20 febbraio 2009

Siamo animali rari...

Prendo a prestito l'immagine qui sopra da un articolo di Accelerating Future ed espando il concetto. Come spero sia ovvio, il grafico illustra come solo una piccola parte di coloro interessati alle tecnologie emergenti si considerino transumanisti. Il fatto e' che potremmo aggiungere altri "cerchi" al grafico, con gli stessi risultati (fantascienza, ateismo e umanesimo mi sembrano i piu' ovvii). Scommetterei che il profilo del transumanista tipico include un forte interesse per tutti questi temi, ma che il profilo tipico di chi e' interessato a tutti, o ad una maggioranza, di questi temi, include solo una vaga nozione di cosa sia il transumanismo. Qual'e' il fattore mancante? Cosa hanno in comune i transumanisti che i non-transumanisti, anche quelli con molti tratti in comune con i transumanisti, non hanno? Azzardo un'ipotesi. Si tratta di un insieme di fattori: visione (delle potenzialita' del futuro), ottimismo e volonta' di sopravvivenza. Ho tralasciato qualcosa?

1 commento:

osservatore ha detto...

Non è probabilmente un dato tipologico, ma un giudizio, una previsione, a fare la differenza tra un transumanista potenziale ed uno effettivo:

il transumanista valuta che un qualche evento capace di causare un superamento della forma umana come la conosciamo si produrrà nell'arco della sua vita.

A meno di una singolarità, però, quello transumanista potrebbe anche essere un orizzonte sempre in movimento. Magari, un giorno, esseri ad un occhio odierno assolutamente transumani si interrogheranno ancora sul transumanesimo a venire.

Ma anche oltre una singolarità resterebbe sempre un trans-trans-umanesimo.

È importante considerare un transumanesimo graduale e al tempo stesso tenere d'occhio le possibili singolarità, per non farsi prendere alla sprovvista da queste ma neppure smarrire la consapevolezza dei cambiamenti graduali.