22 marzo 2009

Il potenziamento cognitivo per... essere un cristiano migliore?!?

Immagino che la maggior parte dei miei lettori non veda l'ora di mettere le mani su delle robuste terapie di potenziamento cognitivo, in grado di aggiungere una cinquantina di punti al proprio QI, allo scopo di contribuire al progresso di settori quali nanotecnologie o intelligenza artificiale; o per scoprire una molecola anti-invecchiamento che aggiunga una cinquantina d'anni alle nostre aspettative di vita; o per inventare un esoscheletro che sia il prodotto di massa dell'anno; o per avere la prossima idea da un milione (o 100) di dollari (il prossimo Amazon o PayPal). Quindi sospetto che molti troveranno quest'idea come minimo strana (anche per il sottoscritto non sarebbe esattamente in cima alla lista di applicazioni per tali terapie). Eppure, c'e' gia' chi ci pensa. William P. Cheshire Jr vuole utilizzare il potenziamento cognitivo, a partire dall'umile caffeina, per "essere un cristiano migliore". Sentire per credere: Will the Next Great Awakening Begin with Caffeine? Cognitive Enhancing Drugs & the Church (MP3). Come non bastasse, questa presentazione e' stata fatta ad un pubblico generalmente bioconservatore quale quello del Center for Bioethics and Human Dignity e non e' neanche la prima volta che mi imbatto in un'idea del genere. Il fatto e' che il meme centrale del transumanesimo (e' etico e desiderabile utilizzare mezzi tecnoscientifici per superare la condizione umana) non appartiene a nessuno... Man mano che le tecnologie transumanizzanti emergeranno dai laboratori di ricerca le vedremo inevitabilmente utilizzate a scopi che a volte ci lasceranno quantomeno perplessi e il fatto che "noi" siamo stati fra i primi ad accorgersi del loro imminente arrivo non ci da' certo il diritto di decidere chi le usa e come... Forse, parafrasando Voltaire, dovremo imparare a dire "non sono d'accordo con il tuo uso delle tecnologie emergenti, ma darei la vita per consentirti di esprimerti con esse". Hat-tip a Ieet.

3 commenti:

Ugo Spezza ha detto...

Scusami se sono cosi diretto Fabio, ma a me questa sembra una farneticazione di uno squilibrato...

Ugo

Estropico ha detto...

Dici questo perche' ritieni che scenari del genere siano irrealizzabili, o perche' non condividi cio' che il tipo desidera? Nel primo caso, ci sono gia' degli esempi di controllo della motivazione che potrebbero portare alla realizzazione di quanto sopra (qui un recente articoletto su IEET con molti link: http://ieet.org/index.php/IEET/more/harris20090323/#When:16:45:00Z) Nel secondo caso, e' per quello che ho chiuso l'articolo parafrasando Voltaire! :-)

extropolitca ha detto...

Io vorrei consigliare un interessante libro letto tempo addietro, dal titolo "La Religione della Tecnologia" di Noble. La religione è quella cristiana, ovviamente. Si parte dal fatto che Gesù era un falegname (quindi un tecnico dell'epoca), che aveva lavorato nella produzione (quindi aveva nobilitato il lavoro manuale, che prima era consierato una occupazione mondana e indegna).
E nel corso dei secoli la cosa ha attechito, sviluppandosi sempre più. E molti di coloro che hanno sviluppato scienza e tecnologia negli ultimi duemila anni erano e sono esponenti religiosi o avevano forti convinzioni religiose.