1 maggio 2017

I diritti umani nell'era delle neuroscienze

Il 29 aprile, Elon Musk ha illustrato i suoi piani per un interfaccia neurale entro il 2021, tramite la sua Neuralink. Con grande tempismo, il 26 aprile Life Sciences, Society and Policy aveva pubblicato un paper intitolato "Verso nuovi diritti umani nell'era delle neuroscienze e delle neurotecnologie."

Il progresso tecnologico corre e la societa' reagisce...

In esso, un esperto di neurobioetica e un avvocato specializzato in diritti umani sollevano l'allarme: nell'era della neuroscienza e delle neurotecnologie i diritti umani non possono restare immutati, se non vogliamo essere esposti a nuovi rischi quali il furto o l'hacking di quanto, fino ad oggi, era quanto di piu' privato esistesse: i nostri pensieri.

Le tecnologie oggi in via di sviluppo (e alcune gia' in uso) per monitorare o modificare le attivita' del cervello umano, porteranno grandi benefici, nei prossimi anni. Ma tutte le tecnologie, nuove o antiche che siano, possono essere utilizzate sia a fin di bene che di male...

Per proteggerci sara' necessario aggiungere quattro nuovi diritti alle carte internazionali dei diritti umani:

  1. Il diritto alla libertà cognitiva, o autodeterminazione mentale, il quale si basa su due concetti: a) il diritto dell'individuo di utilizzare le neurotecnologie emergenti e b) la liberta' dall'imposizione dell'uso delle stesse.
  2. Il diritto alla privacy mentale. Come oggi la nostra attivita' online e' soggetta a monitoraggio e data mining, così la nostra attivita' mentale potrebbere essere esposta a simili rischi: oggi come oggi non esistono leggi contro le "intercettazioni mentali" promesse dalle tecnologie emergenti. 
  3. Il diritto all'integrità mentale. Nell'era delle interfaccia neurali (brain-computer interface - BCI), il non-rispetto della privacy mentale potrebbe anche avere un impatto sulle capacita' cognitive della vittima. Ienca and Haselager (2016) hanno gia' introdotto il concetto di "hacking cerebrale maligno", con riferimento ad attivita' "neurocriminali".
  4. Il diritto alla continuità psicologica. Le neurotecnologie emergenti, come per esempio la stimolazione magnetica transcranica, possono causare cambiamenti della personalita' e, conseguentemente, influenzare l'identità personale di un individuo, al punto di minacciarne la continuita' psicologica, un presupposto cruciale dell'identita' personale.
Ecco l'abstract (l'intero articolo e' linkato piu' sotto):

I rapidi progressi di neuroscienze e neurotechnologie aprono possibilità senza precedenti per accedere, raccogliere, condividere e manipolare informazioni dal cervello umano. Tali applicazioni sollevano importanti sfide ai principi dei diritti umani che devono essere affrontate per evitare conseguenze non intenzionali. Questo documento valuta le implicazioni delle nuove applicazioni neurotechnologiche nell'ambito dei diritti umani e suggerisce che i diritti umani esistenti potrebbero non essere sufficienti per rispondere a questi problemi emergenti. Dopo aver analizzato il rapporto tra neuroscienza e diritti umani, individuiamo quattro nuovi diritti che potrebbero diventare di grande rilevanza nei prossimi decenni: il diritto alla libertà cognitiva, il diritto alla privacy mentale, il diritto all'integrità mentale e il diritto alla continuità psicologica .

Su Life Sciences, Society and Policy: Towards new human rights in the age of neuroscience and neurotechnology, Marcello Ienca and Roberto Andorno

Un articolo del Guardian al proposito: New human rights to protect against 'mind hacking' and brain data theft proposed

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