13 febbraio 2009

Nati credenti? Come il tuo cervello crea Dio

Ad alcuni potra' sembrare strano che si parli spesso di religione, su un blog dedicato al postumano, e che un'intera sezione sia dedicata al rapporto fra religione e transumanismo. Soprattutto se si considera che una maggioranza di transumanisti si dichiara atea o agnostica (sottoscritto incluso). La ragione e' il mio sospetto che, in assenza di un modus vivendi fra i due, i progressi e il futuro postumano che prevediamo potrebbero realizzarsi con anni di ritardo, o solo dopo evitabili conflitti. Purtroppo, l'unica strategia che alcuni transumanisti sembrano concepire per diffondere le proprie idee in un "paese cattolico" come l'Italia e' quella dello scontro diretto con i cattolici. Il ragionamento sembra essere: "se 'convertiamo' all'ateismo (e in seguito al transumanesimo) la maggioranza della popolazione, il gioco e' fatto!" Lasciamo stare il fatto che solo un minuscola percentuale di atei ed agnostici si definisce transumanista, ma un approccio del genere mi sembra talmente velleitario da sconfinare nel surreale... Soprattutto se si considera la possibilita', tutt'altro che remota, che la predisposizione alla religiosita' si fondi su basi biologiche ed evoluzionarie. Il che ci porta alla copertina del New Scientist, qui sopra, e all'articolo Born believers. How your brain creates God (Nati credenti. Come il tuo cervello crea Dio), dove leggiamo che, almeno secondo alcuni ricercatori, "la religione e' un'inevitabile conseguenza del modo in cui il nostro cervello e' cablato". E persino coloro che si considerano atei o agnostici cadono spesso vittime di "ragionamenti soprannaturali", come dimostrato da studi al proposito. Un ricercatore ha descritto così il fenomeno: "[gli atei] non esorcizzano completamente il fantasma di Dio - gli mettono solo la museruola." Ma se la religione altro non e' che una conseguenza di come funziona il cervello umano, che dire di Dio? Tutti i ricercatori coinvolti in questo settore non esitano a dichiarare che i loro studi non hanno nulla a che fare con il dibattito sull'esistenza di Dio, ma che i loro risultati indicano la presenza, nel nostro cervello, di circuiti neurali che predispongono alla religiosita' (resta da scoprire quali pressioni evolutive abbiano portato a questa situazione). In altre parole, la religione non e' destinata a scomparire, per il semplice motivo che l'ateismo richiede un notevole sforzo, mentre la religione segue "il percorso di minor resistenza".

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