19 marzo 2008

Nanotecnologie: utopia o apocalisse?

Un articolo di Reason (Neither Gods or Goo) si occupa di nanotecnologie e prende una posizione pragmatica, ma forse anche miope. L'articolo illustra le speranze e le paure che circondano questo settore emergente citando La singolarita' e' vicina di Ray Kurzweil (e la sua previsione che, entro questo secolo, raggiungeremo la quasi immortalita' cibernetica grazie alle nanotecnologie - e, aggiungo io, all'intelligenza artificiale). L'articolo illustra anche meno allettanti scenari, come ad esempio quelli presentati da Michael Cricthon nel suo Preda. Dopo aver spiegato che il tutto ha origine dal classico Motori di creazione, di Eric Drexler, si arriva al rischio "grey goo" esposto appunto da Drexler: nanorobot autoreplicanti sfuggiti al nostro controllo divorano la biosfera trasformandola in un'indistinta massa grigia di nanorobot. Lo stesso Drexler, dopo aver lanciato l'allarme grey goo nel 1986, e' poi giunto alla conclusione che si tratti di uno scenario estremo ed improbabile (si veda per esempio questo articolo della BBC al proposito), ma il fantasma grey goo continua a fare frequenti apparizioni e ad essere sfruttato da chi sostiene la necessita' di imporre limiti stringenti alla ricerca. Oggi come oggi la preoccupazione principale riguarda la tossicitia' dei nanomateriali che cominciano ad essere utilizzati in prodotti di largo consumo. Alcuni materiali normalmente non tossici possono infatti esserlo al livello delle nanoparticelle utilizzate in prodotti come le fibre dei "nanopantaloni" autopulenti della copertina di Reason, qui sopra. Il punto centrale dell'articolo e' che si rischia di discutere di nanotecnologie solo in termini di ipotetici scenari estremi: da una parte una supertecnologia che ci trasforma in semidei (Gods), dall'altra il rischio esistenziale di una supertecnologia impazzita (Goo), ignorando invece i piccoli passi che si stanno facendo nei laboratori. In questo modo si farebbe il gioco di quegli allarmisti il cui vero obiettivo e' di bloccare o rallentare il progresso tecnoscientifico. In pratica, l'articolo consiglia di ignorare quelli che potrebbero essere i benefici (e i rischi) di una nanotecnologia matura nel (diciamo) 2030 e di concentrarsi invece sui molto piu' modesti benefici che stanno cominciando ad emergere oggi. Quest'ultimi hanno il vantaggio di non spaventare il grande pubblico, di non causare future-shock e di contribuire al progresso e ai finanziamenti al settore che sono indispensabili se vogliamo avere, un giorno, le nanotecnologie avanzate che renderanno possibili gli scenari postumani discussi da queste parti. Estropico e' senza dubbio colpevole di prendere in considerazione gli ipotetici scenari estremi o, per dirla in altro modo, di esplorare gli ipotetici territori aperti dalle nuove tecnologie seguendone le conseguenze fino a quelle che sembrano esserne le logiche conclusioni (non e' un caso che la versione italiana di Motori di creazione sia apparsa proprio qui). Vedo pero' certamente la logica del non spaventare il grande pubblico: il disastro degli Ogm, dal punto di vista delle pubbliche relazioni, insegna (si potrebbe pero' sostenere che e' stata proprio l'assenza di informazioni accessibili al grande pubblico che ha permesso agli allarmisti di diffondere paure spesso infondate). D'altra parte, l'enorme potenziale delle nanotecnologie per il radicale miglioramento della condizione umana potrebbe essere un potentissimo strumento di persuasione. O forse, e qui veniamo ad un altro interessante punto dell'articolo, nazioni diverse avranno bisogno di approcci diversi. L'approccio suggerito dal giornalista di Reason (ignorare gli scenari a lungo termine, sia positivi che negativi, e concentrarsi sui risultati a breve termine) potrebbe essere quello piu' adatto ad un paese come l'Italia, anche se il giornalista lo consiglia in generale. In altri paesi, pero' (l'articolo si riferisce specificamente agli USA), il fascino dell'high-tech e l'apertura alle innovazioni biomediche potrebbero facilitare l'introduzione delle novita' nanotecnologiche sul mercato, rendendo il paese in questione un leader del settore. Se invece si verificasse un'ondata di allarmismo e di conseguente diffidenza nel grande pubblico, come e' accaduto in Europa con gli Ogm, l'Europa potrebbe perdere anche il treno delle nanotecnologie...

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