15 marzo 2009

Disegnatori di bebè

Il mese scorso una clinica di Los Angeles ha avviato un progetto in cui dava la possibilità ai genitori di un neonato di scegliere alcuni tratti estetici dello stesso. Il 2 Marzo la clinica ha deciso di stopparlo per le numerose ed inevitabili ripercussioni etiche. Ieri mi è capitato di rileggere la notizia sottoforma di mini intervista a James Hughes fatta da Wired (qui la versione in inglese, qui in italiano). Hughes è stato fino al 2006 direttore esecutivo dell'attuale H+ ed ora continua ad esserlo dell'IEEE; a volte ho concordato con le sue posizioni in materia di tecnologia e transumanesimo, questa volta non completamente. Non entro nel dibattito in sè (troppo lungo ed articolato per un semplice post), ma cerco di mettermi nei panni di "Bruno Lenzi futuro genitore", magari tra una decina di anni :) Ipotizziamo le dovute regolamentazioni in fatto di selezione genetica (necessarie), ipotizziamo che questa sia una pratica diffusa, ipotizziamo l'inesistenza di disuguaglianze sociali come si legge nell'articolo, quindi ipotizziamo una situazione di stabilità in cui certe terapie sono considerate routine. Ipotizziamo anche che io e mia moglie di lì a poco avremo un figlio e che quindi ci rechiamo in una delle numerose cliniche sparse per il mondo per decidere come il nostro bebè dovrà essere. Sperando di trovare il consenso della mia futura consorte interverrei solo ed unicamente per evitare che mio figlio abbia malattie genetiche e per scongiurarne future predisposizioni. Non sono un proibizionista, non lo sono mai stato ed assolutamente non combatto a spada tratta chi decide di modificare gli occhi o i capelli del proprio neonato. Sono però un curioso, un amante di ogni sfaccettatura della vita e fino a quando posso continuare a godere di questa "imprevedibilità" che la vita mi offre e che alimenta la mia curiosità, senza ledere nessuno, voglio farlo. Per questo motivo non sceglierei i tratti estetici del mio bimbo, mi affiderei alla "casualità" (che poi casualità non è) e cercherei di proteggerlo, intervenendo, da tutti quei fattori genetici che invece lo danneggerebbero. E' bene tuttavia che se ne parli, che ci si scontri e che si regolamentarizzi il tutto senza, a mio parere, andare troppo contro decisioni che, per scelte di posizione, noi non faremmo. Bruno Lenzi

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