22 gennaio 2009

Microbot nelle arterie



Principalmente saranno utili per curare i danni provocati da malattie come l'ictus, ma il loro compito potrà essere, in futuro, anche quello di riparare organi o di fornire un check-up completo e aggiornato dello stato di salute dell'individuo. Il video qui sopra, di circa un minuto e mezzo, ne illustra il funzionamento e i possibili impieghi. Ricercatori del Micro/Nanophysics Research Laboratory della Monash University hanno creato un micromotore piezoelettrico di 250 micrometri capace di alimentare microbot così piccoli da poter viaggiare nelle arterie, arrivare al cervello e rimuovere eventuali trombi, emboli ecc. dove la (macro) chirurgia troverebbe sicuramente più difficoltà; questi microbot non sono altro che sensori collegati al motore. I rischi dovuti all'intervento non sono di certo eliminati (ad esempio i cateteri usati per iniettare questi microrobot potrebbero lesionare comunque le pareti delle arterie dove sono inseriti), ma sicuramente ridotti. Sarà interessante seguire l'evoluzione di questo che possiamo considerare uno dei primi veri passi nella nanorobotica medica. Ecco l'abstract: Piezoelectric ultrasonic resonant motor with stator diameter less than 250 µm: the Proteus motor e un articolo al proposito, entrambi sul Journal of Micromechanics and Microengineering.

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