15 gennaio 2009

La soluzione nanotecnologica al mutamento climatico



J. Storrs Hall e' descritto da Wikipedia (inglese) come "uno degli studiosi piu' significativi nel settore della nanotecnologia molecolare". Da anni sforna concetti innovativi (vedi: Utility Fog e Space Pier) e pubblica libri di altissimo interesse estropico (vedi: Beyond AI: Creating the Conscience of the Machine e Nanofuture: What's Next for Nanotechnology). Nel video di 15 minuti, qui sopra, filmato alla conferenza Global Catastrophic Risks, Storrs Hall presenta una soluzione nanotecnologica al controverso problema del mutamento climatico (“The Weather Machine”).

Riassumo i concetti principali:

Storrs Hall apre precisando di parlare piu' come futurologo che come scienziato, ma aggiunge che ha eseguito dei calcoli preliminari che sembrano puntare nella direzione della fattibilita' di quanto segue. Grazie alle nanotecnologie, sara' possibile costruire una "macchina" per il controllo del clima. Sara' composta di "palloni" delle dimensioni fra 1 mm e 1 cm, costituiti da una finissima parete di materiale diamondoide e gonfiati con idrogeno in modo che si stabilizzino a circa 20 miglia dalla superfice terrestre. Al loro interno avranno un sottile specchio, un'unita' di controllo in grado di manovrarli e un navigatore satellitare GPS. Per ricoprire l'intero pianeta con tali micromacchinari potrebbero essere necessarie non piu' di circa dieci milioni di tonnellate di nanomateriali. Dieci milioni di tonnellate di comuni materiali sono necessari, oggi, per costruire dieci miglia di autostrada. Di cosa sarebbe capace un sistema simile? In pratica sarebbe un gas effetto-serra progammabile. Orientando gli specchi verso il sole la temperatura si abbasserebbe, orientandoli verticalmente, la luce passerebbe, alzando la temperatura. Rispetto ai gas serra, questa "macchina del clima" sarebbe estremamente piu' efficiente e risolverebbe completamente il problema del cambiamento climatico. Una seconda versione potrebbe esser fatta di "palloni" contenenti una micro-antenna costituita dai collegamenti chimici all'interno di un aereogel. Tale antenna dovra' essere in grado di assorbire o trasmettere radiazione alle frequenze desiderate. La stratosfera sarebbe trasformata in un enorme ologramma. Gli astronomi non ne sarebbero affatto contenti, ma solo fino alla realizzazione che il pianeta Terra sarebbe, a quel punto, un enorme telescopio con un'apertura di 8.000 miglia... Con entrambe le versioni sarebbe possibile anche il controllo del clima a livello locale. Sebbene non comprendiamo ancora sufficientemente il sistema climatico globale, Storrs Hall ritiene che non sarebbe difficile rendere il Canada caldo quanto la California, o abbassare la temperatura dei tropici, o riscaldare le regioni polari. L'impatto sul PIL mondiale potrebbe essere fenomenale. Venendo poi al tema della conferenza, i rischi esistenziali, Storrs Hall illustra come un sistema del genere potrebbe deflettere un asteroide in rotta di collisione con la Terra (come per esempio Apòfi, col quale avremo un incontro ravvicinato nel 2029). Il rovescio della medaglia e' che potrebbe essere utlizzato a scopi bellici con catastrofici risultati: concentrando l'energia del sole su una localita' specifica, sarebbe possibile ottenere l'equivalente distruttivo di un'esplosione di una testata nucleare da un megaton ogni secondo, per un periodi di tempo indefinito... Infine, la presentazione si avventura nei possibili scenari internazionali. L'autore trova difficile credere che, se convinti della fattibilita' del progetto, i governi mondiali non ne farebbero una priorita'. La possibilita' di una corsa agli armamenti "climatica" e' tutt'altro che da escludere e potrebbe risultare in un insieme di "nubi" stratosferico-nanotecnologiche, controllate da diversi blocchi geopolitici e in conseguenti trattative fra i vari poteri "climatici".

Qui la trascrizione dell'intera presentazione. NextBigFuture, commentando l'idea di Storrs Hall, fa notare come la sua implementazione rappresenterebbe il raggiungimento del primo livello sulla scala di Kardashev*. Qualche osservazione. E le missioni spaziali? E la stratosfera? Non si tratta di un sistema dinamico? Sara' necessario fare in modo che i "palloni" siano facilmente manovrabili...

*A proposito della scala di Kardashev: contrariamente alla versione inglese, Wikipedia Italia dedica solo poche parole al concetto - eccole qui: "La 'scala di Kardashev' classifica le civiltà sulla base del loro stadio tecnologico, principalmente misurando la quantità di energia che sono in grado di produrre". Per fortuna ci sono EstropicoBlog (E' ora di divenire una "civilta' di tipo 1") e Futurizzanti (Classificazione delle societa' in funzione dell'energia e dell'informazione).

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