9 febbraio 2009

Nick Bostrom: la superintelligenza "cambiera' tutto"

La domanda di Edge per il 2009 e': "Cosa cambiera' tutto?" La risposta del filosofo transumanista Nick Bostrom e': la superintelligenza. Riassumo: e' grazie alla nostra intelligenza che siamo la specie dominante sul pianeta, non grazie ai nostri muscoli. E' grazie al nostro cervello che abbiamo creato societa' complesse e che abbiamo messo in moto quei progressi (tecnologici, economici e sociali) che sono le fondamenta della civilta' moderna. Potremmo dire che le capacita' del cervello umano sono il fattore limitante del progresso, ma il cervello puo' essere potenziato e i computer possono processare informazioni altrettanto efficientemente, se non meglio, dei sistemi nervosi biologici.

Esistono diversi possibili percorsi verso il potenziamento cognitivo:

-il potenziamento del cervello: educazione e formazione, nutrizione (soprattutto nell'infanzia), esercizio fisico, prevenzione delle malattie cerebrali, utilizzo di computer e software che incrementano la nostra efficienza intellettuale, uso di farmaci per il potenziamento della memoria, dei livelli di concentrazione ed dell'energia mentale. Molti di questi obiettivi potrebbero essere raggiunti con interventi (o selezione) genetici.

-il potenziamento della nostra "intelligenza collettiva": migliorando sistemi quali quello del peer review (revisione paritaria) in ambito scientifico e quello dei brevetti; coinvolgendo una piu' larga percentuale della popolazione mondiale in attivita' produttive; sviluppando strumenti migliori per la collaborazione e la comunicazione (molti esempi sono emersi sul web negli ultimi anni). La semplice crescita della popolazione e' sufficiente a migliorare le nostre capacita' di problem-solving.

Anche se tutti questi percorsi sono estremamente promettenti e meritano di essere perseguiti, sul lungo periodo il cervello biologico sembra destinato ad essere superato. Le macchine, infatti, godono di numerosi vantaggi: velocita' (un "neurone" artificale puo' funzionare un milione di volte piu' rapidamente di un neurone biologico); la possibilita' di sviluppare algoritmi di apprendimento e architetture computazionali piu' efficienti; la facilita' con cui il software puo' essere riprodotto (ogni nuova copia avrebbe immediatamente a propria disposizione tutto il sapere accumulato dalle generazioni precedenti).

La superintelligenza (definita come un'intelligenza artificiale generale che superi ampiamente i piu' grandi geni prodotti dall'Umanita' in ogni area del sapere) potrebbe essere raggiunta tramite vari percorsi di ricerca, ma quello piu' promettente sembra essere quello ispirato dalla biologia: il reverse engineering del cervello umano. Un interessante by-product di questa linea di ricerca potrebbe essere l'emulazione del cervello (anche conosciuta come mind uploading).

E' difficile prevedere quando saranno sviluppate intelligenze artificiali generali dotate di capacita' cognitive comparabili a quelle del cervello umano. Decenni? Secoli? Qualunque sia la risposta, il passo successivo (il superamento delle capacita' cognitive umane) sara' piu' rapido e portera' alla superintelligenza. In un molto discusso scenario, quello della singolarita' tecnologica, un sufficientemente avanzato "seme" di intelligenza artificiale crea una versione piu' intelligente di se stesso. Questa seconda versione potenzia ulteriormente il proprio QI, e così via potenziando. Il risultato e' una "esplosione di intelligenza" che porta rapidamente ad entita' che possiamo solo descrivere come superintelligenze. Esse potrebbero essere l'ultima invenzione umana, nel senso che tali superintelligenze sarebbero chiaramente superiori nell'innovare qualsiasi settore. Il progresso tecnoscientico subirebbe una rapida accelerazione che porterebbe alla realizzazione e alla maturazione di tecnologie e progetti oggi ancora all'orizzonte, quali sistemi produttivi molecolari, nanomedicina, mind uploading, tecnologie di potenziamento umano, realta' virtuali indistinguibili dalla realta', colonizzazione spaziale, etc.

Le conseguenze sarebbero enormi e non necessariamente esclusivamente positive. Se i potenziali benefici sono enormi, così anche i rischi (ed essi certamente includono anche vari rischi esistenziali). Il nostro futuro potrebbe dipendere dalle impostazioni iniziali che daremo ad un futuro "seme" autopotenziante di intelligenza artificiale circa la sua attitudine verso di noi (vedi: Friendly AI).

PS. Mi sono gia' occupato di un'altra risposta alla domanda di Edge, qui, sul tema della crionica.

1 commento:

Roberto Lupi ha detto...

Le impostazioni iniziali avrebbero poca importanza.

In quanto entità più semplici, per un semplice corollario dei teoremi sulla computazione e sull'informazione, non possiamo essere in grado di prevedere con completezza il comportamento di entità più complesse.