30 gennaio 2009

L'ateobus, la speranza e la tecnosalvazione

Carina, la campagna della UAAR illustrata qui a fianco. Utile? Chi lo sa... Il problema e' che il sottoscritto sta perdendo la pazienza con quegli atei, agnostici e razionalisti che avendo rigettato la speranza di una salvazione metafisica, non sanno prendere il passo logico successivo. Di fronte all'oblìo sul nostro orizzonte personale non riescono o non vogliono riconoscere che l'unica speranza di salvezza sia lo sfuggire ai limiti della nostra fragile, effimera umanita'. Di fronte alla prospettiva dell'estinzione personale, si aggrappano invece ad uno stoicismo o un edonismo entrambi sterili, o ad un umanesimo meritevole, ma anch'esso colpevole di ignorare il problema-morte. E nel frattempo, ogni giorno che passa sei un giorno piu' vicino alla tua totale e permamente distruzione, alla piu' completa perdita di ogni tipo di liberta'... Come sarebbe a dire "non ne hai bisogno"?! Hai disperatamente bisogno di un dio benevolente e onnipotente e il fatto che non esista e' la peggior notizia possibile. Quello che manca e' un messaggio positivo, un messaggio di speranza. Un'alternativa c'e' e lo slogan della UAAR gli apre la strada, ma non osa spingersi a tanto. E' l'anelito transumanista ad aspettative di vita indefinite (vedi: SENS e Crionica), il progetto di creare "dio" nella forma di intelligenze artificiali postumane (vedi: Friendly AI), se non di diventare semidivinita' noi stessi, con mezzi tecnologici (vedi: potenziamento umano). Oggi, tutto cio' non e' possibile, ma i primi germogli di una primavera tecnologica stanno spuntando e suggeriscono che il progetto transumanista potrebbe portare proprio a quanto promesso dalle religioni, ma in questa vita, non in ipotetiche vite successive... Tecnosalvazione.

4 commenti:

David ha detto...

Una recente notizia dice che la concessionaria degli spazi pubblicitari ha rifiutato la frase della campagna Uaar, hanno dovuto perciò adottare un nuovo slogan che recita:"La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L'ottima è che credono nella libertà di espressione". Ma questo ovviamente non cambia la tua riflessione x quanto mi riguarda più che condivisibile. :-)

http://notizie.alice.it/esteri/bus_miscredenti.html?pmk=notggboxop

Estropico ha detto...

Non lo sapevo, ma che vergogna! Qui in Gran Bretagna ci sono state proteste e qualche autista "obiettore", ma le pubblicita' sono rimaste. Evidentemente, in Italia, non tutti condividono l'apprezzamento degli atei per la liberta' di espressione...

forzalube ha detto...

Quanto meno è stata utile per dimostrare che gli atei in Italia non hanno piena libertà di espressione. Il che non mi pare poco e mi sembra questione assai preoccupante.

Qui il riassunto di tutta la vicenda:
http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/

Painlord2k ha detto...

La concessionaria di pubblicità valuta i suoi affari e decide di conseguenza.
La libertà di espressione del'UAAR non ha la precedenza sulla libertà economica della concessionaria.
Dubito che qualcuno impedisca ai signori dell'UAAR di indossare due cartelli è camminare per le strade con quel messaggio, se lo desiderano.