, mentre all'altro estremo troviamo l'Europa, con i piu' alti livelli. Essendo transumanista di lunga data, la preoccupazione di Treder e' che l'apparizione di tecnologie emergenti in nazioni con scarsa consapevolezza etica rappresenti un grave rischio. L'assenza di corsi di engineering ethics nelle universita' cinesi e' vista come una possibile spiegazione per progetti quali la Diga delle Tre Gole e per i livelli di inquinamento causati dalla rapida industrializzazione cinese. La loro assenza sarebbe dovuta alla differenze culturali fra Oriente e Occidente, in particolare all'influenza del confucianesimo sulla cultura Orientale. Se da una parte condivido pienamente le preoccupazioni di Treder, mi chiedo anche se non sarebbe il caso di considerare anche altri fattori. Innanzitutto, etica o non etica, progetti dal grave impatto ambientale e inquinamento sono stati la norma anche in Occidente solo poche decina d'anni or sono. E poi non penso sia un caso che Cina e Russia, cioe' un regime totalitario e uno autoritario, rappresentino due su tre delle nazioni incluse nella parte sinistra dell'immagine. Forse i corsi di etica dovrebbero essere obbligatori per i governanti di quei paesi... Infine, da europeo, non posso non far notare che l'attenzione agli aspetti etici, legali e sociali puo' a volte diventare un ostacolo, o possa essere sfruttata da chi miri a frenare il passo del progresso, come secondo me dimostrato dall'adozione del principio di precauzione da parte della UE. Non sto suggerendo di buttar via il bambino con l'acqua sporca, ma non ditemi che un po' di innovazione ruspante alla cinese (naturalmente abbinata alla responsabilita' etica europea, per carita'!) non farebbe bene da queste parti...

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